L’ Ego – Infantilismo del Berlusconismo

  Ludovico Martello
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Berlusconi è un uomo istintivamente geniale e chi,  per snobistica supponenza marxiana, lo ha sottovalutato è stato regolarmente sconfitto. Il berlusconismo ricava il consenso non da una  particolare ideologia. La cultura politica del berlusconismo è un contenitore vuoto dove c’è posto per tutto : dal catto-liberalismo al social-fascismo, a seconda della necessità del momento.

Il berlusconismo trae la propria forza da una profonda, atavica e viscerale perversione dell’animo umano: l’egocentrismo infantile. Questo consiste in un’ istintiva, primitiva capacità di ricondurre l’intero universo al soddisfacimento delle proprie fantasie più sfrenate. Di portare tutto alla bocca … di fagocitare quanto più è possibile, fino al delirante desidero di divorare l’altro.

Ed è questa forza, presente nel singolo elettore, che Berlusconi scatena con le proprie geniali “trovate estemporanee”. Successivamente, quella forza abilmente evocata, egli la  convoglia, la organizza e la trasforma in consenso elettorale grazie al suo ostentato  agire im-politico. Egli presenta i politici di professione come dei fannulloni parolai, mentre Lui è costretto a fare politica per mettere le cose a posto anche se per questo deve trascurare i propri interessi di imprenditore. Tutto in barba al conflitto di interessi!

Il pifferaio magico conduce i suoi roditori a divorare il futuro delle prossime generazioni. 

A volte vittime, a volte carnefici avanziamo tutti spensieratamente verso il baratro. E così:

  • Ai nonni togliamo l’ lMU sulla pelle dei nipotini che non avranno l’asilo pubblico.

  • Ai figli togliamo  le tasse di successione riducendo, però, i fondi per la loro scuola e la loro l’università.

  • A tutti, di fatto, consentiamo l’evasione e/o l’elusione fiscale privandoci, però, dell’assistenza sanitaria.

  • Ai piccoli proprietari di immobili sarà concesso di ampliare la loro proprietà per poi sopravvivere in un’informe e svalutata distesa di cemento.

Quei nonni, quei genitori, quei figli e quei nipoti siamo, di volta in volta, tutti noi!

Al di là delle dichiarate appartenenze ideologiche, ci si dichiari di destra o di sinistra, la profonda, potente pulsione neonatale della suzione si è impossessata delle nostre coscienze. Leaders politici, intellettuali, sacerdoti di una qualunque religione, imprenditori, banchieri, medici ed  insegnanti, tutti … anche se dichiaratamente antiberlusconiani, comprano case e barche, evadono il fisco, amministrano il denaro pubblico come se appartenesse a loro. Il loro cuore batte a sinistra, relegato alle aspre polemiche sui temi della bioetica e delle pari opportunità che fanno tanto chic nei salotti, ma il portafoglio è saldamente e segretamente a destra. Per i cassaintegrati basta la generica solidarietà. Per i senza lavoro si esprime una sadica compassione.

I consumatori di destra e di sinistra, uniti nella liturgia del tutto e subito, partecipano al trionfo del guicciardiniano “particulare” in sfregio ad ogni forma di socialità solidale.

Secoli di sofferenze per l’affermazione di un po’ di giustizia sociale sono stati immolati sull’altare del più sfrenato e cinico darwinismo sociale. E l’aspetto più crudele di questa storia e che ognuno di noi, come in un acquario, divora allegramente gli individui più deboli, compresi i propri figli ed i propri genitori, nell’incosciente inconsapevolezza che, prima o poi, a sua volta sarà divorato da un individuo più forte.

Ludovico Martello