L’ importanza del gasdotto e le problematiche del Salento

  Tommaso Manzillo
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Si è svolta nel pomeriggio di domenica 14 maggio in San Foca, marina di Melendugno, una manifestazione pacifica e di protesta contro la realizzazione del gasdotto T.A.P. Al termine, ha preso la parola il dott. G. Serravezza, oncologo salentino, dopo aver sospeso lo sciopero della sete che durava oramai da diversi giorni.

Il medico ha duramente sostenuto, con un linguaggio forte e determinato, le ragioni della protesta contro la realizzazione del gasdotto, ribadendo che la sua non è una battaglia ideologica contro un’opera ritenuta di interesse strategico, quanto, piuttosto, un’esortazione a prendere coscienza dell’attuale situazione sanitaria e ambientale del nostro territorio, sensibilizzando tutte le istituzioni coinvolte. “Il problema non è un tubicino sotterrato – sostiene Serravezza – che passerà sotto i nostri piedi o, come dicono, che le emissioni saranno simili a quelle di un piccolo condominio. Il Salento non può permettersi di accendere nemmeno un cerino perchè è una terra che ha già dato”. E le problematiche nostrane sono sotto gli occhi di tutti e a conoscenza di tutti: solo per citarne alcune, la massiccia presenza di diossina “che sta sulla nostra testa” derivante dai poli industriali di Cerano e di Taranto e la presenza di rifiuti tombati nelle nostre campagne.

I dati diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità ci dicono che il 90% della diossina in Italia si trova nel Salento e l’intenzione dell’oncologo è quella di sensibilizzare le istituzioni a rivedere il progetto TAP. Le motivazioni sostanziali delle proteste, che non si rifanno al nimby, partono proprio dalla presa di posizione delle istituzioni che hanno trascurato e dimenticato i propri territori a vantaggio di particolari interessi di altri. Se veramente il gasdotto è ritenuto un’opera strategica per l’Italia, continua Serravezza, occorre, prima di tutto, bloccare immediatamente i lavori, senza attendere altro tempo e, successivamente, sedersi ad un tavolo per contestualizzare il tutto, analizzando a 360 gradi la situazione sanitaria e ambientale del Salento che, “ripeto, non può più permettersi di accendere nemmeno un cerino”. il governo italiano, continua il medico, non un singolo ministro, ma nel suo insieme, ha il dovere di conoscere e di studiare la situazione del territorio, prima di promuovere ogni e qualsivoglia progetto, soprattutto se ritenuto opera di interesse nazionale, perchè tale è anche la salute dei suoi cittadini.

Nell’intervento ha anche ribadito come tre siano i progetti di gasdotto da realizzarsi nel nostro territorio, invitando tutti a prendere coscienza del problema, perchè qui si continua a morire soprattutto a causa dell’uomo e dei suoi particolari interessi.

Tommaso Manzillo

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