La sconfitta di Berlusconi: da grande non sarà Presidente

  Ludovico Martello
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Proviamo ad analizzare l’esito politico delle recenti consultazioni elettorali: nessuna novità … come al solito … hanno vinto tutti !

Certo, il PDL non ha avuto l’ affermazione straordinaria che si ipotizzava qualche mese fa, quando il suo leader prometteva alle platee osannanti il superamento della soglia del 50%. Ma risulta, comunque, il primo partito nei consensi dell’ elettorato.

Per il PD prosegue inarrestabile l’emorragia dei consensi, ma non è stata una Caporetto. E per questo gridano alla vittoria. Beato chi si accontenta! Ma questa, tra l’altro, è una vittoria di Pirro: il merito della tenuta sarà rivendicato da Franceschini e dagli ex democristiani; questo susciterà le ire degli ex comunisti … insomma il PD resta un ectoplasma politico destinato ad implodere. Non può sopravvivere un partito nel quale non esiste, non dico un’ideologia condivisa, ma, almeno uno straccio di idea che accomuni le sue componenti. Anche se sconsacrate, la chiesa postcomunista e la chiesa democristiana non possono convivere nello stesso organismo: i cardinali continueranno a divorare i papi.

   All’ Italia dei valori è bastato qualche punto percentuale in più per rendere felice Di Pietro, che è smanioso di mollare il PD e farsi guida di una nuova aggregazione politica populista. Come se non bastassero quelle che abbiamo. Ma il giustizialismo pseudogiacobino è una tensione emotiva che unisce.

Anche la Lega ha avuto il suo compenso elettorale per il respingimento dei migranti  condotto con successo dal ministro Maroni. La xenofobia leghista sconfina nell’Emilia e nella Toscana.  Nel nostro paese, come in Europa, la xenofobia paga più della snobistica accoglienza che i cattocomunismi teorizzano sulla pelle del proletariato delle periferie urbane.

Ed infine, la scissione dell’atomo tardocomunista ha prodotto nuove particelle subatomiche senza riuscire, però, a superare lo sbarramento del 4% per conquistare una poltroncina in Europa. Peccato! Bertinotti e Diliberto non saranno ricevuti nel salotto di Bruno Vespa fino alla prossima consultazione elettorale. Ci mancheranno e mancheranno anche a tutta l’Europa.

Europa … ma cos’ è questa Europa? Ma chi ne ha sentito parlare in questa campagna elettorale per le Europee? Qui da noi le consultazioni elettorali siano provinciali, regionali o, appunto, europee finiscono con il trasformarsi in una sorta di referendum sulla validità dell’azione dell’Esecutivo. Non si è parlato d’Europa perché ai protagonisti della nostrana scena politica non interessano le questioni politiche Europee. Ed interessano poco anche quelle nazionali. Tant’è che al leghismo nordista si associa, ora, l’antico autonomismo siciliano di Lombardo.

   Il primo partito, in Europa, è risultato essere il partito degli astensionisti. Ma questo dato non rovina certo il sonno dei politicanti indipendentemente dal loro paese di origine e dalla schieramento politico di appartenenza. A proposito di appartenenza dove prenderanno posto gli eletti del Partito democratico nel Parlamento europeo? Sarà una collocazione complessa visto che sanno perfettamente quello che non sono: né socialisti, né laici liberali! La cosa surreale è che non sanno ancora chi sono.

Allora si può concludere che questa ultima tornata elettorale non ha avuto particolari significati politici?

Niente affatto! Questa campagna elettorale ha rappresentato l’ inizio di un durissimo scontro politico che caratterizzerà, per i prossimi anni, le vicende politiche nel nostro paese. Siamo ancora alle prime scaramucce, ma l’ obiettivo è già evidente: contrastare la deriva plebiscitaria e presidenzialista del nostro Primo Ministro.

Chi ha ordito l’ affaire Casoria e le foto di villa Certosa non l’ ha fatto per spostare qualche voto, ma per offuscare l’ immagine del Silvio Berlusconi buon Padre di famiglia e buon Padre della Patria, frenandone, di fatto, la marcia populista verso il Colle del Quirinale. Forse chi ha ardito la trama della congiura è, in qualche modo, interno alle forze che costituiscono la maggioranza di governo, visto che i partiti di opposizione non ne avrebbero avuto né la forza logistica, né la fantasia politica.

Proviamo a capirci qualcosa: se questa ipotesi corrisponde alla realtà allora  resta da individuare la componente che, all’interno delle forze che sostengono la maggioranza, ha deciso di offuscare il carisma berlusconiano e delegittimarne le ambizioni politiche.

Chi? E perché? Nei prossimi mesi ne vedremo delle belle! Niente paura non c’è da essere preoccupati. Come ripeteva sovente Ennio Flaiano: <<In Italia la situazione è drammatica, ma non seria>>.

Ludovico Martello