L’interventismo politico della Chiesa e la lezione di De Gasperi

  Massimo Teodori
No votes yet.
Please wait...

(Corriere della Sera, 18 dicembre 2012)

Attenzione, presidente Monti, all’interventismo vaticano. Abbiamo qualche dubbio che le iniziative di stampo politico dei massimi esponenti della Santa Sede e della Conferenza episcopale a favore dell’attuale presidente del Consiglio, siano conformi al regime liberal-separatista teoricamente vigente nel nostro Paese, e che rispettino l’art.1 del nuovo Concordato: “La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti”.

Prendiamo atto che la Chiesa alta dopo vent’anni abbia preso le distanze da Berlusconi ed ora guardi con attenzione a Monti a cui va la simpatia di noi liberali riformatori. Ma non si fa parte a pieno titolo dell’Europa dei diritti e delle libertà se si accetta che la provincia italiana sia legata alla Chiesa cattolica da un cordone ombelicale imbastito di privilegi e veti, già messi sotto accusa dalle istituzioni europee. Ci domandiamo perciò fino a che punto sia opportuno accogliere come politicamente vincolanti i pronunciamenti dei cardinali Bertone e Bagnasco, le consultazioni del cardinale Ruini, e gli anatemi del cardinale Scola (“No a uno Stato senza Dio”) che inevitabilmente, se accolti, potrebbero condizionare Parlamento e governo.

L’interventismo politico oscura il ruolo spirituale della Chiesa (“piena libertà di svolgere la missione pastorale, educativa e caritativa”) la quale con l’Ior e l’Imu ha già diversi problemi aperti di fronte all’amministrazione italiana. Ma nuocerebbe anche al presidente Monti se non restasse distinto il sostegno di Comunione e liberazione di Mauro, delle Acli di Olivero, della Cisl di Bonanni e di Riccardi di Sant’Egidio, dalla regia politica che la Santa Sede vorrebbe esercitare sul futuro governo. Il grande statista cattolico, Alcide De Gasperi, laico e liberale, a cui molti si richiamano per ingarbugliare le loro pulsioni clericali, non accettò mai di eseguire le indicazioni d’Oltretevere, pur nella stagione dei duri scontri ideologici.

Massimo Teodori