Coppie di fatto: schiaffo alla politica

  Massimo Teodori
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“L’Espresso”, 12 aprile 2012

La Cassazione ha assestato uno schiaffo laico al Parlamento decretando che “la coppia omosessuale è titolare del diritto alla vita famigliare come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie”. La sentenza non riafferma soltanto la distinzione tra il diritto canonico della Chiesa e la legislazione civile dello Stato, ma accusa implicitamente il legislatore di non avere regolamentato una materia che interessa milioni di cittadini. E’ da sempre tipico della Chiesa cattolica l’atteggiamento sessuofobico, soprattutto ora che deve esorcizzare il virus della pedofilia che l’ha colpita in profondità. La sua ossessione omofobica è stata ribadita anche recentemente da una dichiarazione del segretario di Stato cardinal Tarcisio Bertone secondo cui “numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che esiste un legame tra pedofilia e omosessualità”.
Tuttavia, più che alla Chiesa dove si manifestano spiriti eletti come il cardinal Martini per il quale “non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni oltre a quelle tra uomo e donna”, l’ammonimento della Cassazione (sulla scorta della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo) è rivolto alla politica istituzionale. Da un quarto di secolo tutte le proposte sulle coppie di fatto sono state insabbiate: la prima della socialista Alma Agata Cappiello (1988), poi le altre del leader Arcigay Franco Grillini simile ai PACS francesi (1996), del governo Prodi con i DICO e del senatore Cesare Salvi con i CUS (2007) e, infine, il progetto DiDoRe del ministro berlusconiano Renato Brunetta (2008).
Il fatto è che nella cosiddetta “seconda Repubblica” la maggioranza dei parlamentari d’ogni colore ha perso molto della dignità politica e dell’autonoma capacità di decisione di fronte alle gerarchie ecclesiastiche, come neppure molti democristiani avevano fatto nei precedenti quarant’anni. Berlusconi e i clerico-miscredenti berlusconidi si sono prostrati alla Conferenza episcopale italiana guidata dal cardinal Camillo Ruini e al volgare integralismo dei Legionari di Cristo diretti da Marcial Maciel Degollado, nell’illusione che Oltretevere chiudesse un occhio sulle magagne del centro-destra. Ecco la ragione per cui sono state approvate leggi degne della sharia islamica come la fecondazione assistita e il testamento biologico. Ma la sorpresa della sorda resistenza ad una legislazione di tipo europeo viene dalle fila della sinistra dove una pattuglia di ex-democristiani, divenuti in parte Teodem, ha boicottato ogni legge sulle coppie di fatto, anche in presenza di maggioranze di centro-sinistra. Paola Binetti, infiltrata dall’Opus Dei nel Partito Democratico, ha guidato la reazione clericale, coadiuvata dal gruppo di Luigi Bobba che nel 2010 ha lasciato il Pd per dar vita all’associazione “Persone e Reti” sostenuta da Francesco Rutelli e Luigi Lusi, all’insegna paradossale di “una moderna laicità”.
Certo, nessuno oggi si meraviglia delle critiche alla Cassazione dei clerico-talebani alla Carlo Giovanardi, Rocco Buttiglione e Maurizio Lupi, né delle strumentalizzazioni politico-religiose di Angelino Alfano e Gaetano Quagliariello. Ma la questione grave messa in luce dalla sentenza è che l’attuale parlamento è mille miglia lontano dai bisogni e dalle necessità dei cittadini, allo stesso modo in cui il referendum sul divorzio del 1974 proclamò che la rappresentanza istituzionale era del tutto arretrata rispetto alla società italiana.
Massimo Teodori