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Le celebrazioni per il 150° dell’unità. Cosa c’è da festeggiare?

Le celebrazioni per il 150° dell’unità. Cosa c’è da festeggiare?

Dibattito
Fiumi di retorica scorrono, tracimano e stanno inondando questa “ espressione geografica” che ipocritamente ed utilitaristicamente in molti chiamano Italia. Con la mano sul cuore e con la testa agli affari, i nostri rappresentanti politici vanno in giro, a nostre spese, a festeggiare l’Unità d’Italia! Come se non bastassero i festini che, alcuni di loro, si organizzano con prostitute, transessuali e, anche se raramente, con semplici amanti. Gli unici coerenti sono i leghisti secessionisti, al Nord, ed i neo borbonici, al Sud, che dichiarano di non avere motivi per festeggiare. Forse da commemorare sì: i tanti giovani che sacrificarono la loro breve esistenza per l’utopia di un Paese unito in nome della libertà e dell’uguaglianza. A guardare cosa è stata l’Italia, nel corso di questi cent
Il fine o la fine di Fini?

Il fine o la fine di Fini?

Attualità
Ovvero: Fini non sempre giustifica i mezzi Con uno scontato ma efficace gioco di parole possiamo chiederci: << Qual è il fine che persegue Gianfranco Fini?>>. Veramente – come ha tuonato Bossi – il presidente della Camera ha deciso il proprio suicidio politico? Certo è che in un colpo solo è riuscito ad inimicarsi i leghisti, i forzisti e le gerarchie ecclesiastiche, ed, in dulcis fundo, ad essere abbandonato dai suoi ex colonnelli. Sabato, in prima pagina, il Giornale, ovviamente all’insaputa del “proprietario”, e per bocca dell’istintivo e disinteressato Gasparri, titolava: << Fini sbaglia quasi tutto>>. Stesso giorno, stesso giornale, stessa pagina, in un caustico editoriale, Marcello Veneziani recitava il definitivo de profundis politico per l’irriconoscente pu