Dibattito

Per una chiesa trasparente in politica servirebbe abolire il concordato

Per una chiesa trasparente in politica servirebbe abolire il concordato

Dibattito
“Corriere della Sera”, 29 dicembre 2012 Cosa accadrebbe se si abrogasse il Concordato e si mantenesse solo il Trattato (l’altro documento dei Patti Lateranensi) sullo statuto internazionale dello Stato vaticano? Probabilmente cadrebbero i vincoli e i conflitti che oggi distorcono i rapporti tra Stato e Chiesa. Una tale ipotesi potrebbe essere un buon capitolo dell’agenda Monti che, in tal modo, si collegherebbe ancor più all’Europa dei diritti, e si libererebbe dall’impressione - sbagliata ma diffusa - di essere una pedina del gioco vaticano. E sarebbe per il Bersani riformatore una buona occasione per superare lo strumentalismo togliattiano e il cattocomunismo berlingueriano ispirato da Irma Bandiera e Maria Goretti. La Chiesa, per bocca del segretario di Stato vaticano cardinal Bertone
Bill of Rights – Armi e Paradossi Americani

Bill of Rights – Armi e Paradossi Americani

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(Sole 24 Ore - domenica, 23 dicembre 2012) E’ difficile capire le resistenze e gli ostacoli che nella civile America si frappongono alla limitazione delle armi se non si prendono in considerazione alcuni paradossi che gravano fin dalle origini sulla cultura d’Oltreoceano. Il principale riguarda il Secondo Emendamento del Bill of Rights che fa divieto di “violare il diritto dei cittadini di possedere e portare armi”: una norma che fu introdotta alla fine del Settecento come conseguenza della guerra d’Indipendenza che era stata combattuta da volontari arruolati con le armi personali nella nuova “milizia” (termine citato nell'Emendamento) di George Washington per affrontare i britannici. Nell'Ottocento il possesso individuale delle armi divenne una necessità della vita quotidiana, quindi un
L’interventismo politico della Chiesa e la lezione di De Gasperi

L’interventismo politico della Chiesa e la lezione di De Gasperi

Dibattito
(Corriere della Sera, 18 dicembre 2012) Attenzione, presidente Monti, all’interventismo vaticano. Abbiamo qualche dubbio che le iniziative di stampo politico dei massimi esponenti della Santa Sede e della Conferenza episcopale a favore dell’attuale presidente del Consiglio, siano conformi al regime liberal-separatista teoricamente vigente nel nostro Paese, e che rispettino l’art.1 del nuovo Concordato: “La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti”. Prendiamo atto che la Chiesa alta dopo vent’anni abbia preso le distanze da Berlusconi ed ora guardi con attenzione a Monti a cui va la simpatia di noi liberali riformatori. Ma
Passa dalla democrazia la politica del domani

Passa dalla democrazia la politica del domani

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“Ardua cosa è fare oggi un programma elettorale di fronte al disagio economico che pesa duramente sulle classi lavoratrici e di fronte alla crisi europea, che fa passare in seconda linea ogni altro problema anche importante di politica interna” (A. De Viti De Marco, discorso tenuto in Gallipoli il 14 marzo 1914). Già, come non dare ragione al marchese che conobbe persino la Grande Crisi del ’29! Noi aggiungiamo al disagio economico anche quello sociale e morale in cui è caduta l’odierna società capitalistica e consumistica, prigioniera di una politica troppo attenta alla prossima campagna elettorale. Quando mancano risorse fresche da destinare ai malati di Sla, alle famiglie, al lavoro e a chi lo ha perduto, nonostante la lotta serrata contro l’evasione fiscale, si sprecano fondi pubblici
Tra antipolitica e antiparlamentarismo: il rischio della messa in mora della democrazia.

Tra antipolitica e antiparlamentarismo: il rischio della messa in mora della democrazia.

Dibattito
L’attuale ondata di antipolitica spesso si esprime in contestazione indistinta e indistinguibile che accomuna diversi personaggi tutti protesi all’inseguimento d’un consenso nell’area del dissenso o interessati a captare l’elettorato in libera uscita. Naturalmente la portata della crisi economica che, per incapacità politica, si accresce sempre di più e aumenta le disparità, favorisce questo clima sempre più avvelenato e il divario tra la rappresentanza e i (non più) rappresentati. Con l’aggravarsi delle tensioni politiche, che tracimano in ambito sociale, l’antipolitica sta assumendo, in molte occasioni, la veste dell’antiparlamentarismo. Un connotato che in Italia non è certo una novità. Ecco qual è l’aspetto terrifico di quel che sta maturando. Ci troviamo davanti ad una situazione
Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

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La democrazia rappresentativa è morta anche perchè, con assoluta noncuranza, si è troppo a lungo trascurata la tutela del rapporto elettore/eletto. Il divieto del mandato imperativo, andrebbe oggi rivisto all’indomani di tutte le storture cui ha dato origine. L’esercizio parlamentare, senza vincolo di mandato, si è, nei fatti e nelle (allegre e cattive) abitudini, esteso all’irresponsabilità pressochè assoluta, nei confronti della propria dichiarata, originaria appartenenza e del corpo elettorale che, sulla base delle idee, della collocazione e dei programmi, esprime il suo voto ed il suo consenso. Bisognerebbe concepire un’integrazione grazie alla quale, nel caso di totale disattesa dei presupposti di questa delega, si ricorra ad elezioni suplettive (nel collegio/circoscrizione in cui
Blitz per stanare i furbi. Così si rispetta lo stato di diritto

Blitz per stanare i furbi. Così si rispetta lo stato di diritto

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“Corriere della Sera”, 15 marzo 2012 Diffido anch’io, da liberale, dell’intrusione dello Stato nella vita privata e della raccolta di dati personali, anticamera del Grande Fratello. Ma non mi pare che i blitz dell’Agenzia delle entrate siano finalizzati ad archiviare dati “sensibili” quali i comportamenti sessuali, le pratiche religiose o le idee politiche, quanto piuttosto a scoprire il tenore di vita e i beni dei cittadini infedeli, elementi necessari per un’equa imposizione fiscale. Si infrange lo Stato di diritto non quando si tenta di fare osservare la legge a chi non la vuole rispettare, ma se si tollera la disparità di trattamento tra chi fa il proprio dovere e chi si ingegna per truffare la comunità. Sono quindi fuori luogo i rilievi del garante della privacy Francesco Pizzetti i
Troppi cavilli sull’ ICI alla chiesa: così si aggira un principio giusto

Troppi cavilli sull’ ICI alla chiesa: così si aggira un principio giusto

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Riceviamo e pubblichiamo l'articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato sul “Corriere della Sera”, 3 marzo 2012 L’Italia è il paese dei cavilli che nascono ai confini dello Stato di diritto; e il mondo ecclesiastico ha in materia un’esperienza millenaria. Ora, il presidente Monti è intervenuto direttamente per mettere ordine sull’Ici alla Chiesa, e non solo, sostenendo a ragione la netta separazione tra le attività commerciali e quel che non lo sono. Un provvedimento opportuno da sostenere senza riserve (ma non c’era già una norma simile?), come del resto le altre decisioni del governo prese sotto la spada dell’Europa, pronta a sanzionare i comportamenti illegittimi dell’Italia. Ma il diavolo, anche sotto specie di cavillo, si nasconde nei particolari. L’attuazione della norma, che in t
La priorità a riforme costituzionali insabbia la nuova legge elettorale

La priorità a riforme costituzionali insabbia la nuova legge elettorale

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“Corriere della sera”, 21 gennaio 2012 Sospettiamo che l’idea di considerare prioritarie le riforme costituzionali serva solo ad insabbiare la riforma elettorale, il provvedimento più atteso dagli italiani anche se il meno gradito ai vertici dei partiti. Se pure vi fosse un accordo su qualche progetto costituzionale – e non risulta che vi sia – sarebbe impossibile, da qui alla fine della legislatura, portare a termine le complesse procedure di approvazione delle leggi costituzionali che richiedono due successive deliberazioni con un intervallo superiore a tre mesi, quindi un voto a maggioranza assoluta delle Camere e, infine, la possibilità di ricorrere al referendum confermativo. La richiesta di partire dalle riforme costituzionali avanzata dal segretario del Pdl Angelino Alfano e dall’o
Perché solo in Italia il clero detta legge?

Perché solo in Italia il clero detta legge?

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"Il Sole24Ore-domenica”, 15 gennaio 2012 Dall’orizzonte italiano difficilmente ci si rende conto di come sia singolare l’atteggiamento della Chiesa cattolica nel nostro paese di fronte alle sfide della modernità che riguardano la nostra vita, dalla nascita alla morte, dalla vita sessuale ai rapporti interpersonali. In nessun altro paese europeo la dottrina religiosa ha un ruolo tanto preponderante nelle scelte bioetiche, e la Chiesa influenza così radicalmente le decisioni politiche e gli orientamenti istituzionali. La linea antimoderna si è consolidata all’epoca delle rivoluzioni costituzionali quando la Chiesa romana è arretrata di fronte ai due grandi nemici che si affermavano in Europa contro gli Ancien Regime, lo Stato moderno e il liberalismo democratico. E’ quel che si legge ne La