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FLI e Lega: Fini comuni?

FLI e Lega: Fini comuni?

Attualità
Bossi pretende il varo del federalismo da poter esibire al suo elettorato in caso di elezioni anticipate. Infatti, una crisi al buio, potrebbe provocare la dissoluzione definitiva del progetto federalista inseguito dalla Lega, per un ventennio. Quindi, al leader del carroccio conviene una crisi pilotata proprio come la ha disegnata Fini: dimissioni del premier, reincarico lampo allo stesso Berlusconi per formare un nuovo governo con l' inclusione dell' UDC nella maggioranza. Il Presidente del Consiglio però non crede alle promesse di Fini e teme un agguato che possa privarlo del ruolo di capo dell' esecutivo e delle immunità che né derivano. Dal canto suo, Fini non può fare a meno della riforma elettorale. Infatti con le attuali regole, e in caso di elezioni anticipate, il FLI risulte
Qualcosa sta cambiando in Italia

Qualcosa sta cambiando in Italia

Attualità
La scena politica italiana sta attraversando un periodo difficile e confuso. Il Presidente del Consiglio è l’imputato di un processo, che lo vede accusato dei reati di concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile. Gianfranco Fini, dopo il congresso che sarebbe dovuto essere costituente del nuovo partito (Fli), comincia a perdere i pezzi. Naturalmente di questo momento ne approfitta la carta stampata e i talk-show, che si spacciano per programmi di approfondimento; l’audience cresce, la popolazione si divide e fa il tifo per una delle due parti, mentre l’Italia cade a picco, in quanto a crescita, opportunità e diciamolo forte dignità. Si dignità. La manifestazione al Pala Sharp di Milano del 5 Febbraio scorso ha mobilitato esponenti del mondo intellettuale e non solo, tra cui
La politica dei fatti non ha soluzioni per i giovani disoccupati

La politica dei fatti non ha soluzioni per i giovani disoccupati

Attualità
Unico ammortizzatore sociale resta la famiglia Anno nuove … cose vecchie. Alla macchina del fango si aggiunge il gossip: D’Alema a Sankt Moritz ovvero “il comunista in cachemire”. Tremonti chiude i cordoni della borsa al presidente del Consiglio. E questi non può dispensare elemosine ai suoi potenziali elettori sotto forma di alleggerimento della pressione fiscale. E tantomeno investire in inutili opere pubbliche. Casini, il suo vice Fini, ed il vice del vice Rutelli, dopo aver costituito il terzo polo, ovvero il Partito dei Vice, strizzano l’occhio a Tremonti prospettandogli la possibilità di diventare presidente del Consiglio. Bossi frena le ambizioni del titolare dell’Economia e agita lo spettro del federalismo, ma intanto tiene Berlusconi sui carboni ardenti. Questa e’ la Destra c