Il Partito <>

  Ludovico Martello
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A conclusione del suo articolo: I tormenti del Pd, pubblicato da la Repubblica  di mercoledì 22 luglio, Massimo Salvadori scrive: << gli occhi del nostro paese sono ora puntati con acuto interesse sulle vicende del Partito democratico, impegnato dopo una tormentata fase di partenza, a darsi una guida, un programma politico, una cultura che ne definisca gli orizzonti e le prospettive, regole di funzionamento. Esso ha di fronte tre partiti che hanno ormai acquistato una loro sufficientemente precisa fisionomia: la Lega, fortemente strutturata nei suoi territori, dotata di una militanza di base assai attiva, guidata da un gruppo dirigente compattamente unito intorno a Bossi; il Partito detto della libertà, a vocazione clientelare-plebiscitaria dominato dal Cavaliere-imprenditore; il Partito personalistico di Di Pietro. >>. Fissate queste premesse, Salvadori conclude l’articolo chiedendo: << Quale tipo di partito s’appresta ad essere e vuole essere il Partito democratico ?>>.
    Parafrasando la risposta che l’astuto Ulisse diede a Polifemo, il Pd potrebbe rispondere all’imbarazzante quesito:<< il Partito Nessuno>>. Così anche il Pd, come il previdente eroe greco, non potrà essere accusato per le proprie colpe presenti e future. Il Partito Nessuno per accontentare tutti. Senza scontenti. E … per essere più sicuri che gli eventuali scontenti restino, anche dopo le decisioni dell’imminente Congresso, si stipula un bel patto anti-scissione tra i candidati alla segreteria nazionale. Insomma, si sono fasciati la testa prima di cadere. Un patetico ed inutile tentativo di tenere insieme le diverse ed inconciliabili anime del partito.
    Egregio e fiducioso professore Salvadori, questo partito una cultura politica non ce l’ha e non se la potrà dare. E senza una cultura politica non potrà assumere una precisa identità. E senza una precisa identità non potrà elaborare un programma condiviso, credibile ed operativo. Non potrà fare tutte queste cose perché ogni qual volta tenta di farne una perde pezzi di partito e di consensi. Non si possono conciliare i valori ed i bisogni laici, rappresentati da Ignazio Marino, con le convinzioni dogmatiche e fideistiche della teodem Binetti. Non si possono conciliare gli interessi della Confindustria con la disperazione di chi viene espulso dal ciclo produttivo e perde l’unica fonte di sostentamento. Non si possono garantire i piccoli risparmiatori se si tollerano le disinvolte operazioni finanziarie dei “furbetti” di turno.
   Ed infine non si può costruire un partito con una precisa identità se, per stipulare nuove alleanze, una parte di esso guarda alla sinistra “antagonista” mentre l’altra guarda all’UDC di Casini. Decidersi e separarsi se necessario. E’ questo il prezzo da pagare per darsi un’identità, altrimenti il Partito Nessuno sarà un partito liquido che verrà travolto dai gorghi del fiume carsico dell’antipolitica che da sempre attraversa il sottosuolo del nostro sistema politico.
    Abbiamo rinunciato da tempo alla speranza che l’Italia possa avere un Partito socialista, alla Zapatero per intenderci, sarebbe troppo sovversivo! Ma dateci, almeno, un moderatissimo Partito democratico, alla Obama, per capirci. Un Partito democratico che operi per:
  1. la tutela ed il rispetto delle regole costituzionali.
  2. la regolamentazione precisa e rigida del conflitto di interessi.
  3. la codificazione di comportamenti etici che prevedano la sospensione cautelare da ogni attività di pubblica per quegli amministratori che sono rinviati a giudizio per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni.
  4. l’ elaborazione di precise norme che definiscano le responsabilità penali e civile di chi opera sul mercato.
  5. l’applicazione di un sistema fiscale che faccia pagare le imposte e persegua con severità gli evasori.
  6. la garanzia dei diritti di cittadinanza.
  7. la diffusione di una cultura della pace e della convivenza civile supportate dall’istituzionalizzazione di norme che colpiscano duramente ogni manifestazione di neorazzismo e di intolleranza.
  8. la salvaguardia della sanità pubblica.
  9. la riqualificazione e la diffusione dell’istruzione pubblica a tutti i livelli.
  10. l’edificazione, per la prima volta in Italia, di uno Stato laico, immune da condizionamenti clericali, che garantisca la libera ricerca scientifica e pari opportunità per la pratica delle manifestazioni di fede da parte dei diversi sistemi religiosi.

   Ed infine, sottoscrivendo e riproponendo l’appello lanciato, fra gli altri, da Rita Borsellino, formuliamo un’ultima raccomandazione ai dirigenti del Pd: “ in questo momento tutti coloro che vogliono bene al nostro paese, in qualunque formazione militino, devono trovare il coraggio di non girarsi dall’altra parte.”

Ludovico Martello