Autore: Gaetano Pecora

Il pensiero politico di Gaetano Filangieri.Una analisi critica

Il pensiero politico di Gaetano Filangieri.Una analisi critica

Autori
Finalmente l' atteso lavoro di Gaetano Pecora è in distribuzione nelle librerie , edito dalla Rubbettino, con il titolo "Il pensiero politico di Gaetano Filangieri.Una analisi Critica". Per gentile concessione dell' autore anticipiamo l' introduzione al volume Introduzione Si dice che all’origine dei libri – dei libri seri, si capisce – ci sia sempre l’intoppo di una difficoltà, l’ingorgo di una domanda che, discreta, si insinua nell’animo dell’autore e che poi lo cattura per non abbandonarlo più. Non lo abbandona almeno sino a quando domande e difficoltà non vengano superate con la proposta di una soluzione (anche se soltanto provvisoria). E’ come se, all’inizio, i libri – ma sempre di libri seri stiamo discorrendo - è come se i libri, all’inizio, fossero gibbosi, avessero la gobba
EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2007

EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2007

Letture
L'editoriale di presentazione, questa volta, comincia dalla fine; e precisamente dalla rubrica «in cornice» che di solito chiude l’  Archivio storico del Sannio. Proprio qui il lettore troverà «incorniciato» il lungo saggio che Gaetano Salvemini scrisse nel 1955, quando - venuta l'ora del congedo - egli si provò a stringere nel giro di una elaborazione riassuntiva tutta la sua antica militanza di studioso e di politico meridionalista. Perché iniziare dalla cornice, da Salvemini dunque? Intanto perché nel cinquantennale della morte (avvenuta a Sorrento nel settembre del '57), ci pare giusto trattenere il suo nome sulla china precipite della dimenticanza, specie poi se a questo nome si congiungono idee, temi e sensibilità che riscaldano le fibre più intime della nostra coscienza morale. Inso
Il laicismo di Gaetano Salvemini

Il laicismo di Gaetano Salvemini

Autori
Nell’esistenza di Salvemini, c’è un episodio poco conosciuto ma molto significativo che la dice lunga sulla fermezza e quasi diremmo sulla perentorietà dei suoi convincimenti. Pochi giorni prima di morire, Salvemini pregò che la bara venisse portata a spalla dai più giovani amici. Fu allora che don Rosario, il buon prete che gli si era affezionato, si offrì di seguire il funerale. Saputo di ciò Salvemini rispose: “se vuol seguire il funerale venga pure”. E aggiunse: “ma vestito da uomo”. Intendiamoci: sbaglieremmo se prendessimo conforto da qui per uncinare Salvemini alle punte più acerbe e più velenose del pensiero laico e anticlericale. Certo, Salvemini fu laico e anticlericale. Ma “laico” e “anticlericale” sono termini tremendamente, maledettamente fumosi e generici: a utilizzarli così
Il buongoverno di Luigi Einaudi

Il buongoverno di Luigi Einaudi

Dibattito
Con i suoi articoli, Luigi Einaudi è riuscito a “far leggere ragionamenti appoggiati da cifre e cifre illustrate da ragionamenti”. Così Prezzolini nel 1919, in un ritratto che è una sicura testimonianza di stima. Pure, quel giudizio coglie una parte, ma una parte soltanto della verità. La verità intera, quale emerge con smaltata chiarezza da Il buongoverno (ripubblicato da ultimo per i tipi di Laterza), la verità intera è che non c’è riflessione, quasi non c’è pagina in cui Einaudi non trascorra dalla minuzia (le “cifre” e i “ragionamenti” di Prezzolini) al colpo d’ala che innalza alle cime del pensiero. Sicché i suoi scritti, riguardassero anche soltanto i dazi, le imposte, la moneta, erano sempre in realtà scritti sul Vero e sul Giusto. Lo stesso liberismo che molti concitati neofiti sal
Socialismo di Salvemini

Socialismo di Salvemini

Autori
Ha scritto Bertrand Russell: “Quando parlano gli italiani colti mi capita spesso di non capire. Salvemini non deve essere colto, perché quello che dice lui lo capisco, e quello che pensa lo penserei anch’io”. E’ una considerazione molto bella; bella e veritiera perché, veramente, pochissimi altri come Salvemini furono convinti che “chiarezza nell’espressione è probità nel pensiero e nell’azione”. C’è di più, però. C’è che l’esigenza della chiarezza, l’abominio dei guazzabugli filosofici (specie di quelli in cui si profondavano i guasconi dell’idealismo), il gusto e quasi diremmo la voluttà delle distinzioni, tutto, tutto veniva a Salvemini per la diritta via del suo credo democratico. “Io – confidò in uno scritto – mi mettevo dal punto di vista di un operaio, magari di un contadino analfab
EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2006

EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2006

Letture
Questo volume inaugura la nuova serie dell' Archivio storico del Sannio. La veste grafica è la stessa; e identica rimane la periodicità. Tutto come prima, dunque? No, perché veramente di serie nuova si tratta. Intendiamoci: non ci sorride la convinzione che le iniziative culturali e, più in generale, il mondo delle idee debba necessariamente essere punteggiato da rotture, fratture e lacerazioni; l'idea, se veramente tale, è più spesso uno svolgimento che un capovolgimento sicché, quasi sempre, i pensieri e le esperienze nuove sono nuove battute di un dialogo che si prosegue nel tempo. Pur con tutto ciò, c'è un punto che va tenuto fermo: ed è che le opere, piccole o grandi che siano, purché seriamente pensate e purché scrupolosamente adempiute, recano sempre l'inconfondibile impronta di c
A proposito di Liberalismo e Cristianesimo

A proposito di Liberalismo e Cristianesimo

Dibattito
Marcello Pera nel saggio dove spiega Perché dobbiamo dirci cristiani (Mondadori) e che Papa Benedetto XVI carezza di lodi vivissime nella sua lettera di presentazione, specie quando ne ascrive gli argomenti al rigore di una logica “cogente” ed “inconfutabile”. “Inconfutabile”? “Cogente”? Con tutto il rispetto per così alti favori,pure sull’onda dell’ammirazione si solleva l’increspatura di qualche dubbio. Che, combinazione, tocca proprio la tessitura logica del ragionamento di Pera, dove almeno in due punti sono allineati concetti che o non si richiamano tra loro (non necessariamente, almeno) o semplicemente si contraddicono. E cominciamo da lì, dalle idee che non si tengono dietro l’un l’altra. Quando, ad avviso di Pera, “è necessario che la ricchezza dell’esperienza umana non sia ampu
Giuseppe Prezzolini l’ anarchico conservatore

Giuseppe Prezzolini l’ anarchico conservatore

Autori
pubblicato su "Il pensiero politico", anno XXXIX, n. 3. Dopo un periodo di silenzio – che “per lungo silenzio parea fioco”, direbbe il Poeta – Giuseppe Prezzolini torna a parlare. Non con la sua voce, si capisce (che si tacque definitivamente nel 1982 e che, peraltro, quanti ebbero la ventura di ascoltarla ricordano come liquida, armoniosa e dalla dizione assolutamente perfetta); non con la sua voce ci parla, dunque. Con i suoi scritti, invece, riproposti in gran copia proprio in quest’ultimo giro di tempo. Senza andare troppo indietro e per rimanere solo agli ultimi cinque-sei anni, ricordiamo qui Come gli americani scoprirono l’Italia (Boni, 2000), America in pantofole (Vallecchi 2002), Storia tascabile della letteratura italiana (Sellerio, 2002), Una voce controcorrente (Poligrafici ed