Tag: legge elettorale

Questa è l’ Italia!

Questa è l’ Italia!

Attualità
Quando si è presi da sentimenti contrastanti non è facile trovare l’apertura adatta per un contributo sul nostro Paese. Per questo sarebbe meglio sorvolare ed entrare direttamente in argomento. I sentimenti contrastanti vengono fuori proprio dalla quotidianità del nostro Paese. Un condannato in via definitiva che continua, con l’appoggio dell’azionista di maggioranza dell’attuale governo, a tessere la tela sulle riforme necessarie all’Italia, sulle quali nemmeno lui stesso è stato in grado di legiferare. Si parla di legge elettorale come se fosse il toccasana dei nostri problemi, il solito pasticcio all’italiana, che dovrebbe delineare chiaramente il vincitore delle elezioni, cioè tutti e due, maggioranza di sinistra e maggioranza di destra. Quasi a non voler mollare la presa, riuscendo a
Cambiare si deve ma in meglio

Cambiare si deve ma in meglio

Attualità
Gli italiani chiedono a Renzi di cambiare, di ammodernare lo Stato, di fare presto e bene. Purtroppo, tra le cose proposte, fino ad ora, dal Presidente del Consiglio non s'intravede il disegno di un modello di democrazia rispondente all’oggi, che ci affianchi alle grandi democrazie europee; manca l'idea di nuova struttura dello Stato che assicuri maggiore partecipazione e un equilibrato rapporto tra i diversi poteri, da realizzare con la massima e libera condivisione. Nel frattempo, invece, le riforme già venute alla luce tendono a restringere gli spazi di decisione dei cittadini, sembrano slegate tra loro e vanno definendosi per approssimazioni dettate dalla contingenza e dai patti. Renzi respinge con sdegno il fatto che, nonostante la sua continua ricerca di mediazioni, gli giungano acc
Ecco il Governo Renzi!!!…e adesso?

Ecco il Governo Renzi!!!…e adesso?

Attualità
Se è questo il governo del rottamatore possiamo veramente sperare in un programma rivoluzionario. Scherzi a parte, sospendiamo il giudizio e valuteremo nelle prossime settimane la reale capacità riformistica ed innovatrice della nuova compagine governativa. Certo si può già ipotizzare che il ministero della Giustizia non perseguirà una linea giustizialista. E Berlusconi potrà stare più tranquillo. Sicuramente il ministero dell’economia si atterrà alle indicazioni della Troika e, quindi, anche le banche potranno stare tranquille, meno sereni saranno i risparmiatori. Compromessi, questi, necessari per realizzare quelle riforme costituzionali – come la riforma del Senato – che richiedono una maggioranza più ampia ? Forse. Vedremo. Insomma: se i compromessi accettati da Renzi con la destra
Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Attualità
Per la nostra Costituzione la legge elettorale dovrebbe garantire innanzitutto il legame tra l’eletto e i suoi elettori. Chi viene eletto dovrebbe dare voce e rappresentanza politica a chi lo ha votato e a questi rendere conto degli impegni assunti in occasione della campagna elettorale. La riforma proposta continua a tradire questo concetto, come già faceva l’abrogato Porcellum. Essa, senza le preferenze o l’uninominale, priva i cittadini della possibilità di scegliere e lega i futuri eletti alla volontà delle segreterie dei partiti che li hanno designati, più spesso dei soli capi. E’ dominata dalla ricerca non di quello più utile all’Italia, ma del modo di vincere, di come depotenziare i partiti più piccoli e far fuori Grillo. E’ la ragione per cui Berlusconi e Renzi hanno accuratamente
Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

Analisi di Massimo Teodori sulla proposta di legge elettorale Renzi – Berlusconi

Dibattito
PoliticaMagazine.it ospita un confronto a più voci sulla proposta di riforma della legge elettorale. Apriamo il confronto con le acute riflessioni del prof. Massimo Teodori. D. La riforma proposta garantirà la stabilità e la governabilità politica? R. Stabilità e governabilità sono due concetti diversi. La stabilità è un criterio politico che supera la logica dei numeri. Quanto alla governabilità non c’è dubbio che un tale sistema ipermaggioritario che assomma tre criteri: a) un notevole premio di maggioranza a chi raggiunge il 37%, b) soglie di sbarramento alte e differenziate tra chi fa parte delle coalizioni e chi non ne fa parte, e c) l’attribuzione dei seggi del premio di maggioranza solo a chi supera la soglia del 4,5%, porta inevitabilmente alla formazione alla Camera (e al Se
La priorità a riforme costituzionali insabbia la nuova legge elettorale

La priorità a riforme costituzionali insabbia la nuova legge elettorale

Dibattito
“Corriere della sera”, 21 gennaio 2012 Sospettiamo che l’idea di considerare prioritarie le riforme costituzionali serva solo ad insabbiare la riforma elettorale, il provvedimento più atteso dagli italiani anche se il meno gradito ai vertici dei partiti. Se pure vi fosse un accordo su qualche progetto costituzionale – e non risulta che vi sia – sarebbe impossibile, da qui alla fine della legislatura, portare a termine le complesse procedure di approvazione delle leggi costituzionali che richiedono due successive deliberazioni con un intervallo superiore a tre mesi, quindi un voto a maggioranza assoluta delle Camere e, infine, la possibilità di ricorrere al referendum confermativo. La richiesta di partire dalle riforme costituzionali avanzata dal segretario del Pdl Angelino Alfano e dall’o
Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Dibattito
Receviamo e pubblichiamo l' articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato da “Il Riformista” l’8 giugno 2011, con il titolo “Proposta riformista: Leader, coalizione, programma”. Lo diciamo ormai in molti, anche se con accenti diversi: quel che occorre per un’alternativa credibile al berlusconismo morente è una proposta riformista composta da un leader che sia effettivamente tale, una coalizione che regga alle contraddizioni interne, e un coraggioso programma che attinga a quel che è spendibile nel Duemila della tradizione innovatrice liberale e socialista. L’impresa non è facile, anche se le elezioni amministrative hanno dato nuovo slancio alle speranze riformiste. Roberto D’Alimonte, che rifugge dalle analisi taroccate, segnala nel “Sole-24Ore” del 5 giugno che il centrosinistra è stato