Mese: febbraio 2014

Ecco il Governo Renzi!!!…e adesso?

Ecco il Governo Renzi!!!…e adesso?

Attualità
Se è questo il governo del rottamatore possiamo veramente sperare in un programma rivoluzionario. Scherzi a parte, sospendiamo il giudizio e valuteremo nelle prossime settimane la reale capacità riformistica ed innovatrice della nuova compagine governativa. Certo si può già ipotizzare che il ministero della Giustizia non perseguirà una linea giustizialista. E Berlusconi potrà stare più tranquillo. Sicuramente il ministero dell’economia si atterrà alle indicazioni della Troika e, quindi, anche le banche potranno stare tranquille, meno sereni saranno i risparmiatori. Compromessi, questi, necessari per realizzare quelle riforme costituzionali – come la riforma del Senato – che richiedono una maggioranza più ampia ? Forse. Vedremo. Insomma: se i compromessi accettati da Renzi con la destra
Comunisti: a volte ritornano

Comunisti: a volte ritornano

Attualità
L’ultima volta che Alexis Tsipras era stato in Italia, 19 luglio 2001, in occasione del G8 di Genova, fu rispedito in patria insieme ai suoi collaboratori, un migliaio di no global greci. All’epoca era il segretario del movimento giovanile Synapsimos, dal quale è nato il partito Syriza, partito accreditato dai più recenti sondaggi al 31,5% dei consensi, così da superare la coalizioni delle larghe intese tra il partito di centrodestra Nea Democratica e i socialisti del Pasok. In questi giorni, precisamente il 7 febbraio, si è presentato in Italia al Teatro Valle, non solo come il semplice candidato alla presidenza della Commissione da parte del Gue (sinistra europea), ma anche come colui, che può guidare una coalizione di sinistra radicale, che possa contrapporsi non solo alla sinistra soc
Riforma elettorale: qualcosa sembra muoversi

Riforma elettorale: qualcosa sembra muoversi

Attualità
Naturalmente, ciò che potrà avvenire nel prossimo futuro è e rimane un'incognita; qualsiasi previsione tanto per la stabilità politica, quanto per la governabilità è mera congettura. Infatti, nessuno può ragionevolmente anticipare sviluppi che solo il tempo ci potrà rivelare. Personalmente, ed a breve scadenza, tendo all’ottimismo, mentre a medio e lungo termine alimento dubbi, proprio perché – come qualcuno ha scritto – noi Italiani siamo molto bravi a danzare il Walzer: un giro a destra ed un altro giro a sinistra… Inoltre, qui si parla dell’Italia dove ognuno di noi è una particolare repubblica: un giorno approva il cambiamento proporzionato dalla speranza con applausi ma, passato l'effetto della novità subentra lo scetticismo, seguito dall'indifferenza sulla quale, gli abili politici h
Il fascismo che dobbiamo temere

Il fascismo che dobbiamo temere

Attualità
Grillo di galloni coperto, indirizzante l'italico mento a folle in delirio ai piedi del noto balcone di palazzo Venezia? Casaleggio in orbace alla guida di un improvvisato sabato grillino? O ancora, Di Battista padre e figlio finalmente riconciliati in un marziale saluto romano? Poco probabile, anche a voler fare a meno dell'ironia. Ma allora ha un qualche fondamento tutto questo parlare di fascismo a cinque stelle, di squadrismo di risulta etc.? Come sempre, bisogna intendersi sulle parole. Se utilizzato come sinonimo di metodo violento di intimidazione per la presa del potere, sistematica sopraffazione del diverso per imporsi alla guida dello Stato, pericolo attuale per la libertà, la democrazia e le istituzioni legittime, con ogni probabilità si è fuori misura a parlare di «fascismo». C
Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Attualità
Per la nostra Costituzione la legge elettorale dovrebbe garantire innanzitutto il legame tra l’eletto e i suoi elettori. Chi viene eletto dovrebbe dare voce e rappresentanza politica a chi lo ha votato e a questi rendere conto degli impegni assunti in occasione della campagna elettorale. La riforma proposta continua a tradire questo concetto, come già faceva l’abrogato Porcellum. Essa, senza le preferenze o l’uninominale, priva i cittadini della possibilità di scegliere e lega i futuri eletti alla volontà delle segreterie dei partiti che li hanno designati, più spesso dei soli capi. E’ dominata dalla ricerca non di quello più utile all’Italia, ma del modo di vincere, di come depotenziare i partiti più piccoli e far fuori Grillo. E’ la ragione per cui Berlusconi e Renzi hanno accuratamente
Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

Dibattito
PoliticaMagazine.it ospita un confronto a più voci sulla proposta di riforma della legge elettorale. Apriamo il confronto con le acute riflessioni del prof. Massimo Teodori. D. La riforma proposta garantirà la stabilità e la governabilità politica? R. Stabilità e governabilità sono due concetti diversi. La stabilità è un criterio politico che supera la logica dei numeri. Quanto alla governabilità non c’è dubbio che un tale sistema ipermaggioritario che assomma tre criteri: a) un notevole premio di maggioranza a chi raggiunge il 37%, b) soglie di sbarramento alte e differenziate tra chi fa parte delle coalizioni e chi non ne fa parte, e c) l’attribuzione dei seggi del premio di maggioranza solo a chi supera la soglia del 4,5%, porta inevitabilmente alla formazione alla Camera (e al Se
L’Italicum tra governabilità e democrazia

L’Italicum tra governabilità e democrazia

Attualità
Il dibattito relativo alla governabilità, o meglio quello sulla sua assenza, domina incessantemente da decenni sui media e nell’opinione pubblica nostrana. Essa è assunta come il valore supremo da dover perseguire in una moderna e matura democrazia rappresentativa. Pur essendo un principio assolutamente fondamentale, è opportuno tuttavia intavolare alcune riflessioni inerenti proprio questa supposta maturità, considerazioni peraltro strettamente legate alla peculiare struttura socio-culturale della nostra nazione. Ora, la governabilità è certamente assicurata nel migliore dei modi da un sistema elettorale maggioritario, il quale tende per sua stessa natura a semplificare enormemente il quadro politico, lasciando a contendersi la vittoria pochi attori principali ed esautorando i partiti mi