B. …una novità lunga settant’ anni

  Antonio Simiele
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Silvio Berlusconi dice che tra pochi giorni farebbe rinascere ufficialmente Forza Italia come partito liberale di stampo europeo. Mi permetto di consigliare il cambio del nome perché quello di Forza Italia non era nuovo né originale già nel 1994, perché limita fortemente la libertà di tutti i cittadini italiani a utilizzare la più spontanea espressione d’incitamento verso il proprio Paese, perché nella sua prima discesa in campo come sigla di un Movimento politico si è presentata con un’immagine inquietante e per nulla liberale.
Lo scrittore e giornalista Norman Lewis, all’epoca giovane ufficiale inglese dei servizi segreti al seguito dell’esercito americano, nel 1944 fu incaricato di indagare su un Movimento di nome Forza Italia che operava al Sud e in particolare nella provincia di Benevento. Egli, nel suo libro-diario Napoli ’44 scrive, riferendosi ai vari Movimenti sorti in quel periodo, che “ alcuni vengono considerati più risoluti e sinistri, e tra di essi quello su cui dovevo indagare, che si chiama Forza Italia e si sospetta di simpatie neofasciste”. “I miei contatti a Benevento lo liquidano con disprezzo come l’ennesimo, fanatico movimento di destra appoggiato dai proprietari terrieri e dalla mafia rurale, in questo caso capeggiata da un latifondista suonato che sostiene di essere la reincarnazione di Garibaldi”… “essendo venuto a sapere che oggi era in programma un comizio a S. Marco dei Cavoti…, ci sono andato.”… “l’oratore di oggi avrebbe dovuto essere, in teoria, un sovversivo, ma non aveva assolutamente nulla di nuovo da dire…”
Silvio Berlusconi chi pensa di essere, invece, quando pretende, perché neppure Garibaldi chiese tanto, di non essere considerato, anche per reati lontani dalla politica, come tutti i cittadini italiani che per l’art. 3 della Costituzione “sono eguali davanti alla legge” e non possono far valere presunte superiorità, privilegi politici o differenze sociali?
Non m’illudo che Berlusconi voglia correggere la strada già tracciata, anche perché credo, ma spero di essere smentito, che il suo intendimento non sia per niente quello di far nascere e crescere un partito realmente liberale, ma di preservargli il carattere di partito populista e padronale.
La crisi che viviamo rimane grave. A livello europeo s’intravedono i primi spiragli di luce in fondo al tunnel, ma l’Italia segue arrancando rispetto ai Paesi più forti a causa delle sue peculiarità. L’irrisolta questione meridionale pesa come un macigno e ci sono cose prioritarie da fare, come ha scritto Eugenio Scalfari, per rilanciare l’Italia, su cui è possibile e augurabile, trattandosi di obiettivi comuni, trovare un’intesa tra la sinistra e i liberali veri: smantellare i privilegi, le mafie e le clientele; colpire le rendite e i monopoli; sconfiggere la demagogia e la legge del più forte.
L’Italia ha urgenza che queste cose si realizzino. In coscienza, però, chi può immaginare che avvenga facendo collaborare la sinistra e il centro moderato con il Berlusconi che abbiamo conosciuto fino ad ora, proteso com’è ad anteporre a tutto la difesa degli interessi di parte, delle sue aziende e di quelli suoi personali, che per ripristino di una situazione di giustizia e democrazia intende solo che si trovi il modo di non applicare le sentenze di condanna che lo riguardano?
Antonio Simiele