Autore: Massimo Teodori

Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Dibattito
Receviamo e pubblichiamo l' articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato da “Il Riformista” l’8 giugno 2011, con il titolo “Proposta riformista: Leader, coalizione, programma”. Lo diciamo ormai in molti, anche se con accenti diversi: quel che occorre per un’alternativa credibile al berlusconismo morente è una proposta riformista composta da un leader che sia effettivamente tale, una coalizione che regga alle contraddizioni interne, e un coraggioso programma che attinga a quel che è spendibile nel Duemila della tradizione innovatrice liberale e socialista. L’impresa non è facile, anche se le elezioni amministrative hanno dato nuovo slancio alle speranze riformiste. Roberto D’Alimonte, che rifugge dalle analisi taroccate, segnala nel “Sole-24Ore” del 5 giugno che il centrosinistra è stato
Laicità Senza Aggettivi

Laicità Senza Aggettivi

Dibattito
Pubblichiamo volentieri l' articolo redatto dal prof. Massimo Teodori   inviato alla nostra Redazione Corriere della Sera A Tullio Gregory va il merito di avere sollevato la questione della laicità, divenuta ormai distintiva delle società liberali, specialmente nella nostra Italia dove da ultimo un’ondata di clericalismo - direi piuttosto di “neo-controriformismo” - ha travolto tutti gli argini parlamentari, a destra come a sinistra, giungendo a dettare legge sui problemi della vita, della morte, delle relazioni interpersonali, della libertà individuale e della ricerca scientifica. Vorrei tuttavia aggiungere un altro elemento alle buone ragioni già esposte da Gregory: quel che davvero manca da noi, diversamente dalla Francia e dagli altri paesi occidentali, è il dibattito culturale nelle
ANTONIO LANDOLFI: il socialista liberale che ci mancherà

ANTONIO LANDOLFI: il socialista liberale che ci mancherà

Attualità
Si è spento ad ottanta anni un protagonista della storia del socialismo liberale italiano** Non sono molti le figure che hanno lasciato un segno rigoroso, coerente ed esemplare nella storia del socialismo italiano come quella di Antonio Landolfi che ci ha lasciato ad ottanta anni. Arturo Labriola disse nel 1950 che i socialisti italiani “bordeggiavano tra la teologia politica e l’opportunismo pratico”, le due malattie che hanno confinato il Partito socialista nella minorità negli anni della Repubblica. Oggi possiamo dire che Landolfi è stato del tutto esente da quelle storiche malattie durante la sua lunga vita, vissuta coerentemente da militante e intellettuale politico. E’ perciò che lo si può considerare un “eretico” rispetto al corso prevalente del socialismo italiano organizzato, rag
Per Spiegare la politica d’oggi lasciamo in pace l’ Azionismo

Per Spiegare la politica d’oggi lasciamo in pace l’ Azionismo

Attualità
  A proposito di Azionismo e Antiberlusconismo, pubblichiamo volentieri l' analisi redatta e inviata alla nostra redazione dal prof. Massimo Teodori  Corriere della Sera - Nella polemica tra berlusconismo e antiberlusconismo sarebbe meglio lasciare in pace l’ “azionismo”, la “cifra morale azionista” e le “belle anime degli azionisti”. La categoria dell’azionismo è solo un’invenzione utilizzata sia dai laudatores, che vi proiettano l’intransigenza civile che scorre nelle vene della Repubblica, sia dai detrattori che lo bollano come l’indomabile nemico giacobino dei valori tradizionalisti. Certo, il Partito d’Azione, tra il 1942 e il 1946, ha svolto un ruolo politico decisivo nella Resistenza e nei Comitati di Liberazione fino alla Costituente. Ma, in seguito, l’azionismo scompare del tutto
Giù il velo dal tesoro del Vaticano

Giù il velo dal tesoro del Vaticano

Dibattito
Receviamo e pubblichiamo l' articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato da“L’Espresso”, 09 settembre 2011  A quanti hanno chiesto di chiarire di quanti e quali privilegi fiscali goda la Chiesa, il direttore dell’ “Avvenire” Marco Tarquinio ha risposto denunziando l’esistenza di una “campagna contro gli ecclesiastici” ad opera di “massoni e radicali” oltre che di non meglio identificati “poteri forti”. La teoria del complotto - si sa - è vecchia come la storia: vi ricorrono quanti vogliono sfuggire alla realtà, nascondendosi dietro la finta ingenuità o la pretestuosa furbizia. Cerchiamo di ragionare senza pregiudizi sulle esenzioni fiscali della Chiesa (calcolate per Ici e Ires in circa 3 miliardi di euro l’anno), in parte legittime perché destinate al “culto”, e in parte dovute a capzi