Berlino attende la tragedia Greca ?

  Ludovico Martello
No votes yet.
Please wait...

All’indomani dell’apertura delle urne per la consultazione elettorale in Grecia, fissata per il 17 giugno, si avvierà, qualunque sia l’esito, il futuro e definitivo destino della moneta unica europea.

Le scelte politiche degli elettori greci determineranno vari possibili scenari.

Primo scenario: il partito conservatore Nuova Democrazia ottiene la maggioranza, forma un governo con l’ appoggio dei socialisti e si assume il difficilissimo compito di garantire la permanenza della Grecia nella zona euro. Questo primo scenario consentirebbe di proseguire, comunque fra mille difficoltà, l’esperimento della moneta unica per l’intera Europa.

Secondo scenario: la coalizione di sinitra Syriza ottiene la maggioranza, forma un governo, realizza il suo programma di nazionalizzazione delle banche, con conseguente uscita della Grecia dalla moneta unica, e la reintroduzione della Drachma.

Terzo scenario : un esito positivo dell’eventuale reintroduzione della Drachma determinerebbe, in modo definitivo, il destino dell’Euro. Infatti se l’adozione della Drachma dovesse avviare la ripresa economica del Paese, determinare una certa stabilità politica e ridurre il conflitto sociale, allora, come una pandemia, in tutti i paesi del sud-Europa, si diffonderà una spontanea ed incontenibile fuga dall’Euro. In Italia, Spagna e Portogallo sorgeranno nuovi movimenti politici, non importa se di estrema destra o di estrema sinistra, per guidare le masse alla riconquista delle proprie monete e per ripristinare gli antichi vizi nazionali : stampare carta-moneta, distribuirla a piene mani al popolo di consumatori idolatranti che potrà riprendere a scivolare allegramente sull’otto-volante fatto di discese inflattive e risalite delle rispettive scale-mobili. Se dovesse verificarsi un tale scenario europeo di rigurgiti nazional-popolari, alla Germania, libera dal peso dei debiti greci e italiani, e per salvare se stessa e l’unità del nord-Europa non resterebbe altra scelta che arrendersi alle pressioni dei partner francesi e olandesi per l’adozione dei seguenti provvedimenti: trasformazione dell’indebitamento dei singoli Stati in un comune debito europeo; emissione degli agognati eurobond; ferreo controllo sulle banche ed i flussi finanziari. Questi avvenimenti decreterebbero la definitiva riduzione della zone Euro.

Quarto scenario: diversamente, se la ri-adozione della Drachma dovesse sprofondare, come temo, la Grecia in una sorta di guerra civile, allora la Germania potrà imporre definitivamente a tutti i Paesi dell’attuale zona euro l’adesione incondizionata al dogma “ della casa in ordine “: ogni Paese dovrà rimettere in ordine i propri conti; varare nuove dolorose misure di riduzione della spesa pubblica, e, solo successivamente, dopo aver ceduto parti significative di sovranità nazionali, sperare in un reale unità politica e monetaria.

In uno splendido articolo, Barbara Spinelli si interrogava sulle ragioni dell’attendismo della Merkel. Si può ipotizzare una risposta: non si tratterebbe di una perdita di tempo ma di una calcolata cinica manovra. La Germania attende, forse, di poter agitare gli spettri di una probabile tragedia greca per ridurre all’obbedienza i recalcitranti popoli dell’Europa meridionale?

Ludovico Martello