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La filocosofia come dialogo

La filocosofia come dialogo

Letture, Ultimissime
L’inquietudine è quello stato d’animo che procura un ansioso turbamento e generalmente sorge quando le certezze tramandateci vacillano sotto i colpi del dubbio e della critica. L’animo non riesce a stare quieto e, come in un movimento continuo ma senza meta, si rivolge su se stesso. Benché l’individuo, soprattutto nei momenti storici di crisi e forti cambiamenti, si trovi a vivere una tale sensazione, non deve demordere anzi proseguire sulla via dell’inquietudine, «insistendo, individualmente e collettivamente, nel domandare, nel tenere aperta una domanda di senso, pur essendo convinti della difficoltà della risposta o delle risposte, su cui aleggia sempre il pericolo del non senso» (p. 24). Proseguire incessantemente nella ricerca e nello studio rappresenta l’«esercizio esistenziale» che
Scarsità od abbondanza

Scarsità od abbondanza

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L’ULTIMO MILIARDO di Paul Collier (Recensione)   Pedagogica lettura che illumina in maniera eloquente le tangibili ragioni della triste esistenza delle ultime sacche di povertà e di sottosviluppo che il mondo, con immenso rammarico non può ignorare; e, nonostante siano ancora in molti a sostenere il contrario, ossia che la vita nel mondo, per la maggior parte dell’umanità stia peggiorando, l’autore spiega in modo molto chiaro come per quattro quinti dell’ umanità le condizioni di vita siano, di fatto, migliorate e continuano a migliorare, grazie ai modelli che proporzionano opportunità alle iniziative degli individui più capaci ed intraprendenti. Infatti, ciò che l’accademico Paul Collier qui espone, conferma come la globalizzazione contribuisce al processo di inclusione dell
Perché Obama sarà ricordato come un grande presidente

Perché Obama sarà ricordato come un grande presidente

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Barack Obama ha accelerato il declino degli Stati Uniti o ha rinnovato la politica del paese più potente del mondo? Ha minato l’egemonia democratica di un’America pronta a risolvere le crisi del globo o ha salvato l’immagine di una nazione deturpata dalle imprese militari? Ha contribuito a risollevare o ad affossare l’economia dei paesi sviluppati? In breve, la sua presidenza ha avuto successo o ha fatto fallimento? Il pamphlet Obama il grande risponde a queste domande sostenendo che il presidente sarà ricordato dagli storici come il leader che ha saputo imprimere agli Stati Uniti una svolta significativa sia in politica estera nella stagione dei grandi mutamenti internazionali, sia in politica interna dove ha dovuto fronteggiare l’inconsueta opposizione radicale dei repubblicani. La svol
Le rotte dell’economia

Le rotte dell’economia

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DIVERSI MA NON TROPPO... 3 NEW DEAL di Wolfgang Schivelbusch (Recensione) Sinistri e Destri accumunati. Per i soliti simpatizzanti degli interventi pubblici nell’economia, la nota onda riformatrice del presunto virtuoso New Deal, a suo tempo, imposta negli Stati Uniti dal presidente Franklin Delano Roosevelt, sono ancora oggi considerati un utile esempio che la politica statalista dovrebbe seguire. Il poco ortodosso personaggio, invece, con quelle sue astratte misure, più retoriche che pragmatiche, lungi dal correggere le vere cause della crisi, invece di sanare gli effetti della Grande Depressione, impressionato dalle allora controverse trasformazioni e tendenze in corso in Europa – per le quali egli aveva nutrito un entusiasmo per niente celato -, non aveva fatto altro che condi
Il federalismo tradito

Il federalismo tradito

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IL MANIFESTO DI VENTOTENE di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi (Recensione) L’Europa di pochi… Nato e cresciuto non lontano dai confini del nostro caro Paese, convivendo intimamente con due culture totalmente distinte, comunicando con i parenti in una lingua, praticandone un’altra in famiglia, ho sempre coltivato l’idea che le differenze etniche, linguistiche e di identità – al pari delle differenze genetiche – che ci distinguono, non sono ostacoli capaci di dividerci in confronti antagonistici, bensì particolari caratteristiche che dovrebbero costituire, invece, utili punti d’incontro fra diversi che ci possono, al contrario, unire e che, se proprio non ci completano, almeno, aggiungono reciprocamente valore e, pertanto, nella misura in cui assimiliamo o trasferiamo parte di tali pr
Archivio Storico del Sannio 2012 : Editoriale

Archivio Storico del Sannio 2012 : Editoriale

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Scrivo questo editoriale il 9 dicembre 2013, esattamente un mese prima che cada il decennale della morte di Norberto Bobbio. Intendiamoci: lo avrei ricordato comunque perché, per poco che si abbia vivo il senso della gratitudine, non è dato dimenticare chi ci educò al gusto del pensare chiaro e diritto. Sennonché scorrendo le pagine che allestiscono questo fascicolo, più veloce e come sorridendo la memoria è tornata al suo magistero. Forse non proprio per il meridionalismo (che, in effetti, fu tema rimasto sugli orli della sua sensibilità) ma certo per i concetti e per gli orientamenti generali del pensiero riconosciamo subito dietro di lui, magari dentro di lui, riassunti e ricomposti in lui, subito avvertiamo quell’aerea, quell’impalpabile cosa che si chiama «aria di famiglia» con i pers
Camurrìa: due facce della stessa medaglia

Camurrìa: due facce della stessa medaglia

Letture, Ti R@cconto
Con una scrittura appassionante e pregna e con un ritmo serrato e coinvolgente Arnolfo Petri offre con il suo primo romanzo Camurrìa (Homo Scrivens edizioni) uno spaccato di vita dolorosa e pulsante, non priva di ironia e di passioni, di momenti di tenerezza e di piccole gioie, dando nuovamente voce a chi una voce non ha più. Arnolfo Petri racconta dell'umanità che si crea tra i due protagonisti detenuti in un luogo e in una terra che spesso negano possibilità di riscatto. Camurrìa è ambientato a Napoli nella sezione protetta del carcere di Secondigliano: quella degli "infami" e dei crimini "vergognosi". Totore, un camorrista detto l'ammazzapreti, e Marcello il professore gridano al mondo, sottovoce, la loro voglia di comprensione, accettazione, ma soprattutto di tenerezza. Due storie di
Dante Marpillero: l’ amico sconosciuto del giovane Mussolini

Dante Marpillero: l’ amico sconosciuto del giovane Mussolini

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A proposito dell'interessante libro di Ulderico Munzi sul periodo in cui il futuro Duce insegnava alle elementari di Tolmezzo - località di nascita di mio padre - credo di poter aggiungere un modesto contributo, riportando un episodio piuttosto sconosciuto dal pubblico che in fondo ha condizionato e cambiato la rotta della nostra storia. Infatti, nel 1906 Mussolini aveva stretto una solida amicizia con l'avvocato Dante Marpillero, zio di mio padre. Da lui stesso mio padre aveva appreso che un sabato, non vedendo Mussolini arrivare all'abituale appuntamento, suo zio si era recato alla locanda dove alloggiava l'amico di Predazzo ed entrando nella sua stanza lo aveva trovato totalmente abbattuto con la pistola carica pronta ad essere utilizzata e sul tavolo un foglietto con il suo messaggio d
Archivio Storico del Sannio gennaio – giugno 2008 (nuova serie)

Archivio Storico del Sannio gennaio – giugno 2008 (nuova serie)

Letture
L’ “Archivio storico del Sannio” non è una rivista monotematica sicché non è sempre facile individuare un filo comune che allacci insieme i vari contributi e li faccia svolgere gemelli gli uni con gli altri. Questa volta, però, non è così. Non è così perché i lavori ospitati nel presente fascicolo hanno un loro cardine elementare che certo cavalca su tempi, soggetti e storie diverse, ma che pure li stringe tutti insieme intorno ad un ideale fondamentale; fondamentale nel senso preciso che per gli autori di cui si ripropone qui il pensiero e l’azione esso costituisce il fondamento su cui riposa il pregio stesso della vita umana. Questo ideale è la libertà. Una libertà da intendere come spazio protetto ed invalicabile in cui l’individuo, affrancato da divieti e da comandi esterni, si avvezza
EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2008

EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2008

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Il lettore dell’Archivio storico del Sannio ormai ci conosce e sa che nei nostri fascicoli le ricerche di storia locale, anche le più minute, anche le più circoscritte, si svolgono sempre gemelle con i temi e le figure della più ampia questione meridionale da cui esse ricevono luce e colore, e comunque quel tanto di respiro ideale per cui non si riducono mai a minuzzoli di erudizione che verrebbe quasi da dire pettegola. E’ proprio per questo, per queste aperture sugli orizzonti del meridionalismo, che segnaliamo caldamente due saggi: il primo di Damiano Iuliano su Giuseppe Abbamonte e il Giornale de’patrioti d’Italia (1797) e il secondo di Elisa Maione su Legislazione e prassi forense nel Decennio francese di Napoli: la figura del patrocinatore. Un burocrate del processo. Iuliano descriv