Finiade

  Ludovico Martello
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atto primo: lo scontro con Berlusconi

atto secondo: le dimissioni di Scajola

Prologo

E’ da tempo che seguiamo con attenzione le vicissitudini politiche finiane. Molte cose restano ancora incomprensibili. Prima fra tutte la decisione di fondere AN con Forza Italia. Infatti non si capisce perché rinunciare alla propria identità politica e culturale? Perche rinunciare alla propria autonomia tattica e strategica? Forse non lo capiremo mai! Ma tutto questo appartiene al passato; non vale la pena di parlarne. Diciamo che è stato un errore, e tutti possiamo sbagliare.

Ragioniamo sul presente e sul futuro della odissea politica finiana.

Il presente

Qualcosa comincia ad intravedersi. Partiamo dall’osservazione dei fatti oggettivi. Fini infrange un tabù: attacca Berlusconi e rende visibile a tutti l’umana fragilità del Capo … . Fini non esce dalla maggioranza di governo. Resta alla Presidenza della Camera.

Il futuro prossimo

Da queste osservazioni oggettive si deduce quanto segue: a) questa volta lo strappo con Berlusconi è irreversibile; b) in queste condizioni, non potrà resistere per tre anni alla Presidenza della Camera; c) Fini è consapevole che, in caso di elezioni anticipate non sarà ricandidato da Berlusconi, nelle liste del PdL. Per cui: Fini dovrà necessariamente costituire una inedita formazione politica per partecipare alle prossime consultazioni elettorali. Quest’ultima ipotesi trova, già, conferma nel recente appello fatto dal presidente della Camera al popolo del web per costituire circoli politici sul territorio. In altri termini: Fini ha aperto la sua campagna elettorale.

Proseguiamo per ipotesi logiche. Se un leader politico inizia una campagna elettorale significa che prevede nuove elezioni a breve termine. A questo punto è lecito chiedersi cosa potrebbe far precipitare gli eventi politici in modo tanto drammatico da determinare elezioni anticipate? Lo scontro con il presidente del Consiglio? Non basterebbe! Lo scontro con la Lega? Insufficiente anche questa condizione! Ed allora? L’unica condizione che potrebbe sfaldare irreversibilmente la formazione del governo è, sin dalla Prima Repubblica, sempre la stessa: una bufera giudiziaria che coinvolgesse vari membri dell’Esecutivo.

La bufera è in arrivo? L’ inchiesta che ha provocato le dimissioni del ministro Scajola potrebbe generare altre indagini? Altri membri illustri del PdL potrebbero esserne travolti?? In questo caso, Fini potrebbe imporre elezioni anticipate e presentarsi all’elettorato come l’Uomo Nuovo, il leader, col carisma dell’incorruttibilità, in grado di realizzare una profonda pulizia etica per la sopravvivenza del centrodestra.

Prima di chiudere l’articolo, uno sguardo alle agenzie: << ROMA (MF-DJ)–E’ indagato per corruzione dalla Procura di Roma uno dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini … DENIS VERDINI INDAGATO PER CORRUZIONE Agenzia di Stampa Asca Appalti in Sardegna, Verdini indagato per corruzione Reuters Italia. Appalti G8, indagato coordinatore Pdl Denis Verdini Rainews24. …>>.

Adnkronos/IGN – Corriere della Sera – AGI – Agenzia Giornalistica Italia – ANSA

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Ancora un ultimo sguardo alle agenzie, Fini spiega: <<ROMA – ”Non c’e’ nessuna congiura o accanimento dei giudici contro l’esecutivo”. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel corso di un’intervista in diretta a Sky tg24. Fini ha poi aggiunto che “in democrazia non e’ mai troppa la liberta’ di stampa”. (RCD)>>.

Domani è un altro giorno.

Ludovico Martello