Tag: benedetto croce

Il Liberalismo può esaurirsi nel tempo. La Libertà no.

Il Liberalismo può esaurirsi nel tempo. La Libertà no.

Dottrine
INTRODUZIONE La Libertà è una chimera. Tutti ne parlano, nessuno l’ha mai vista. Se la si considera nella sua accezione positiva ci si lascia suggestionare dalle mille potenzialità che ci schiude; ma, ragionandoci sopra, si ha l’impressione che non si tratti di libertà vera: è qualcos'altro… Se, invece, la guardiamo nella sua versione negativa, allora ci si imbatte nel paradosso di qualcosa che esiste a contrario, per convesso: insomma, che sostanzialmente non esiste! A questo si aggiunge la totale confusione terminologica che caratterizza i nostri tempi – frutto di un notevole impoverimento culturale anche sul piano politico – per cui spesso si usano i termini in modo improvvisato ed impreciso, per errore o per mistificazione che sia… Oggi si ha l’impressione che la libertà sia
EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2007

EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2007

Letture
L'editoriale di presentazione, questa volta, comincia dalla fine; e precisamente dalla rubrica «in cornice» che di solito chiude l’  Archivio storico del Sannio. Proprio qui il lettore troverà «incorniciato» il lungo saggio che Gaetano Salvemini scrisse nel 1955, quando - venuta l'ora del congedo - egli si provò a stringere nel giro di una elaborazione riassuntiva tutta la sua antica militanza di studioso e di politico meridionalista. Perché iniziare dalla cornice, da Salvemini dunque? Intanto perché nel cinquantennale della morte (avvenuta a Sorrento nel settembre del '57), ci pare giusto trattenere il suo nome sulla china precipite della dimenticanza, specie poi se a questo nome si congiungono idee, temi e sensibilità che riscaldano le fibre più intime della nostra coscienza morale. Inso
Liberalismo e Totalitarismo:  Modelli a confronto

Liberalismo e Totalitarismo: Modelli a confronto

Dottrine
La sfida totalitaria Se rivolgiamo il nostro sguardo alla prima metà del secolo che si è appena concluso, questo nostro mondo ci appare come un immenso mattatoio dove giacciono centinaia di milioni di cadaveri. Corpi rigidi, esangui, smembrati. Le immagini dei filmati dell’epoca trasmesse per non dimenticare ci mostrano corpi congelati per i rigori dei rigidi inverni nord-europei. Corpi arsi tra le dune dei deserti africani. Sagome immobili, galleggianti tra le acque degli oceani dall’Atlantico al Pacifico. Resti umani scarnificati dalle torture inflitte nei campi di concentramento nazisti, nei gulag comunisti o nei campi di rieducazione cambogiani. Davanti a queste immagini, da più di cinquant’anni, affiora nella mente di ognuno la domanda: come è stato possibile? E prima di formulare un