Tag: davide Parascandolo

La cieca esaltazione del renzismo

La cieca esaltazione del renzismo

Attualità
Ad oltre un anno dall’insediamento del Governo Renzi la sensazione instillata nell’opinione pubblica è quella di un esecutivo dinamico, la cui parola d’ordine è cambiamento. Tuttavia, cerchiamo di guardarci da superficiali ed erronee valutazioni. Prima di tutto, il cambiamento a tutti i costi non può essere considerato desiderabile a prescindere. “Il fare” tanto per far vedere che qualcosa si muove non necessariamente implica che ciò che viene fatto sia positivo. Non basta cambiare, ma occorre riformare con raziocinio e attraverso una progettualità solida e davvero votata a dei valori di riferimento che assicurino lo sviluppo della comunità nel suo complesso. Altrimenti stiamo parlando solo di un cambiamento che somiglia tanto al classico specchietto per le allodole. Due esempi su tutti.
Il ciclo di Frenkel

Il ciclo di Frenkel

Attualità
Il presente contributo si prefigge lo scopo di fare il punto, servendoci della teoria economica, sull’attuale stato in cui versa il nostro Paese dopo ormai sei anni di durissima crisi. A tal fine, ci serviremo di uno schema teorico elaborato dall’economista Roberto Frenkel, dell’Università di Buenos Aires. Lo studio che vi è alla base tenta di descrivere dettagliatamente tutte le inevitabili tappe che si susseguono ogni volta che un Paese sviluppato decida di agganciare la propria valuta ad un’area economica più forte, perdendo sovranità e accettando in tal modo di ridursi al rango di un Paese in via di sviluppo. È esattamente il caso italiano all’indomani dell’entrata nell’euro. Le fasi del processo sono essenzialmente sette. Vediamole brevemente una ad una. Nella prima il Paese accetta
Le ragioni dei “populisti”

Le ragioni dei “populisti”

Attualità
Il sito della Treccani tratteggia il populismo come un “atteggiamento ideologico che, sulla base di principi e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi”. Questa definizione è la spia di un cambiamento concettuale. Se, in origine, il movimento populista si sviluppò nella Russia di fine Ottocento con l’obiettivo di promuovere un miglioramento delle classi diseredate che, nella fattispecie, erano costituite da contadini e servi della gleba, con il tempo il concetto ad esso legato è degenerato assumendo una connotazione sempre più negativa, ed è oggi funzionale a quella retorica liberale che, presupponendo (non senza qualche ragione) l’incapacità del “popolo” di occuparsi con cognizione di c
Per una rilettura del keynesismo nell’era dell’austerità

Per una rilettura del keynesismo nell’era dell’austerità

Autori
Il contesto storico John Maynard Keynes deve essere considerato non solo un grande economista, ma un acuto pensatore che ebbe intuizioni le quali indirizzarono le scelte politiche ed economiche dei governi novecenteschi. Per comprendere al meglio le sue idee occorre contestualizzarle ed inserirle in determinate coordinate spazio-temporali. Keynes nacque nel 1883 e morì nel 1946. Il mondo in cui scomparve era totalmente differente da quello in cui vide la luce. Nacque infatti in un mondo in cui si ritenevano indiscutibili e inamovibili valori quali la pace, la prosperità e il progresso materiale. Keynes, però, visse abbastanza a lungo per assistere al completo rovesciamento di tali aspettative. La sua vita lo rese spettatore del crollo dell’impero britannico, insieme con il suo incontras
L’Italicum tra governabilità e democrazia

L’Italicum tra governabilità e democrazia

Attualità
Il dibattito relativo alla governabilità, o meglio quello sulla sua assenza, domina incessantemente da decenni sui media e nell’opinione pubblica nostrana. Essa è assunta come il valore supremo da dover perseguire in una moderna e matura democrazia rappresentativa. Pur essendo un principio assolutamente fondamentale, è opportuno tuttavia intavolare alcune riflessioni inerenti proprio questa supposta maturità, considerazioni peraltro strettamente legate alla peculiare struttura socio-culturale della nostra nazione. Ora, la governabilità è certamente assicurata nel migliore dei modi da un sistema elettorale maggioritario, il quale tende per sua stessa natura a semplificare enormemente il quadro politico, lasciando a contendersi la vittoria pochi attori principali ed esautorando i partiti mi
Il Paese della “decadenza”

Il Paese della “decadenza”

Attualità
Il teatrino cui assistiamo fino allo sfinimento in questi giorni va ben oltre il singolo evento della decadenza di Silvio Berlusconi. Quest’ultima è solo lo specchio di una decadenza più generale, del declino inarrestabile di un paese in cui le istituzioni democratiche si ergono ormai le une contro le altre, in cui il riconoscimento reciproco tra i poteri dello Stato viene meno, in cui l’unica passione civile sembra essere quella di sbranarsi vicendevolmente mentre l’Italia agonizza trafitta da una doppia lama: quella affilatissima di un’Europa che è tutto fuorché solidale e cooperativa, e quella, forse ancor più tagliente e dolorosa, dell’inettitudine di una classe politica che prima ci ha consegnato bellamente nell’abbraccio mortale di trattati europei neanche letti prima di essere ratif
Crisi e disinformazione di massa

Crisi e disinformazione di massa

Dibattito
Qualche sera fa, discorrendo a cena con mio padre, la frase perentoria: “l’Euro è irreversibile a papà”. Bene, diciamo subito che di irreversibile mi sembra esserci soltanto la stupidità (o la malizia) di coloro che continuano a veicolare questa interminabile trama di menzogne a persone che, non per loro colpa, non hanno strumenti, tempo o capacità critica per comprendere correttamente tematiche così delicate e complesse, le quali tuttavia hanno un evidente impatto sulle nostre vite. Per questo motivo, cerchiamo brevemente di fare chiarezza su alcuni punti troppo spesso travisati, distorcendo i quali viene esercitato un insopportabile terrorismo psicologico nei confronti del povero e sprovveduto “elettore medio”. Primo: l’Euro non è affatto irreversibile. Mi dispiace contraddire i vari S
La Repubblica della Tecnica

La Repubblica della Tecnica

SocioStoria
Accade con la Tecnica quanto è già accaduto con Dio: si incomincia a rivolgersi al salvatore per esser salvati e si finisce col volere che sia fatta la sua volontà: la volontà di Dio, la volontà della Tecnica.[1]              La democrazia moderna come tecnocrazia     Le recenti vicissitudini nostrane, vedi governo dei “tecnici” nelle cui sapienti e paterne mani abbiamo gongolato fino a qualche mese orsono, hanno reso evidente l’assoluta predominanza del sapere tecnico, una sorta di rifugio più o meno sicuro e a cui ci si affida dopo che i barbari sono passati con il loro corollario di distruzione e si ha da ricostruire un cumulo di rovine socio-economiche ormai dirute. Dopo di essi, insomma, spazio all’ideale platonico del savio illuminato chiamato a gestire una nave perigliosa
La cultura dell’impunità

La cultura dell’impunità

Attualità
La nostra è la cultura delle belle parole, del detto e del non fatto, dei buoni propositi, delle regole che solo gli altri pare siano tenuti a seguire e del cui rispetto il soggetto moralizzatore di turno sembra essere dispensato, spesso fregiandosi di una sorta di aura di innocenza che ha il sapore dell’arroganza frammista a ignoranza, protervia e inciviltà. Il filo rosso su cui ci stiamo tenendo in equilibrio è molto fragile, già logoro, più volte rammendato (male) e ora sull’orlo della lacerazione definitiva. Il nostro Paese ha stancato, diciamolo chiaramente. È inaffidabile, talmente tanto da suscitare una sorta di irritazione e di intolleranza nei confronti di coloro che lo abitano e lo governano. Vi è una sfiducia reciproca ormai dilagante, il sospetto nei confronti dell’altro ha pre
Dal Pci al Pds: Analisi e interpretazioni del fenomeno postcomunista

Dal Pci al Pds: Analisi e interpretazioni del fenomeno postcomunista

SocioStoria
Introduzione L’obiettivo del presente lavoro è quello di definire, seppur sinteticamente, le linee evolutive del progressivo processo che ha condotto al declino del Pci e alla genesi di una nuova creatura politica, il Pds. Questa finalità sarà perseguita cercando altresì di evidenziare quei fattori culturali, ideologici, politici ed organizzativi che sono cardini imprescindibili per capire la mutazione valoriale e di contesto che ha generato il suddetto processo di cambiamento. Nel fare ciò, dunque, ci serviremo di alcune interpretazioni, cercando di isolare dei temi “forti”, delle linee guida che ci permetteranno di dipanare con più chiarezza la nostra analisi. 1.1 L’approccio istituzionale e organizzativo Il primo approccio di cui ci serviremo è un approccio sostanzialmente empiri