Maggioranze variabili ovvero governo liquido

  Ludovico Martello
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Il Presidente Napolitano ha conferito a  Bersani l’incarico di formare il nuovo Esecutivo.
Bersani inizia così la sua personale settimana di passione che, inevitabilmente, dopo una lunga Via Crucis, si concluderà sulla croce.
L’obiettivo che intende perseguire l’attuale, e precario, leader del centro-sinistra è insieme semplice e geniale: procedere a colpi di maggioranze variabili al Senato.
Esempio: costituire una prima maggioranza con i voti dei senatori montiani e dei senatori leghisti per ottenere la fiducia preventiva alla compagine governativa.
Poi, successivamente di volta in volta, cercare consensi per dare vita a diverse maggioranze sui singoli provvedimenti legislativi.
Quali provvedimenti? Naturalmente provvedimenti indicati negli otto punti proposti da Bersani per il cambiamento dopo vent’anni di conservazione.
Ricordiamoli questi punti innovatori citandone i titoli ed alcuni brani dal documento originario.
Primo punto: Fuori dalla gabbia dell’austerità traducibile in meno tasse e un po’ di soldi per tutti.
Secondo punto: Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro. Questo punto prevede quanto segue:
– Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa.
– Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
– Programma per la banda larga e lo sviluppo dell’ICT.
– Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.
– Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
– Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d’inserimento.
– Salvaguardia esodati.
– Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
– Riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
– Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ed inoltre: ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.
Commento: anche questo secondo punto programmatico prevede di distribuire  un po’ di soldi a tutti i cittadini-elettori e consumatori di prodotti politici.
Veniamo al terzo punto: Riforma della politica e della vita pubblica. Questo punto promette:
– Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
– Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
– Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
– Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
– Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento.
– Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.
Commento: la Casta fa un po’ penitenza per presentarsi mondata all’elettorato.
Veniamo, ora, al quarto punto che recita: Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità, esso prevede:
– Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
– Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
– Nuove norme sulle frodi fiscali.
Commento … … Nessun commento per questo quarto punto del programma poiché la maggioranza si sarà già dissolta. Il governo non avrà più i voti necessari per la sua sopravvivenza. Il  Parlamento sarà già stato sciolto per evitare di realizzare le misure previste.
Per non parlare dei punti previsti al quinto punto che non saranno mai presi in considerazione. Al quinto punto, infatti, il testo in esame recita: Legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi.
Insomma, il prossimo governo, guidato da Bersani o da un altro leader della coalizione di maggioranza sarà una sorta di governo liquido.
Un governo con maggioranza variabile per varare provvedimenti populistici finalizzati ad ottenere il maggior consenso elettorale possibile e per ridurre il consenso elettorale intorno al M5S.
La prospettiva non è certo entusiasmante ma meglio che il niente dell’ingovernabilità.
Certo, qualunque sarà il governo, ogni formazione politica cercherà di distribuire un po’ di benefici al proprio elettorato per ottenerne i consensi nell’imminente ed inevitabile consultazione elettorale.
E’ questo il cambiamento promesso?
Forse alle prossime elezioni non voterò per il movimento di Beppe Grillo ma possiamo dargli torto?
Ludovico Martello