Tag: Giovanni Maria Sini

Superare la non democrazia

Superare la non democrazia

Attualità
Ho già detto e scritto altre volte che non vivo grazie alla politica. Nutro temporanee passioni che mi spingono a ragionare sulle opportunità politiche, nell'interesse del paese in cui vivo, ancora e sempre prima di quello personale. L'esito delle ultime elezioni mi vede far parte del corpo elettorale di quella coalizione di centrosinistra che, pur avendo ottenuto alla Camera un premio di maggioranza, di stretta misura, non ha superato al Senato lo scoglio dell'infame legge elettorale, tuttora vigente per colpevole inettitudine dell'intera classe politica, di destra, di centro e di sinistra. Questa vittoria dimezzata non ha suscitato in me particolari sorprese, perchė attesa, benchė sostenitore dell'offerta politica che ritenevo meno distante dal mio modestissimo punto di vista, meno da
Quo Vadis, Italia?

Quo Vadis, Italia?

Attualità
Tra (ri)discese ardite e (ri)salite in campo, l’offerta politica per le prossime elezioni vorrebbe mettere definitivamente in discussione l’illusionismo bipolarista che, in questi ultimi vent’anni, molti hanno visto, spacciato e creduto come definitivamente acquisito. La provvisorietà del sistema italiano, reso forzatamente maggioritario da improbabili formule e alchimie elettorali, si è dimostrata tale in tutte le recenti esperienze di governo. Nel nostro panorama politico hanno continuato a (soprav)vivere e proliferare le divisioni, la difesa delle singole corporazioni a danno dell’interesse comune e della stabilità che, come appare oramai acclarato ed evidente, se non accompagnata dalla solidità d’un assetto autenticamente e convintamente maggioritario, non può discendere da nessun si
Endorsement pro Bersani: l’appello alla sobrietà come preambolo alla nuova questione morale

Endorsement pro Bersani: l’appello alla sobrietà come preambolo alla nuova questione morale

Attualità
Correva l’anno 1981, in una nota intervista concessa a “La Repubblica” Enrico Berlinguer sollevava, con largo anticipo rispetto al successivo precipitare degli eventi, il tema e la centralità della questione morale. L'attualità di quelle frasi resta inalterata ed assume, oggi più che mai, un valore dirompente, soprattutto se si considera che quello stesso vizio ha, talvolta, contagiato coloro che potevano, sino a ieri, menar vanto, a ragione e a testa alta, della loro diversità e della loro distanza dal malaffare. Ecco, anche per noi che non siamo mai stati figli e seguaci del comunismo, né di rigide ortodossie o fideismi, alcuni passaggi di quelle parole profetiche e sin qui inascoltate. I Partiti, la società e il bene comune. ‘…I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e
Tra antipolitica e antiparlamentarismo: il rischio della messa in mora della democrazia.

Tra antipolitica e antiparlamentarismo: il rischio della messa in mora della democrazia.

Dibattito
L’attuale ondata di antipolitica spesso si esprime in contestazione indistinta e indistinguibile che accomuna diversi personaggi tutti protesi all’inseguimento d’un consenso nell’area del dissenso o interessati a captare l’elettorato in libera uscita. Naturalmente la portata della crisi economica che, per incapacità politica, si accresce sempre di più e aumenta le disparità, favorisce questo clima sempre più avvelenato e il divario tra la rappresentanza e i (non più) rappresentati. Con l’aggravarsi delle tensioni politiche, che tracimano in ambito sociale, l’antipolitica sta assumendo, in molte occasioni, la veste dell’antiparlamentarismo. Un connotato che in Italia non è certo una novità. Ecco qual è l’aspetto terrifico di quel che sta maturando. Ci troviamo davanti ad una situazione
Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Dibattito
La democrazia rappresentativa è morta anche perchè, con assoluta noncuranza, si è troppo a lungo trascurata la tutela del rapporto elettore/eletto. Il divieto del mandato imperativo, andrebbe oggi rivisto all’indomani di tutte le storture cui ha dato origine. L’esercizio parlamentare, senza vincolo di mandato, si è, nei fatti e nelle (allegre e cattive) abitudini, esteso all’irresponsabilità pressochè assoluta, nei confronti della propria dichiarata, originaria appartenenza e del corpo elettorale che, sulla base delle idee, della collocazione e dei programmi, esprime il suo voto ed il suo consenso. Bisognerebbe concepire un’integrazione grazie alla quale, nel caso di totale disattesa dei presupposti di questa delega, si ricorra ad elezioni suplettive (nel collegio/circoscrizione in cui