Tag: governo

Se manca l’alternativa

Se manca l’alternativa

Attualità
Oggi non c’è un'alternativa europeista al governo Renzi e, purtroppo, neppure è pronosticabile per un domani ravvicinato. Questa condizione fa male alla democrazia e non stimola l’attuale governo a fare bene.      La rapidità dei mutamenti è sempre più urgente. I ritardi dell’Italia e dell’Europa sono sempre più pesanti. La frenesia attivistica di Renzi è sovente pasticciata e poco coerente con i canoni della democrazia liberale, più consona alla politica dell’emergenza che a un progetto organico di società e di Stato. E’, però, quella più compresa, considerando il marasma un po’ isterico un po’ rassegnato della nazione e la miseria delle alternative politiche.      A destra s’intrecciano il lepenismo di Salvini e il decadente berlusconismo, mentre la componente moderata è debole
Cambiare si deve ma in meglio

Cambiare si deve ma in meglio

Attualità
Gli italiani chiedono a Renzi di cambiare, di ammodernare lo Stato, di fare presto e bene. Purtroppo, tra le cose proposte, fino ad ora, dal Presidente del Consiglio non s'intravede il disegno di un modello di democrazia rispondente all’oggi, che ci affianchi alle grandi democrazie europee; manca l'idea di nuova struttura dello Stato che assicuri maggiore partecipazione e un equilibrato rapporto tra i diversi poteri, da realizzare con la massima e libera condivisione. Nel frattempo, invece, le riforme già venute alla luce tendono a restringere gli spazi di decisione dei cittadini, sembrano slegate tra loro e vanno definendosi per approssimazioni dettate dalla contingenza e dai patti. Renzi respinge con sdegno il fatto che, nonostante la sua continua ricerca di mediazioni, gli giungano acc
Ecco il Governo Renzi!!!…e adesso?

Ecco il Governo Renzi!!!…e adesso?

Attualità
Se è questo il governo del rottamatore possiamo veramente sperare in un programma rivoluzionario. Scherzi a parte, sospendiamo il giudizio e valuteremo nelle prossime settimane la reale capacità riformistica ed innovatrice della nuova compagine governativa. Certo si può già ipotizzare che il ministero della Giustizia non perseguirà una linea giustizialista. E Berlusconi potrà stare più tranquillo. Sicuramente il ministero dell’economia si atterrà alle indicazioni della Troika e, quindi, anche le banche potranno stare tranquille, meno sereni saranno i risparmiatori. Compromessi, questi, necessari per realizzare quelle riforme costituzionali – come la riforma del Senato – che richiedono una maggioranza più ampia ? Forse. Vedremo. Insomma: se i compromessi accettati da Renzi con la destra
Letta, Renzi e il panegirico sui quarantenni

Letta, Renzi e il panegirico sui quarantenni

Attualità
In occasione della conferenza stampa, tenuta prima di Natale, il presidente Letta, in concorrenza con Matteo Renzi, ci ha inondato di retorica con il panegirico sull’avvento dei quarantenni prospettato come fatto “epocale” senza precedenti, segnale del nuovo e del cambiamento. E’ stato subito mutuato da molta parte dell’informazione specialmente radiotelevisiva che ora sempre più spesso chiama il capo del governo "il quarantenne Letta" invece che" il Presidente Letta", come se quello fosse il suo titolo distintivo. La realtà è che ciò che è avvenuto non è per niente una grande, rivoluzionaria e significativa novità. Il più giovane Presidente del Consiglio della storia d’Italia è stato Mussolini nel 1922 a trentanove anni. Nell’era repubblicana il più giovane è stato Goria nel 1987 a quara
La cultura dell’impunità

La cultura dell’impunità

Attualità
La nostra è la cultura delle belle parole, del detto e del non fatto, dei buoni propositi, delle regole che solo gli altri pare siano tenuti a seguire e del cui rispetto il soggetto moralizzatore di turno sembra essere dispensato, spesso fregiandosi di una sorta di aura di innocenza che ha il sapore dell’arroganza frammista a ignoranza, protervia e inciviltà. Il filo rosso su cui ci stiamo tenendo in equilibrio è molto fragile, già logoro, più volte rammendato (male) e ora sull’orlo della lacerazione definitiva. Il nostro Paese ha stancato, diciamolo chiaramente. È inaffidabile, talmente tanto da suscitare una sorta di irritazione e di intolleranza nei confronti di coloro che lo abitano e lo governano. Vi è una sfiducia reciproca ormai dilagante, il sospetto nei confronti dell’altro ha pre
Occorre una vera rivoluzione culturale

Occorre una vera rivoluzione culturale

Attualità
L’Italia vive una crisi profonda che è anche culturale. Per farvi fronte, i provvedimenti necessari, economici e di adeguamento istituzionale, non sono neutri nella loro ricaduta sulle parti sociali, secondo che siano ispirati dalla destra o dalla sinistra: quelli presi fino ad ora hanno arricchito il dieci per cento degli italiani già ricchi e impoveriti tutti gli altri. In ogni caso, perché essi realizzino risultati apprezzabili e duraturi, si dovrebbero accompagnare con una vera rivoluzione culturale, come quella che portò i nostri padri a stilare la Carta Costituzionale più avanzata e moderna del mondo e che oggi ci potrebbe guidare ad attuarla finalmente in tutte le sue parti. Solo allora e quando i principi che la Costituzione ispira, i diritti che essa dà e i doveri cui chiama sara
L’insostenibile leggerezza del … governo Bersani-Grillo?

L’insostenibile leggerezza del … governo Bersani-Grillo?

Attualità
Non ho votato per Grillo. Ancora adesso trovo inquietante l’invasione in Parlamento degli eletti nella lista M5S. Mi spaventa il giacobinismo dei loro leaders, ma non penso che scomoderanno la signora ghigliottina. Mi dissocio dai commentatori che, per paura del nuovo, annunciano terrificanti scenari per il futuro della democrazia nel nostro paese. Cerchiamo di vederne gli aspetti positivi di questa festosa invasione. Primo aspetto: dove già governano, nelle amministrazioni regionali e comunali, i rappresentanti del M5S hanno dato esempio di serietà, impegno ed onestà. Secondo aspetto: la loro presenza nelle istituzioni abbassa la percentuale  di inquisiti, rinviati a giudizio e di condannati in primo grado. Terzo aspetto: non hanno pregiudizi ideologici vetero cattocomunisti o vetero
Quo Vadis, Italia?

Quo Vadis, Italia?

Attualità
Tra (ri)discese ardite e (ri)salite in campo, l’offerta politica per le prossime elezioni vorrebbe mettere definitivamente in discussione l’illusionismo bipolarista che, in questi ultimi vent’anni, molti hanno visto, spacciato e creduto come definitivamente acquisito. La provvisorietà del sistema italiano, reso forzatamente maggioritario da improbabili formule e alchimie elettorali, si è dimostrata tale in tutte le recenti esperienze di governo. Nel nostro panorama politico hanno continuato a (soprav)vivere e proliferare le divisioni, la difesa delle singole corporazioni a danno dell’interesse comune e della stabilità che, come appare oramai acclarato ed evidente, se non accompagnata dalla solidità d’un assetto autenticamente e convintamente maggioritario, non può discendere da nessun si