Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

  Massimo Teodori
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PoliticaMagazine.it ospita un confronto a più voci sulla proposta di riforma della legge elettorale. Apriamo il confronto con le acute riflessioni del prof. Massimo Teodori.
D. La riforma proposta garantirà la stabilità e la governabilità politica?
R. Stabilità e governabilità sono due concetti diversi. La stabilità è un criterio politico che supera la logica dei numeri. Quanto alla governabilità non c’è dubbio che un tale sistema ipermaggioritario che assomma tre criteri: a) un notevole premio di maggioranza a chi raggiunge il 37%, b) soglie di sbarramento alte e differenziate tra chi fa parte delle coalizioni e chi non ne fa parte, e c) l’attribuzione dei seggi del premio di maggioranza solo a chi supera la soglia del 4,5%, porta inevitabilmente alla formazione alla Camera (e al Senato) di un blocco per il governo dalla ampia base parlamentare.
Si dà tuttavia il caso, non così improbabile, che si creino due maggioranze diverse, alla Camera e al Senato, che godono del premio di maggioranza. Nel qual caso addio alla governabilità.
D. La riforma proposta provocherà la dissoluzione dei partiti minori?
R. La questione dei partiti – o meglio delle liste – minori ha a che fare anche con il finanziamento pubblico, altrimenti chiamato (fasullo) rimborso spese elettorali. Sul problema non si dice nulla se non proclamare un nuovo sistema che tuttavia è un inganno oltre che entrare in vigore nel 2017. I partiti non ideologizzanti e formatisi in funzione elettorale tenderanno a scomparire, anche se occorrerà considerare la situazione degli eletti nelle regioni, nei comuni ed alle europee. I partiti, invece, con tradizione politica (la sinistra radicale) e ad insediamento territoriale (la Lega) probabilmente si aggregheranno come satelliti ai partiti maggiori.
D. La riforma proposta provocherà la riduzione del peso politico Movimento 5 Stelle?
R. Il peso politico di M5S dipende prevalentemente da quello che faranno gli altri. I molti votanti per Grillo sono mossi da un sentimento contro e di distanza dagli altri partiti. Se i due partiti maggiori si daranno una regolata sul terreno del potere e sottopotere, certamente Grillo diventerà marginale. Se invece continueranno come ora, c’è anche la possibilità che Grillo aumenti, anche se lo ritengo improbabile dopo le figure che hanno fatto in quest’anno.