Mese: marzo 2013

Maggioranze variabili ovvero governo liquido

Maggioranze variabili ovvero governo liquido

Attualità
Il Presidente Napolitano ha conferito a  Bersani l’incarico di formare il nuovo Esecutivo. Bersani inizia così la sua personale settimana di passione che, inevitabilmente, dopo una lunga Via Crucis, si concluderà sulla croce. L’obiettivo che intende perseguire l’attuale, e precario, leader del centro-sinistra è insieme semplice e geniale: procedere a colpi di maggioranze variabili al Senato. Esempio: costituire una prima maggioranza con i voti dei senatori montiani e dei senatori leghisti per ottenere la fiducia preventiva alla compagine governativa. Poi, successivamente di volta in volta, cercare consensi per dare vita a diverse maggioranze sui singoli provvedimenti legislativi. Quali provvedimenti? Naturalmente provvedimenti indicati negli otto punti proposti da Bersani per il cambi
Riapre il caso dei Totalitarismi

Riapre il caso dei Totalitarismi

Dottrine
Il Sole24Ore-domenicale - Non ci siamo stupiti che la nozione “totalitarismo”, quale interpretazione comune di nazismo-fascismo e comunismo, sia stata coniata originariamente in Italia, anche se in seguito, nella ricerca intellettuale e storica degli anni della Repubblica, non se ne trovano tracce significative. Eppure è stato proprio qui che l’aggettivo e il sostantivo “totalitario” furono forgiati dagli antifascisti democratici: Giovanni Amendola parlò di “sistema totalitario” nel 1923; Francesco Saverio Nitti, ex presidente del consiglio in esilio, ne scrisse nel 1926 in Bolscevismo, fascismo e democrazia, e Luigi Sturzo con L’Etat totalitarie, pubblicato in Francia negli anni Trenta, ne fece la teoria esplicativa dei nuovi regimi dittatoriali. Con l’avvento di Hitler, soprattutto dal 1
Decrescita e comunitarismo le nuove sfide al  Capitalismo

Decrescita e comunitarismo le nuove sfide al Capitalismo

Attualità
Luciano Gallino nel suo testo “ l’impresa irresponsabile” rilevava le “pulsioni autodistruttive” presenti nel sistema economico capitalista. Autodistruzione nella quale il Capitale non è sprofondato in un baratro senza ritorno poiché salvato dai suoi nemici. Negli ultimi cinquanta anni, infatti, esso è stato costretto a scendere a compromessi con i suoi avversari a prezzo di dure lotte, volte a costruire il patto socialdemocratico e umanizzare così il sistema economico fondato sul capitale e la sua accumulazione. La “crisi” economica contemporanea, frutto dell’implosione del comunismo reale e della conseguente rottura in Occidente del patto socialdemocratico tra capitale e lavoro, squarcia il velo di” Maya” del capitalismo, togliendogli la sua bella maschera che lo rendeva presentabile e p
La rivoluzione del nulla

La rivoluzione del nulla

Ti R@cconto
Lo confesso, sono perplesso. Si, perplesso nel vero senso della parola. Mi capita difficilmente di essere sgomento dinanzi a questioni politiche, lo ammetto. Forse perché da tempo non sono più preda di vecchi sentimentalismi o di inguaribili romanticherie. Ho imparato da un bel po’ a guardare le cose dal lato meno ingannevole, quello del cuore, per affidarmi alla testa. Eppure, nonostante tutto, lo devo riconoscere sono perplesso. Il compito di chi si definisce – parolone grosso- “libero pensatore” è quello di osservare la realtà che lo circonda, il presente, nel modo più distaccato possibile e coglierne, se possibile, attraverso eventi anche impercettibili o apparentemente insignificanti, dei segni premonitori che aiutino a leggere o solo intuire una evoluzione storica. Ed invece… Son
La Seconda Internazionale

La Seconda Internazionale

Dottrine
La Seconda Internazionale fu fondata a Parigi nel 1889 e fu da subito lacerata dai contrasti tra radicali e revisionisti. Il congresso costitutivo fu dominato dai socialdemocratici tedeschi, all’epoca, il più forte partito proletario, che si divideva tra la corrente revisionista guidata da Eduard Bernstein (1850 – 1932) e quella ortodossa capitanata da Karl Kautsky (1854 – 1938). Importante sottolineare che aderirono alla Seconda Internazionale i nuovi partiti socialisti, che si stavano costituendo, ad esempio, il Partito Socialista italiano del 1892 e il partito Laburista inglese del 1893. Il programma di massima, per tutte le componenti, fu quello marxista della conquista del potere finalizzata all' instaurazioni di una società socialista, senza, però, escludere l’azione volta al raggiu
Superare la non democrazia

Superare la non democrazia

Attualità
Ho già detto e scritto altre volte che non vivo grazie alla politica. Nutro temporanee passioni che mi spingono a ragionare sulle opportunità politiche, nell'interesse del paese in cui vivo, ancora e sempre prima di quello personale. L'esito delle ultime elezioni mi vede far parte del corpo elettorale di quella coalizione di centrosinistra che, pur avendo ottenuto alla Camera un premio di maggioranza, di stretta misura, non ha superato al Senato lo scoglio dell'infame legge elettorale, tuttora vigente per colpevole inettitudine dell'intera classe politica, di destra, di centro e di sinistra. Questa vittoria dimezzata non ha suscitato in me particolari sorprese, perchė attesa, benchė sostenitore dell'offerta politica che ritenevo meno distante dal mio modestissimo punto di vista, meno da
L’eterna (dis)illusione della sinistra italiana

L’eterna (dis)illusione della sinistra italiana

Attualità
Che la storia del centrosinistra  non sia costellata di grandi successi è indubbio, ma quando l’unica vittoria in un magro palmarès si chiama “primarie” (con le dovute riserve), allora c’è qualcosa che non va. Tutte le analisi degli ultimi tempi si sono incentrate sul cosiddetto fenomeno Grillo. In realtà, dovrebbe essere indagato con il medesimo interesse un altro fenomeno, piuttosto paranormale: il fenomeno Pd. Diciamolo chiaramente, il centrosinistra si è suicidato per l’ennesima volta. Supponente, dopo il bagno di folla delle primarie credeva di avere la vittoria in pugno e ha smesso di correre, ammesso che prima corresse. Inspiegabilmente, ha nuovamente permesso che l’agenda della campagna elettorale fosse eterodiretta, dettata dai suoi due più agguerriti competitori, Grillo e Berlus