Mese: gennaio 2015

Il ciclo di Frenkel

Il ciclo di Frenkel

Attualità
Il presente contributo si prefigge lo scopo di fare il punto, servendoci della teoria economica, sull’attuale stato in cui versa il nostro Paese dopo ormai sei anni di durissima crisi. A tal fine, ci serviremo di uno schema teorico elaborato dall’economista Roberto Frenkel, dell’Università di Buenos Aires. Lo studio che vi è alla base tenta di descrivere dettagliatamente tutte le inevitabili tappe che si susseguono ogni volta che un Paese sviluppato decida di agganciare la propria valuta ad un’area economica più forte, perdendo sovranità e accettando in tal modo di ridursi al rango di un Paese in via di sviluppo. È esattamente il caso italiano all’indomani dell’entrata nell’euro. Le fasi del processo sono essenzialmente sette. Vediamole brevemente una ad una. Nella prima il Paese accetta
Charlie Hebdo: ipocrisia e libertà di parola

Charlie Hebdo: ipocrisia e libertà di parola

Attualità
Parigi in questi giorni è stata il centro di un efferato attacco terroristico da parte di due fondamentalisti islamici nei confronti del giornale francese, Charlie Hebdo, famoso per le sue strisce satiriche sulla religione, sia quella islamica che quella cattolica. L’attacco si è presentato come l’esecuzione di una sentenza, che riconosceva al Charlie Hebdo il reato di vilipendio alla religione, avendo offeso il Profeta Maometto, attraverso dei disegni irriverenti e blasfemi secondo l’interpretazione degli attentatori. In fondo le religioni non possono permettere, da un punto di vista dottrinale, che si rida del Creatore oppure si ridicolizzi il proprio Messia. Anche Umberto Eco fa dire al monaco Jorge, nel suo romanzo Il nome della rosa che «le volgarità, le scempiaggini e le buffonerie n
Sulla tomba di Bettino

Sulla tomba di Bettino

Ti R@cconto
  Il nostro sito intende ricordare la memoria di Bettino Craxi pubblicando il contributo redatto ad Hammamet dal nostro collaboratore Ludovico Martello   All’ingresso del piccolo cimitero, collocato a pochi passi fuori dalle mura della Medina di Hammamet, ci accoglie un uomo smilzo dai modi gentili ma non servili. Gli basta un attimo per incrociare i nostri sguardi impacciati e capire. << Siete italiani, –  dice sorridendoci – venite vi accompagno alla tomba di Craxi>>. In silenzio lo seguiamo. Pochi metri a destra, poi a sinistra. All’improvviso, dal verde della vegetazione compare il bianco marmoreo, candido e levigato del sepolcro. Sulla lapide verticale i dati anagrafici. Più in basso, in orizzontale, sulle pagine di un libro, fatto di dura pietra, leg