Tag: debito pubblico

Che Europa sia!

Che Europa sia!

Attualità
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un acceso dibattito tra il nostro Presidente del Consiglio e J. C. Juncker intorno alla politica di bilancio adottata dall'Unione Europea, discorso ripreso anche nella recente visita in Italia del Presidente dell'Europarlamento, M. Schulz. Tralasciando le motivazioni tecniche di questi aspri confronti a muso duro, ciò che emerge, alla luce delle recenti prese di posizione anche in tema di migrazione, è un'Europa con molte teste: ogni Paese si dimostra indisponibile ad accettare scelte condivise, mentre propone proprie politiche campanilistiche per salvaguardare interessi nazionali contro il bene comune europeo. Che l'Europa sia in crisi di identità, ma direi anche priva di una vera e propria direzione da seguire, è cosa evidente dai fatti di cui
La calda estate Europea

La calda estate Europea

Attualità
Sembra che si aggirino per l’Europa alcuni fantasmi. Il Mediterraneo si presenta come il teatro dove vanno in scena le contraddizioni dell’Occidente: gli immensi sbarchi degli immigrati, il terrorismo dell’ISIS e i movimenti populisti. Non solo il meridione ma anche il settentrione sembra si stia sfaldando. L’Ungheria vuole costruire un muro lungo il confine con la Serbia; il Regno Unito sembra interessato ad uscire dall’Unione Europea, confermando la sua natura isolazionistica; i popoli Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) chiedono che anche i paesi meridionali rispettino, come loro prima di questi, le regole dell’austerity, portando a termine le riforme strutturali richieste dall’Europa; in fine, non bisogna dimenticare il conflitto in Ucraina.    Questo è lo scenario, questi i fatti,
Il ciclo di Frenkel

Il ciclo di Frenkel

Attualità
Il presente contributo si prefigge lo scopo di fare il punto, servendoci della teoria economica, sull’attuale stato in cui versa il nostro Paese dopo ormai sei anni di durissima crisi. A tal fine, ci serviremo di uno schema teorico elaborato dall’economista Roberto Frenkel, dell’Università di Buenos Aires. Lo studio che vi è alla base tenta di descrivere dettagliatamente tutte le inevitabili tappe che si susseguono ogni volta che un Paese sviluppato decida di agganciare la propria valuta ad un’area economica più forte, perdendo sovranità e accettando in tal modo di ridursi al rango di un Paese in via di sviluppo. È esattamente il caso italiano all’indomani dell’entrata nell’euro. Le fasi del processo sono essenzialmente sette. Vediamole brevemente una ad una. Nella prima il Paese accetta
Renzi: dopo l’europee i mondiali!!!

Renzi: dopo l’europee i mondiali!!!

Attualità
L’immediato futuro, almeno fino a settembre, del presidente Renzi dipenderà dalle sorti della nostra nazionale di calcio in Brasile. Un insperato successo, basterebbe anche una finale persa contro il Brasile, farebbe salire le percentuali di gradimento dell’azione governativa oltre ogni innalzamento dello spread, ed oltre ogni indice di aumento della disoccupazione. Intanto, fino a quando gli Azzurri non saranno eliminati, la compagine governativa potrà dormire indisturbata sonni tranquilli. Dopo il calcio di inizio della prima partita, gli incorruttibili grillini, i patriottici fratelli d’Italia, gli atei cattocomunisti e i devoti cattolici: renziani, alfaniani, casiniani,tutti in coro, facendo involontariamente la felicità degli ultimi berlusconiani, grideranno: “Forza Italia!!!”. E c
Crisi e disinformazione di massa

Crisi e disinformazione di massa

Dibattito
Qualche sera fa, discorrendo a cena con mio padre, la frase perentoria: “l’Euro è irreversibile a papà”. Bene, diciamo subito che di irreversibile mi sembra esserci soltanto la stupidità (o la malizia) di coloro che continuano a veicolare questa interminabile trama di menzogne a persone che, non per loro colpa, non hanno strumenti, tempo o capacità critica per comprendere correttamente tematiche così delicate e complesse, le quali tuttavia hanno un evidente impatto sulle nostre vite. Per questo motivo, cerchiamo brevemente di fare chiarezza su alcuni punti troppo spesso travisati, distorcendo i quali viene esercitato un insopportabile terrorismo psicologico nei confronti del povero e sprovveduto “elettore medio”. Primo: l’Euro non è affatto irreversibile. Mi dispiace contraddire i vari S
Un ritorno all’ economia di mercato civile: il perseguimento del bene comune

Un ritorno all’ economia di mercato civile: il perseguimento del bene comune

Dibattito
Che la politica economica dei governi italiani degli ultimi anni abbia perso la bussola dei veri principi liberali si era già capito da un bel po’, anche durante le tante campagne elettorali, ma la confusione che sta imperversando per il varo della manovra economica, ancora in discussione, è la conferma di un vecchio modo di fare politica, più vicino ad interessi di una parte soltanto, più forte e determinante, piuttosto che al benessere collettivo. Le linee lungo le quali si sta muovendo il provvedimento sono fondate sull’ipocrisia, sull’insulto contro quelli che sono i veri principi ispiratori di uno Stato liberale, privandolo di un serio progetto industriale di crescita e di progresso, senza spirito innovatore che riporti il sistema verso lo sviluppo economico. Manca il coraggio del lib
Un taglio netto all’ Italia

Un taglio netto all’ Italia

Attualità
La manovra finanziaria varata dall’Esecutivo di centro – destra, quello che non doveva mettere le mani nelle tasche dei cittadini e contribuenti italiani, probabilmente sarà un toccasana per il bilancio pubblico dello Stato. Prima doveva avere un saldo pari a zero euro, poi di qualche milione, ora di quasi ottanta milioni di Euro. Non siamo in grado di dire con certezza se verrà raggiunto il pareggio dei conti nel 2014, così come nei programmi e nei richiami dell’Unione Europea. Certamente manca, a detta anche degli addetti ai lavori, un vera e propria riforma liberale, perché di liberale, questa manovra, ha veramente poco o nulla. Piuttosto, comporta una vera e propria miccia al sistema economico, che cerca timidamente di uscire da una lunga e profonda recessione. Cerca. Perché la fine de