Tag: europa

Non sapevo come dirlo

Non sapevo come dirlo

Ti R@cconto
Dopo un’interminabile giornata in ufficio Filippe torna a casa e accende la TV: Ore 08:00. Caracas. Manifestazione antigovernativa repressa nel sangue dalle forze dell’ordine. A Londra giovane tunisino si fa saltare in aria davanti allo Stamford Bridge, prima della partita di Champions Chelsea – Real Madrid. Auto bomba a Milano. L’ISIS rivendica l’attentato. Beirut. Attentato terroristico nel cuore della notte, palazzo in fiamme. Dopo quello al Cairo, a Baghdad e a Teheran, questo è il quarto in una settimana in Medio Oriente. Soliti scontri sulla striscia di Gaza. L’opinione internazionale si indigna e l’ONU chiede risposte al governo israeliano, che tace ma tranquillizza   «È un bollettino di guerra!» è il pensiero che attraversa Filippe mentre sta davanti al f
Lo “splendido isolamento”

Lo “splendido isolamento”

Attualità
Quante volte abbiamo ripetuto la frase del Foscolo, “Italiani vi esorto alla storia”. Ma questa frase è valida per tutti le nazioni che hanno una storia, e nella vecchia Europa gli stati affondano le loro radici in secoli e secoli per cui l’invito era valido anche per la Gran Bretagna, che dell’Europa fa parte, almeno dall’epoca di Giulio Cesare , dovendo affrontare un “referendum” sulla uscita dalla attuale Unione Europea, di cui possiamo essere insoddisfatti, ma che aveva posto fine a quelle guerre, che in un secolo dal 1914 al 2016, l’avevano fatta retrocedere dal continente guida e “signore” del mondo da tutti i punti di vista dalla politica, alla cultura alla economia, alla finanza, ed a tutti gli altri settori della vita civile, ad un continente ormai minoritario come popolazione, co
Good bye UK! Good bye UE!

Good bye UK! Good bye UE!

Attualità
L’Unione Europea appare sempre più come una di quelle noiosissime ma obbligatorie cene di famiglia, intesa in senso patriarcale, dove si incontrano zii e cugini che si preferirebbe non vedere. E proprio la Gran Bretagna, la più isolazionistica tra i commensali, una sorta di zia zitella, decide di abbandonare il banchetto. Ebbene sì, la Gran Bretagna, attraverso un referendum popolare, ha chiesto ai suoi cittadini se rimanere o lasciare l’UE. Il popolo ha scelto di andarsene. Il Vecchio Continente è stato travolto da un’onda indipendentista e autonomista. I movimenti populisti ed euroscettici di Francia, Olanda e Italia chiedono ad alta voce di indire un referendum anche per i loro paesi. Signori, i bulli sono tornati in azione. In nome di una presunta sovranità nazionale, di una forza co
Che Europa sia!

Che Europa sia!

Attualità
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un acceso dibattito tra il nostro Presidente del Consiglio e J. C. Juncker intorno alla politica di bilancio adottata dall'Unione Europea, discorso ripreso anche nella recente visita in Italia del Presidente dell'Europarlamento, M. Schulz. Tralasciando le motivazioni tecniche di questi aspri confronti a muso duro, ciò che emerge, alla luce delle recenti prese di posizione anche in tema di migrazione, è un'Europa con molte teste: ogni Paese si dimostra indisponibile ad accettare scelte condivise, mentre propone proprie politiche campanilistiche per salvaguardare interessi nazionali contro il bene comune europeo. Che l'Europa sia in crisi di identità, ma direi anche priva di una vera e propria direzione da seguire, è cosa evidente dai fatti di cui
Il federalismo tradito

Il federalismo tradito

Letture
IL MANIFESTO DI VENTOTENE di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi (Recensione) L’Europa di pochi… Nato e cresciuto non lontano dai confini del nostro caro Paese, convivendo intimamente con due culture totalmente distinte, comunicando con i parenti in una lingua, praticandone un’altra in famiglia, ho sempre coltivato l’idea che le differenze etniche, linguistiche e di identità – al pari delle differenze genetiche – che ci distinguono, non sono ostacoli capaci di dividerci in confronti antagonistici, bensì particolari caratteristiche che dovrebbero costituire, invece, utili punti d’incontro fra diversi che ci possono, al contrario, unire e che, se proprio non ci completano, almeno, aggiungono reciprocamente valore e, pertanto, nella misura in cui assimiliamo o trasferiamo parte di tali pr
Il trionfo dell’ egoismo ed il sonno della ragione

Il trionfo dell’ egoismo ed il sonno della ragione

Attualità
La visione dei risultati delle elezioni regionali tenutesi il 27 settembre in Catalogna , anche se i partiti separatisti non hanno raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, essendosi fermati al 47,8%, mi ha provocato una sensazione di sconforto , se non di pena, perché nel successo degli indipendentisti non ho visto il trionfo né della libertà e della democrazia , ma il trionfo degli arrivismi, ( così avranno ministri, ambasciatori, posti all’ ONU, alla Unesco e così via) e degli egoismi, specie fiscali e monetari, il tutto in una visione retrograda e non avveniristica della società catalana. Il sonno della ragione genera mostri, e la pena e la tristezza sono aumentate quando abbiamo visto e letto che in questo successo sono stati determinanti i giovani che invece di guardar
Per una nuova Europa un Sud protagonista

Per una nuova Europa un Sud protagonista

Attualità
Le recenti vicende, riguardanti l’immigrazione e la Grecia, hanno messo a nudo un’Europa con regole inadeguate e in difficoltà a dare speranza ai suoi cittadini, in particolare a quelli che stanno pagando i prezzi più alti della crisi. Negli ultimi anni, essa non ha posto la persona “al centro della sua azione” com'è scritto nel Preambolo della sua Carta dei diritti; anzi, ha imposto, come nel caso della Grecia, misure senza valutarne le conseguenze sulle vite delle persone.      Le sue scelte, le sue contraddizioni, le incertezze e gli egoismi emersi, stanno ridando fiato ai nazionalismi che, individuati come l’origine di ogni guerra, spinsero Ernesto Rossi e Altiero Spinelli a scrivere il Manifesto di Ventotene, ispirando per l’Europa il più grande progetto di pace e di sviluppo di una
La calda estate Europea

La calda estate Europea

Attualità
Sembra che si aggirino per l’Europa alcuni fantasmi. Il Mediterraneo si presenta come il teatro dove vanno in scena le contraddizioni dell’Occidente: gli immensi sbarchi degli immigrati, il terrorismo dell’ISIS e i movimenti populisti. Non solo il meridione ma anche il settentrione sembra si stia sfaldando. L’Ungheria vuole costruire un muro lungo il confine con la Serbia; il Regno Unito sembra interessato ad uscire dall’Unione Europea, confermando la sua natura isolazionistica; i popoli Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) chiedono che anche i paesi meridionali rispettino, come loro prima di questi, le regole dell’austerity, portando a termine le riforme strutturali richieste dall’Europa; in fine, non bisogna dimenticare il conflitto in Ucraina.    Questo è lo scenario, questi i fatti,
Sinistra sulla carta altro nei fatti

Sinistra sulla carta altro nei fatti

Attualità
E’ difficile catalogare Renzi, i suoi propositi e quello che ritiene di essere e rappresentare. Non c’è coerenza tra le sue parole, i suoi scritti e i fatti. Sulla carta sembra avere un progetto ma, poi, dice quello che valuta utile a ottenere più consenso e fa ciò che, attraverso accordi o patti, gli permette di gestire comunque il potere. La nota di Renzi nell’ultima edizione di “Destra e Sinistra” di N. Bobbio sembra essere il suo manifesto-programma. La lettura di “ La terza via” di Antony Giddens, l’ispiratore della politica di Tony Blair, ci aiuta a comprenderne meglio le linee di fondo e i riferimenti culturali. E’ un percorso che, condivisibile o non, rimane nell’alveo della sinistra, cui non chiede di rinunciare al proprio ruolo ma di assolverlo in modi nuovi e moderni dettati da
Il ciclo di Frenkel

Il ciclo di Frenkel

Attualità
Il presente contributo si prefigge lo scopo di fare il punto, servendoci della teoria economica, sull’attuale stato in cui versa il nostro Paese dopo ormai sei anni di durissima crisi. A tal fine, ci serviremo di uno schema teorico elaborato dall’economista Roberto Frenkel, dell’Università di Buenos Aires. Lo studio che vi è alla base tenta di descrivere dettagliatamente tutte le inevitabili tappe che si susseguono ogni volta che un Paese sviluppato decida di agganciare la propria valuta ad un’area economica più forte, perdendo sovranità e accettando in tal modo di ridursi al rango di un Paese in via di sviluppo. È esattamente il caso italiano all’indomani dell’entrata nell’euro. Le fasi del processo sono essenzialmente sette. Vediamole brevemente una ad una. Nella prima il Paese accetta