La rivolta dei forconi. Protesta legittima o difesa dei privilegi?

  Francesca Lombardi
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Cosa sappiamo dello sciopero che divide l’Italia in questi giorni? Sappiamo certo che centinaia di autotrasportatori bloccano i più cruciali punti di snodo delle nostre autostrade e che la ratio è quella di creare disagi all’intero sistema produttivo italiano, dare un monito al Governo e generare una vasta eco nazionale, con soddisfacenti risultati al momento: molti sono i distributori che hanno dichiarato il tutto esaurito, molti i supermercati in cui scarseggiano generi alimentari freschi e, soprattutto, troppi i notiziari che ne discutono.

Addirittura la principale azienda italiana produttrice di autoveicoli, la Fiat, ha dichiarato lo stop temporaneo della produzione per i mancati rifornimenti ed è quasi impossibile raggiungere le isole.

Sappiamo ancora che lo sciopero che agita la Nazione in questi giorni fa da scia al Movimento dei Forconi, movimento che ha piantato le sue radici in Sicilia e di cui tutti avranno sentito parlare, ma pochi, forse poco più delle 58.933 persone che ne discutono su facebook , sanno che la sua pagina sul social network fra le informazioni recita “Il Movimento dei Forconi è un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni”, un movimento, quindi, radicale, generale,di lotta pacifica e dialogica contro i soprusi, antichi e attuali, della classe dirigente e le riforme economiche che rischiano di destabilizzare la già precaria situazione finanziaria di molte, troppe famiglie italiane.

Il Viminale guarda con apprensione alla situazione della penisola e teme l’ aumento dei disagi per l’estendersi della protesta a macchia d’olio e il parassitare di altro tipo di malcontenti. L’Autorità di garanzia sugli scioperi annuncia che aprirà “un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare” alle organizzazioni dell’autotrasporto responsabili del fermo nazionale, ma ciò non sembra sufficiente ad arrestare la protesta..

E allora? Era ora che l’ Italia si destasse dal suo assopimento, certo , ma basterà lo sciopero degli autotrasportatori a migliorare la situazione? E soprattutto, è questo il momento migliore per dar voce ai propri malumori?

Si preannunciano per i prossimi giorni scioperi anche di altre categorie, come tassisti, farmacisti, avvocati e benzinai, scioperi avverso il decreto liberalizzazioni.

Nello specifico discusso è il capo III del testo del decreto di cui segue una parziale riproduzione:

Art. 1 – Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in attuazione del principio di libertà dì iniziativa economica sancito dall’articolo 41 della Costituzione e del principio di concorrenza sancito dal Trattato del l’Unione europea, sono abrogate, dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 3 del presente articolo, secondo le previsioni del presente articolo:
a) le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti, di assenso dell’amministrazione comunque denominati per l’avvio di un’attività economica non giustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamento comunitario nel rispetto del principio di proporzionalità;
b) le norme che pongono divieti e restrizioni alle attività economiche non adeguati o non proporzionati alle finalità pubbliche perseguite, nonché le disposizioni di pianificazione e programmazione territoriale o temporale autoritativa con prevalente finalità economica o prevalente contenuto economico, che pongono limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero non adeguati ovvero non proporzionati rispetto alle finalità pubbliche dichiarate e che in particolare impediscono, condizionano o ritardano l’avvio di nuove attività economiche o l’ingresso di nuovi operatori economici ponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori già presenti sul mercato, operanti in contesti e condizioni analoghi, ovvero impediscono, limitano o condizionano l’offerta di prodotti e servizi al consumatore, nel tempo nello spazio o nelle modalità, ovvero alterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatori economici oppure limitano o condizionano le tutele dei consumatori nei loro, confronti.

Art. 9 – Disposizioni sulle professioni regolamentate :

Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordini stico

Il Compenso per le prestazioni professionali è pattuito per iscritto al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente con preventivo scritto, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita in modo onnicomprensivo. L’inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista.

Art. 11 – Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie e disciplina della somministrazione dei farmaci generici

Il secondo e il terzo comma dell’articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni sono sostituiti dai seguenti: «Il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.000 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondo comma, consente l’apertura di una ulteriore farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti; nei Comuni fino a 9.000 abitanti, l’ulteriore farmacia può essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1.500 abitanti».

5. Ai concorsi per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche i laureati in farmacia in possesso dei requisiti di legge possono concorrere per la gestione associata, sommando i titoli posseduti. In tale caso la titolarità della sede farmaceutica assegnata è condizionata nel tempo alla sua gestione associata da parte degli stessi vincitori su basi paritarie, fatta salva la premorienza o sopravvenuta incapacità.

6. Le farmacie possono svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari e i turni di apertura, e praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela.

9. Il medico, salvo che non sussistano ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico, inserisce in ogni prescrizione medica anche le seguenti parole: «o farmaco equivalente se di minor prezzo».

Sorge quindi il dubbio che ci sia stata una disinformazione generale sulle reali motivazioni dell’agitazione, essa viene tollerata da un’ampia fetta di cittadini che l’ha elevata ad espressione di un antico malcontento generale, malcontento che probabilmente sarebbe potuto, e perché no , dovuto emergere da tempo. Manifestazioni e scioperi sono forse gli strumenti più proficui di “ribellione non violenta” concessi al cittadino in una democrazia , ma mi chiedo se in realtà questo sciopero abbia davvero molto a che fare con il più organico Movimento dei forconi o se si celi, dietro al sedicente intento riformatore della società, la volontà di salvaguardare delle caste fin troppo protette dai precedenti sistemi legislativi e che hanno fatto la loro parte nel limitare la creazione di nuovi posti di lavoro e nello sfavorire l’abbassamento dei prezzi grazie al disuso dello strumento della concorrenza. Un esempio fra tutti quello delle farmacie, quanti sanno che dal mese di giugno 2005 è diventato possibile per le farmacie praticare sconti sui medicinali di automedicazione, sino ad un massimo del 20% del loro prezzo stabilito dalla ditta produttrice? Pochissimi, perché poche sono le farmacie disposte finora ad agevolare i consumatori offrendo prezzi competitivi. E allora che si manifesti pure, ma che non si strumentalizzi l’ “ignoranza delle masse” per perorare la causa di pochi privilegiati che molto poco spesso hanno visto intaccati i propri privilegi contro i più già esacerbati da tasse, caro vita, inflazione e disoccupazione.

Francesca Lombardi