Salva Italia … Semplifica Italia …Sventurata Italia

  Ludovico Martello
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Sventurata Italia! Anneghiamo travolti da un’ondata di patetico e succubo provincialismo. Dopo aver salutato Obama come il salvatore del mondo, ora, i “progressisti nostrani” (ndr: uso il termine progressisti per distinguerli dai conservatori, non perché siano realmente progressisti né, a scanso di equivoci, socialisti ) si esaltano per la vittoria al primo turno di François Hollande. Non è ancora Presidente della Francia è già lo acclamano come il Salvatore dell’Europa dalle fauci voraci del capitalismo finanziario. Privi di un progetto proprio, i poveri illusi avevano sperato che Obama …, e, poi, tutti abbiamo visto le sue rivoluzionarie iniziative: le “missioni di pace” continuano a mietere vittime per il mondo, mentre le Banche e gli squali della finanza, indisturbati, divorano i risparmi della gente comune.

Non so se Hollande sarà eletto presidente, ma se lo sarà vorrà dire che avrà saputo tranquillizzare l‘oligarchia tecnocratica-finanziaria che governa l’Europa: << Niente di meglio che un governo di sinistra per realizzare una politica di destra!>>

Intanto Monti si conforma alle direttive europee sperando che miracolosamente cali lo spread e che la Merkel si impietosisca per la sorte dei poveri italiani e non compia lo stesso atto di misericordia esercitato nei confronti degli sventurati greci.

Non stiamo realizzando l’utopia dell’Europa Unita ma il sogno germanico della Deutschland ϋber alles (significa: <<Germania, al di sopra di tutto>> come recita Il canto dei tedeschi, o Deutschlandlied). L’Inghilterra lo aveva capito e si è tenuta stretta la sua vecchia Sterlina!

Sventurata Italia! Siamo italiani, un popolo di inguaribili nostalgici, illusi conservatori che pensano di poter vivere di rendita ricordando al mondo le conquiste militari di Cesare, la lucidità politica di Machiavelli, le opere di Michelangelo. Ormai, sono solo anticaglie, coperte dalla polvere dei secoli, in mostra da un rigattiere nel suo angusto e disordinato sgabuzzino relegato dalla Modernità in un vicolo stretto, buio ed umido, percorso frettolosamente da un’umanità disperatamente allegra nelle poche ore di vacanza da una vita miserabile.

Siamo Italiani, restiamo prigionieri, di un passato che non passa, tra le mura di una piccola città millenaria governata da una ieratica gerontocrazia esangue e terrorizzata dalla verità e dalla felicità altrui.

Casini tenta di riesumare il corpo politico, ormai mummificato, della Democrazia Cristiana.

Bersani si dimena per tenere insieme le anime vetero-cattoliche e post-cattocomuniste di un partito paralizzato dalle sue insostenibili paure.

Alfano cerca di tenere insieme i cocci di un movimento orfano del leader carismatico. Il leader è distratto dalle conseguenze giudiziarie degli innocenti spettacolini di burlesque allestiti, forse, per esorcizzare gli orrori della senilità e l’angoscia della morte.

Invecchiamo proprio male. Siamo un popolo di anziani che non si rassegnano a mettersi da parte e stanno defraudando i figli ed i nipoti del loro futuro.

Figli e nipoti, decerebrati dal miraggio del consumismo, sono incapaci di ribellarsi. Precari e disperati, fluttuano ed annegano, trasportati da un gorgo di apatica rassegnazione. Alcuni di loro, a volte, in preda ad improvvisi sussulti, sfasciano vetrine, bruciano autoblindati delle forze di polizia, mandano in frantumi la statuetta di una madonnina. Icona sacra giudicata, forse, colpevole di non fare miracoli per loro. Madonnina impotente di fronte alle ingiustizie del mondo. Impotente come ogni madre che non può più condurli per mano e proteggerli come quando erano piccoli.

Sventurata Italia: una insignificante ”espressione geografica”, collocata alla periferia degli Imperi in guerra per il dominio del villaggio-mondo. Sventurata Italia si illude di poter essere, ancora, l’ombelico del mondo.

Ludovico Martello