Mese: febbraio 2011

ANTONIO LANDOLFI: il socialista liberale che ci mancherà

ANTONIO LANDOLFI: il socialista liberale che ci mancherà

Attualità
Si è spento ad ottanta anni un protagonista della storia del socialismo liberale italiano** Non sono molti le figure che hanno lasciato un segno rigoroso, coerente ed esemplare nella storia del socialismo italiano come quella di Antonio Landolfi che ci ha lasciato ad ottanta anni. Arturo Labriola disse nel 1950 che i socialisti italiani “bordeggiavano tra la teologia politica e l’opportunismo pratico”, le due malattie che hanno confinato il Partito socialista nella minorità negli anni della Repubblica. Oggi possiamo dire che Landolfi è stato del tutto esente da quelle storiche malattie durante la sua lunga vita, vissuta coerentemente da militante e intellettuale politico. E’ perciò che lo si può considerare un “eretico” rispetto al corso prevalente del socialismo italiano organizzato, rag
Qualcosa sta cambiando in Italia

Qualcosa sta cambiando in Italia

Attualità
La scena politica italiana sta attraversando un periodo difficile e confuso. Il Presidente del Consiglio è l’imputato di un processo, che lo vede accusato dei reati di concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile. Gianfranco Fini, dopo il congresso che sarebbe dovuto essere costituente del nuovo partito (Fli), comincia a perdere i pezzi. Naturalmente di questo momento ne approfitta la carta stampata e i talk-show, che si spacciano per programmi di approfondimento; l’audience cresce, la popolazione si divide e fa il tifo per una delle due parti, mentre l’Italia cade a picco, in quanto a crescita, opportunità e diciamolo forte dignità. Si dignità. La manifestazione al Pala Sharp di Milano del 5 Febbraio scorso ha mobilitato esponenti del mondo intellettuale e non solo, tra cui
L’Italia ai tempi del bunga bunga

L’Italia ai tempi del bunga bunga

Attualità
Inutile nascondercelo, la scena politica italiana è dominata ormai da mesi dal fenomeno del bunga bunga (che però, per paradosso, di politico non ha un bel niente…). Non c’è giornale che non riporti intercettazioni e scoop, non c’è rotocalco televisivo che non ci propini la nostra razione quotidiana di bunga bunga news. E allora, non potendo turarsi le orecchie né chiudere gli occhi di fronte a questo ciarpame svisceratoci con tanta scrupolosa minuzia dai media (così tanta da far sospettare che dietro alle crociate moraliste si nasconda un pericoloso voyeurismo…), bisogna pur fare i conti con quest’altra brutta storia italiana. Credo che nell’analizzare il caso del momento sia necessario distinguere due piani: uno formale ed uno sostanziale. Sotto il primo aspetto, mi viene il dubbio che l
Per Spiegare la politica d’oggi lasciamo in pace l’ Azionismo

Per Spiegare la politica d’oggi lasciamo in pace l’ Azionismo

Attualità
  A proposito di Azionismo e Antiberlusconismo, pubblichiamo volentieri l' analisi redatta e inviata alla nostra redazione dal prof. Massimo Teodori  Corriere della Sera - Nella polemica tra berlusconismo e antiberlusconismo sarebbe meglio lasciare in pace l’ “azionismo”, la “cifra morale azionista” e le “belle anime degli azionisti”. La categoria dell’azionismo è solo un’invenzione utilizzata sia dai laudatores, che vi proiettano l’intransigenza civile che scorre nelle vene della Repubblica, sia dai detrattori che lo bollano come l’indomabile nemico giacobino dei valori tradizionalisti. Certo, il Partito d’Azione, tra il 1942 e il 1946, ha svolto un ruolo politico decisivo nella Resistenza e nei Comitati di Liberazione fino alla Costituente. Ma, in seguito, l’azionismo scompare del tutto