Dibattito

Papa Francesco e l’esaltazione della povertà!

Papa Francesco e l’esaltazione della povertà!

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Il termine pontefice deriva dal latino, pontifex, cheletteralmente significa facitore di ponti. Esso indica tradizionalmente la funzione di collegamento tra il mondo materiale, sensibile e quello spirituale e sovrasensibile. Nella Roma delle origini il pontefice racchiudeva in sé il potere regale e quello sacerdotale mentre solo con l’avvento del cristianesimo, in Occidente, tale titolo viene conferito al capo della Chiesa cattolica, inteso come rappresentante di Dio in terra. Dalla nascita della Chiesa fino ad oggi, si sono succeduti oltre un centinaio di papi (262 per l’esattezza), i quali, ognuno in modo particolare, hanno contribuito ad espandere tra tutti i paesi il messaggio ecumenico del Vangelo. L’attuale Papa Francesco, forse più degli altri, sta usufruendo intelligentemente dei m
Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

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PoliticaMagazine.it ospita un confronto a più voci sulla proposta di riforma della legge elettorale. Apriamo il confronto con le acute riflessioni del prof. Massimo Teodori. D. La riforma proposta garantirà la stabilità e la governabilità politica? R. Stabilità e governabilità sono due concetti diversi. La stabilità è un criterio politico che supera la logica dei numeri. Quanto alla governabilità non c’è dubbio che un tale sistema ipermaggioritario che assomma tre criteri: a) un notevole premio di maggioranza a chi raggiunge il 37%, b) soglie di sbarramento alte e differenziate tra chi fa parte delle coalizioni e chi non ne fa parte, e c) l’attribuzione dei seggi del premio di maggioranza solo a chi supera la soglia del 4,5%, porta inevitabilmente alla formazione alla Camera (e al Se
Ecologia, retorica e militanza

Ecologia, retorica e militanza

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I pragmatici e gli idealisti… Ormai, ad ogni giorno che trascorre, i media ci assediano con drammatizzazioni sui cambiamenti che da qualche decennio il clima subisce; ed indicando, in modo indiscriminato, gli industriali come principali responsabili che – per un certo periodo – in rapporto a conservazione e rispetto dell’ambiente, effettivamente, anche se non tutti, si sono mostrati negligenti; ciò che, naturalmente, aiuta ad eccitare acriticamente risentimenti popolari, soprattutto, fra i meno preparati, oltre ai più invidiosi. In questo contesto, i soliti eterni nemici dell’economia di mercato, i negazionisti dello sviluppo, gli avversari del progresso, del consumismo, ed insomma della modernità, intervengono attivamente, mettendo sotto accusa ogni genere d’innovazione e sentenziano,
Crisi e disinformazione di massa

Crisi e disinformazione di massa

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Qualche sera fa, discorrendo a cena con mio padre, la frase perentoria: “l’Euro è irreversibile a papà”. Bene, diciamo subito che di irreversibile mi sembra esserci soltanto la stupidità (o la malizia) di coloro che continuano a veicolare questa interminabile trama di menzogne a persone che, non per loro colpa, non hanno strumenti, tempo o capacità critica per comprendere correttamente tematiche così delicate e complesse, le quali tuttavia hanno un evidente impatto sulle nostre vite. Per questo motivo, cerchiamo brevemente di fare chiarezza su alcuni punti troppo spesso travisati, distorcendo i quali viene esercitato un insopportabile terrorismo psicologico nei confronti del povero e sprovveduto “elettore medio”. Primo: l’Euro non è affatto irreversibile. Mi dispiace contraddire i vari S
All’ Italia serve la Sinistra che non c’è

All’ Italia serve la Sinistra che non c’è

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L’estremismo infantile del Movimento Cinque Stelle e le “genialità” di Grillo, con il concorso decisivo della sinistra che, imperterrita, continua ad alimentare le sue irresponsabili e autolesioniste divisioni, sono riusciti nell'impossibile impresa di rivitalizzare Silvio Berlusconi. Hanno completato un’opera avviata nel 2011 quando si scelse di non andare al voto e di fare nascere il governo Monti che, accollandosi la parte sporca, ha tolto le castagne dal fuoco a Berlusconi dandogli il tempo che calasse una coltre di nebbia sulle enormi responsabilità del suo governo nei confronti dell’Italia e degli italiani. La sfida rimane di quelle che fanno tremare i polsi perché, per risanare l’Italia, servono radicali trasformazioni, la gente non ce la fa più e le cose da risolvere sono tante. P
Il Sud è l’ arma principale per combattere la crisi

Il Sud è l’ arma principale per combattere la crisi

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In Italia la crisi che stiamo vivendo è più grave perché alle sue radici internazionali ed europee si sommano fragilità e contraddizioni peculiari. In Europa s'ipotizza l’inizio di una ripresa per la fine dell’anno. Forse è una previsione troppo ottimista, ma, se così fosse, è improbabile che l’Italia agganci la locomotiva dei Paesi più forti senza un disegno di politica economica all’altezza dei nostri problemi, in particolare se non affronta risolutamente l'irrisolta questione meridionale che segna profondamente la crisi, compromettendo la stabilità dello stesso Nord e il futuro di tutti gli italiani. Nel passato da più parti e in più occasioni si metteva in guardia sui rischi che il permanere di questa questione comportava per l’Italia. Venticinque anni fa, i vescovi italiani denunciav
Nella Costituzione la rinascita dei partiti

Nella Costituzione la rinascita dei partiti

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I partiti sono in grave crisi, incapaci di garantire un effettivo rapporto con la società o con settori della stessa. La fiducia degli italiani nei loro confronti è precipitata quasi a zero, ma senza partiti non è immaginabile la democrazia rappresentativa. Come pure è impensabile governare bene, concordo con Fabrizio Barca, senza poter contare su un partito radicato sul territorio, specialmente quando ci si propone di cambiare e di corrispondere alle attese del mondo del lavoro e dei più deboli dovendo scontare il contrasto di tanti poteri forti. In un precedente scritto, ho condiviso anche la forma partito proposta da Barca e ho tracciato il percorso che penso si debba seguire per costruire un grande e moderno partito della sinistra.  Non escludo che, esercitando fantasia e ragione nell
Andreotti: le sue fortune dovute anche all’ appoggio del PCI

Andreotti: le sue fortune dovute anche all’ appoggio del PCI

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(“Corriere della sera, 8 maggio 2013)   Nelle rievocazioni delle variegate sfaccettature della vita di Giulio Andreotti è mancato, oppure è stato sottovalutato, il sostegno che i comunisti gli offrirono dalla metà degli anni ’70 alla fine degli anni ’80 del Novecento. Il miracolo di una vita pubblica così lunga, oltre che nella sperimentata intelligenza del personaggio, va forse ricercato anche nell’appoggio che gli fu offerto dall’opposizione. Si trattò di un nodo rilevante della politica della Repubblica nella stagione cruciale in cui si accentuava la crisi che portò alla fine del vecchio sistema. La storia, certo, non si fa con se, ma è probabile che se il PCI non avesse più o meno apertamente interloquito, il lungo corso pubblico di Andreotti sarebbe stato interrotto molto prima, e n
L’europeismo assurto a ideologia

L’europeismo assurto a ideologia

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L’imbarazzante immobilismo della retorica politica che incessantemente ingolfa i canali informativi ai quali tutti noi ci abbeveriamo è un veleno. Siamo ormai lobotomizzati, spersonalizzati, stereotipati nel modo di pensare, di costruire ragionamenti, completamente privi di qualsivoglia spirito critico. D’altra parte, il suddetto requisito non si pretende sia posseduto dalla maggioranza dei cittadini, ma, per chi ci governa, esso dovrebbe costituire un presupposto essenziale. E invece, ovunque si volgano sguardi e orecchie, le solite cantilene, copioni imparati a memoria per essere dati in pasto ad ascoltatori disattenti e impreparati da pseudo politicanti imbellettati e incravattati. L’idea, sentendo parlare questa genìa di statisti, è che ne capiscano meno di coloro che dovrebbero rapp
Per una chiesa trasparente in politica servirebbe abolire il concordato

Per una chiesa trasparente in politica servirebbe abolire il concordato

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“Corriere della Sera”, 29 dicembre 2012 Cosa accadrebbe se si abrogasse il Concordato e si mantenesse solo il Trattato (l’altro documento dei Patti Lateranensi) sullo statuto internazionale dello Stato vaticano? Probabilmente cadrebbero i vincoli e i conflitti che oggi distorcono i rapporti tra Stato e Chiesa. Una tale ipotesi potrebbe essere un buon capitolo dell’agenda Monti che, in tal modo, si collegherebbe ancor più all’Europa dei diritti, e si libererebbe dall’impressione - sbagliata ma diffusa - di essere una pedina del gioco vaticano. E sarebbe per il Bersani riformatore una buona occasione per superare lo strumentalismo togliattiano e il cattocomunismo berlingueriano ispirato da Irma Bandiera e Maria Goretti. La Chiesa, per bocca del segretario di Stato vaticano cardinal Bertone