Amministrative 2013: la politica e la memoria collettiva

  Ludovico Martello
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I recenti risultati delle ultime amministrative hanno dimostrato che circa la metà degli italiani non crede più nei partiti e nei movimenti che si candidano al governo del paese.
Incuranti dei dati numerici, i commentatori politici, sminuendo il significato dell’astensionismo, hanno decretato: la vittoria del centrosinistra, la sconfitta del centrodestra e l’irreversibile declino del M5S. I loro commenti costituiscono l’espressione del loro asservimento o, nel migliore dei casi, della loro soggezione alla casta dominante. Mentre la verità è: che non esiste un centrosinistra che si oppone ad un centrodestra; la verità è: che i governanti-eletti costituiscono un’oligarchia rissosa e trasversale, e che essa rappresenta esclusivamente la minoranza degli aventi diritto al voto.
I commentatori politici contribuiscono con i loro articoli a cancellare i recenti avvenimenti politici dalla memoria collettiva. Essi ci convincono che ogni giorno è un nuovo giorno, un giorno nel quale tutto può ricominciare daccapo e, quindi, il passato non conta!
Non è così: il passato conta eccome!
La memoria del passato serve a non lasciarci imprigionare in una sorta di irresponsabile ed infantile eterno presente. L’eterno presente è quel tempo in cui coloro i quali vincono le elezioni rappresentano il nuovo e non possono essere responsabili delle catastrofi sociali, politiche ed economiche degli anni precedenti proprio in quanto appena eletti … anche se quegli stessi eletti hanno governato per i venti anni precedenti!!!
Non rinunciamo alla memoria. E’ la memoria che ci ricorda  che dopo un pericoloso vuoto di potere ( pericoloso per chi?), il Parlamento ha rieletto il precedente Presidente della repubblica con un’ampia maggioranza frutto di un’intesa fra Pd, Pdl e Lista Civica. La memoria ci ricorda che con la stessa maggioranza è stato formata la compagine governativa. La memoria ci ricorda che quella stessa maggioranza, prima della consultazione elettorale, sosteneva il governo Monti.
Può essere questo lo svolgimento del fisiologico gioco dell’alternanza democratica?
No!
Quale alternanza se la nuova compagine di governo è stata formata dai neoeletti: Letta, Alfano, Lupi, etc … etc. Ed essi, in quanto neoeletti, non responsabili delle scelte politiche adottate dai precedenti parlamentari: Letta, Alfano, Lupi, etc, etc.
Dopo ogni consultazione elettorale, tutto può ricominciare come se nulla fosse successo perché la nuova consultazione elettorale ha cancellato il passato ed ha inaugurato una nuova epoca politica. Un’epoca in cui i giovani avranno un lavoro, il debito pubblico calerà, caleranno le tasse, saranno abolite le province, sarà ridotto il numero dei parlamentari, sarà abolita ogni forma di finanziamento pubblico ai partiti. Un’epoca in cui saremo tutti più felici.
Non saremo tutti più felici? Le promesse non saranno mantenute? Le cose andranno peggio? Allora puniremo gli eletti: ritireremo il nostro consenso e li costringeremo alle dimissioni!
Loro si ricandideranno. Noi li rieleggeremmo la prima volta per l’ennesima volta. E loro formeranno un nuovo Parlamento ed un nuovo governo con nuovi programmi che non attueranno … e noi … e loro … e noi …. e loro. Noi e loro nel gioco della perdita di memoria in un eterno ed irresponsabile presente che cancella il passato e nega il futuro con le sue opportunità di progresso civile.
Ludovico Martello