Le riforme del governo sul lavoro deludono le attese

  Tommaso Manzillo
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Purtroppo dalle colonne di questo giornale lo avevamo già segnalato, e persino in diverse occasioni. Gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT sull’andamento dell’occupazione nel mese di giugno sono spunto di riflessione, non solo per gli analisti del settore, ma dovrebbero esserlo anche per la compagine governativa.
Quest’anno sono entrate in vigore le riforme del Governo Renzi, Jobs Act e altre ancora, con le quali ci avevano garantito che avrebbero contribuito a dare maggiore spinta alla forza lavoro: “le aziende non hanno più alibi per assumere!”, si disse all’epoca. Noi ci siamo chiesti come avrebbero fatto le aziende ad assumere e creare posti lavoro, se manca proprio la materia prima, ossia la commessa di lavoro, gli ordinativi, proprio a causa di un’eccessiva pressione fiscale che ha sottratto denaro dal circuito economico per risanare (?) i saldi della bilancia pubblica. La situazione è peggiorata al sud dove il Governo ha dato il via libera all’Ilva di Taranto per continuare a lavorare, mentre la magistratura ha bloccato l’ultimo forno dell’azienda ancora attivo: ora è stallo totale. È il paradosso italiano, ossia che gli organi dello Stato siano in contrasto tra di loro, generando confusione e ancor di più declino economico, sociale, ambientale, con diverse aziende che sono pronte per aprire cantieri di lavoro che qualcuno sta ancora tenendo fermi. Di questa situazione c’è sicuramente chi sta beneficiando, magari qualche azienda appartenente ad un Paese europeo, che vuole ancora “battere le carte” nelle sedi istituzionali.
Gli ultimi dati SVIMEZ confermano questa situazione di profonda depressione economica per il sud, che dal 2000 al 2013 è cresciuto, in termini di PIL, la metà della Grecia, creando una profonda spaccatura tra il nord e il sud d’Italia. Non bastano le misure sul lavoro, serve aprire i cantieri bloccati, mettere soldi freschi nell’economia e non nelle banche, perché sono le aziende che fanno economia, che creano sviluppo e lavoro. Come farebbero le banche a dare soldi in prestito alle famiglie che sono senza lavoro? Occorre cambiare le regole europee, orientare le politiche verso la crescita per evitare la desertificazione economica del nostro Paese e soprattutto agganciare il sud Italia al resto del Paese, prima di soffocare del tutto.
Tommaso Manzillo