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Andreotti: le sue fortune dovute anche all’ appoggio del PCI

Andreotti: le sue fortune dovute anche all’ appoggio del PCI

Dibattito
(“Corriere della sera, 8 maggio 2013)   Nelle rievocazioni delle variegate sfaccettature della vita di Giulio Andreotti è mancato, oppure è stato sottovalutato, il sostegno che i comunisti gli offrirono dalla metà degli anni ’70 alla fine degli anni ’80 del Novecento. Il miracolo di una vita pubblica così lunga, oltre che nella sperimentata intelligenza del personaggio, va forse ricercato anche nell’appoggio che gli fu offerto dall’opposizione. Si trattò di un nodo rilevante della politica della Repubblica nella stagione cruciale in cui si accentuava la crisi che portò alla fine del vecchio sistema. La storia, certo, non si fa con se, ma è probabile che se il PCI non avesse più o meno apertamente interloquito, il lungo corso pubblico di Andreotti sarebbe stato interrotto molto prima, e n
L’ Andreottismo ieri e oggi

L’ Andreottismo ieri e oggi

Dibattito
La responsabilità del PCI Receviamo e pubblichiamo l' articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato dal “Il Riformista ",  02 luglio 2011 Vorrei avanzare in forma interrogativa un’ipotesi che a qualcuno potrà apparire azzardata. Quale responsabilità ha la sinistra nella riapparizione, sotto altre forme, del degrado politico che trent’anni or sono si chiamò “andreottismo”, e quali le radici che hanno portato dalla P2 alle altre cosiddette “P”? Il “bisignanismo” d’oggi con i capitoli lobbistici, millantatori e imbroglionistici, è senza dubbio la reincarnazione di quell’andreottismo che fondava la sua variegata consorteria sul potere istituzionale e sotterraneo, su pezzi dell’apparato statale, e sui potentati economici fino a toccare settori delle forze armate. E’ accertato che tra gli anni
In difesa di Berlusconi

In difesa di Berlusconi

Attualità
Ancora una volta la Liberazione dell’ Italia avverrà grazie all’aiuto degli alleati americani! C’è poco da ridere: resta il fatto che siamo un paese a sovranità limitata. Le delegittimazioni dei nostri discutibili leaders di governo vengono, di fatto, decise oltre Atlantico con qualche anno di anticipo e poi scuotono il nostro dibattito politico secondo un copione prestabilito nel suo esito finale. L’ultimo “complotto” appare in tutta la sua evidenza dalle recenti rivelazioni di WikiLeaks: già nel 2009, i suoi collaboratori più fidati descrivevano Berlusconi, in segreto, ai funzionari dell’ambasciata americana come “ debole fisicamente e politicamente”. Domando: << Lo descrivevano come egli effettivamente era o come gli americani desideravano che diventasse?>>. Agli alleati