Tag: economia

Good bye UK! Good bye UE!

Good bye UK! Good bye UE!

Attualità
L’Unione Europea appare sempre più come una di quelle noiosissime ma obbligatorie cene di famiglia, intesa in senso patriarcale, dove si incontrano zii e cugini che si preferirebbe non vedere. E proprio la Gran Bretagna, la più isolazionistica tra i commensali, una sorta di zia zitella, decide di abbandonare il banchetto. Ebbene sì, la Gran Bretagna, attraverso un referendum popolare, ha chiesto ai suoi cittadini se rimanere o lasciare l’UE. Il popolo ha scelto di andarsene. Il Vecchio Continente è stato travolto da un’onda indipendentista e autonomista. I movimenti populisti ed euroscettici di Francia, Olanda e Italia chiedono ad alta voce di indire un referendum anche per i loro paesi. Signori, i bulli sono tornati in azione. In nome di una presunta sovranità nazionale, di una forza co
Le rotte dell’economia

Le rotte dell’economia

Letture
DIVERSI MA NON TROPPO... 3 NEW DEAL di Wolfgang Schivelbusch (Recensione) Sinistri e Destri accumunati. Per i soliti simpatizzanti degli interventi pubblici nell’economia, la nota onda riformatrice del presunto virtuoso New Deal, a suo tempo, imposta negli Stati Uniti dal presidente Franklin Delano Roosevelt, sono ancora oggi considerati un utile esempio che la politica statalista dovrebbe seguire. Il poco ortodosso personaggio, invece, con quelle sue astratte misure, più retoriche che pragmatiche, lungi dal correggere le vere cause della crisi, invece di sanare gli effetti della Grande Depressione, impressionato dalle allora controverse trasformazioni e tendenze in corso in Europa – per le quali egli aveva nutrito un entusiasmo per niente celato -, non aveva fatto altro che condi
Scontro di civiltà o confronti di antagonismi epocali?

Scontro di civiltà o confronti di antagonismi epocali?

Attualità
Il controverso paradigma del cosiddetto Scontro di Civiltà ipotizzato allo scadere del secolo scorso dal noto saggio di Samuel Huntigton, sembra emulare un po’ il concetto di un’altra opera di similare ispirazione -Tramonto dell’Occidente- teorizzato da Spengler ed introdotto in Italia dall’autore nostrano Evola tuttora noto per le sue inclinazioni razziste, su tesi che saranno opportunamente prese in prestito dai reazionari nostalgici della romanità con le quali pretendevano attribuirsi l’eredità del glorioso passato storico, che l’italica stirpe, legittima depositaria, doveva rivivere con tanto di sfarzo architettonico imperiale e saluto romano del “virtuoso” regime fascista. Quel periodo è tramontato ed i deleteri risultati che, purtroppo, ne sono derivati li conosciamo abbastanza be
Il Socialismo Marxista

Il Socialismo Marxista

Dottrine
Il socialismo marxista, utilizzato spesso e volentieri come sinonimo di comunismo o organicismo marxiano, è sicuramente quello più famoso e più conosciuto; basta pensare che molti stati e forze politiche ancora oggi si definiscono marxisti e annoverano K. Marx tra i propri padri spirituali. Per meglio esporre il pensiero di Marx e del suo inseparabile amico, Engels, è necessario partire dalla concezione materialistica della storia, fulcro di tutta la filosofia dei due autori tedeschi.    La concezione materialistica della storia è la filosofia della storia ideata nell’Ideologia tedesca (1846), destinata a rimanere il costante background di tutte le opere della maturità. Marx ed Engels si propongono di spiegare i pensieri degli uomini prendendo le mosse dalle loro concrete condizioni di e
La Repubblica della Tecnica

La Repubblica della Tecnica

Sociologia
Accade con la Tecnica quanto è già accaduto con Dio: si incomincia a rivolgersi al salvatore per esser salvati e si finisce col volere che sia fatta la sua volontà: la volontà di Dio, la volontà della Tecnica.[1]              La democrazia moderna come tecnocrazia       Le recenti vicissitudini nostrane, vedi governo dei “tecnici” nelle cui sapienti e paterne mani abbiamo gongolato fino a qualche mese orsono, hanno reso evidente l’assoluta predominanza del sapere tecnico, una sorta di rifugio più o meno sicuro e a cui ci si affida dopo che i barbari sono passati con il loro corollario di distruzione e si ha da ricostruire un cumulo di rovine socio-economiche ormai dirute. Dopo di essi, insomma, spazio all’ideale platonico del savio illuminato chiamato a gestire una nave periglios
Grazie casta! I cittadini, salvati dal default, ringraziano la tecno-casta

Grazie casta! I cittadini, salvati dal default, ringraziano la tecno-casta

Sociologia
Era naturale che, dopo il crollo del Muro di Berlino, anche se in modo lento, progressivo ed inesorabile, si dissolvessero i partiti politici portatori di quelle ideologie con i tratti tipici della visione religiosa. Insomma ai partiti la Storia ha tolto definitivamente il compito di creare Uomini Nuovi e Paradisi in Terra. Finalmente non tocca più alle formazioni politiche il compito di salvare l’intera Umanità. Per coltivare questa illusione inutile ed impossibile bastano le promesse delle religioni. Ma a pensarci: il mondo e le anime si sono mai salvate in una Moschea, in una Sinagoga, in una Chiesa o in un qualunque altro luogo di culto? Ma torniamo alla nostra riflessione: dopo la dissoluzione del comunismo, evaporate le ideologie, è apparso inevitabile che, per logica conseguenza
Il senso dell’Indignazione globale

Il senso dell’Indignazione globale

Dibattito
Il fenomeno non è nuovo. Affonda le sue radici nella celeberrima protesta di Seattle (1999), quando per la prima volta si parlò di un “popolo” trasversale rispetto alle tradizionali distinzioni politiche nonché assolutamente refrattario all’idea di farsi partito. I cortei di Seattle ricordarono ad un mondo che stava raggiungendo l’apice della rivoluzione tecnologica ed era in procinto di vivere la sua breve ma intensa liaison con la New Economy che, oltre il muro invisibile dell’egoismo, esisteva ancora una realtà parallela fatta di storie di quotidiana emarginazione, povertà estrema, sfruttamento. Proprio allora, all’alba del Terzo Millennio, mentre la Civiltà Occidentale moderna celebrava la sua supremazia economica ed ideologica, si alzò una voce inequivocabile che esprimeva molto più d
L’economia civile di Giuseppe Palmieri

L’economia civile di Giuseppe Palmieri

Sociologia
La difficile fase congiunturale che stanno attraversando i mercati finanziari di tutto il mondo sono, certamente, la dimostrazione dell’imperfezione del meccanismo economico del mercato. Quello che oggi si avverte in questa pesante fase economica è il senso di vuoto e di smarrimento che pervade l’uomo, i giovani, le famiglie, le imprese stesse, la paura piuttosto che la speranza per il futuro, l’ansia del domani che sta salendo dalle fasce più deboli della popolazione verso il ceto medio, in un’azione di trascinamento verso il basso, lungo sentieri incerti ed impervi. Questo perché l’uomo stesso pone al centro del suo operare soltanto il benessere materiale, come unico obiettivo, in una logica di puro tornaconto personale. “La ricerca esclusiva dell’avere – avrebbe detto Paolo VI nella Pop
Una critica all’ Homo Oeconomicus

Una critica all’ Homo Oeconomicus

Sociologia
Nel corso di questa, oramai, lunga crisi economica e finanziaria che sta ancora attagliando i Paesi Occidentali, oggi resa più acuta dall’inflazione energetica, si sono susseguite diverse analisi introspettive del sistema economico, mettendo sul banco degli imputati il libero mercato e la libera concorrenza, come terreno fertile di nuovi scenari apocalittici. Molto spesso, però, ci si dimentica che il protagonista di ogni situazione in ogni tempo è l’homo oeconomicus. Adam Smith, ne La Ricchezza delle nazioni, metteva a confronto gli animali, in grado da soli di procacciarsi quanto basta per vivere e l’uomo, che aveva obbligatoriamente bisogno degli altri suoi simili nel soddisfare le proprie necessità. Da questa osservazione il pensatore scozzese riteneva che tutto il sistema economico fo
EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2007

EDITORIALE: Archivio Storico del Sannio Gennaio – Giugno 2007

Letture
L'editoriale di presentazione, questa volta, comincia dalla fine; e precisamente dalla rubrica «in cornice» che di solito chiude l’  Archivio storico del Sannio. Proprio qui il lettore troverà «incorniciato» il lungo saggio che Gaetano Salvemini scrisse nel 1955, quando - venuta l'ora del congedo - egli si provò a stringere nel giro di una elaborazione riassuntiva tutta la sua antica militanza di studioso e di politico meridionalista. Perché iniziare dalla cornice, da Salvemini dunque? Intanto perché nel cinquantennale della morte (avvenuta a Sorrento nel settembre del '57), ci pare giusto trattenere il suo nome sulla china precipite della dimenticanza, specie poi se a questo nome si congiungono idee, temi e sensibilità che riscaldano le fibre più intime della nostra coscienza morale. Inso