Tag: propozionale

Riforma elettorale: qualcosa sembra muoversi

Riforma elettorale: qualcosa sembra muoversi

Attualità
Naturalmente, ciò che potrà avvenire nel prossimo futuro è e rimane un'incognita; qualsiasi previsione tanto per la stabilità politica, quanto per la governabilità è mera congettura. Infatti, nessuno può ragionevolmente anticipare sviluppi che solo il tempo ci potrà rivelare. Personalmente, ed a breve scadenza, tendo all’ottimismo, mentre a medio e lungo termine alimento dubbi, proprio perché – come qualcuno ha scritto – noi Italiani siamo molto bravi a danzare il Walzer: un giro a destra ed un altro giro a sinistra… Inoltre, qui si parla dell’Italia dove ognuno di noi è una particolare repubblica: un giorno approva il cambiamento proporzionato dalla speranza con applausi ma, passato l'effetto della novità subentra lo scetticismo, seguito dall'indifferenza sulla quale, gli abili politici h
Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Attualità
Per la nostra Costituzione la legge elettorale dovrebbe garantire innanzitutto il legame tra l’eletto e i suoi elettori. Chi viene eletto dovrebbe dare voce e rappresentanza politica a chi lo ha votato e a questi rendere conto degli impegni assunti in occasione della campagna elettorale. La riforma proposta continua a tradire questo concetto, come già faceva l’abrogato Porcellum. Essa, senza le preferenze o l’uninominale, priva i cittadini della possibilità di scegliere e lega i futuri eletti alla volontà delle segreterie dei partiti che li hanno designati, più spesso dei soli capi. E’ dominata dalla ricerca non di quello più utile all’Italia, ma del modo di vincere, di come depotenziare i partiti più piccoli e far fuori Grillo. E’ la ragione per cui Berlusconi e Renzi hanno accuratamente
Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Dibattito
La democrazia rappresentativa è morta anche perchè, con assoluta noncuranza, si è troppo a lungo trascurata la tutela del rapporto elettore/eletto. Il divieto del mandato imperativo, andrebbe oggi rivisto all’indomani di tutte le storture cui ha dato origine. L’esercizio parlamentare, senza vincolo di mandato, si è, nei fatti e nelle (allegre e cattive) abitudini, esteso all’irresponsabilità pressochè assoluta, nei confronti della propria dichiarata, originaria appartenenza e del corpo elettorale che, sulla base delle idee, della collocazione e dei programmi, esprime il suo voto ed il suo consenso. Bisognerebbe concepire un’integrazione grazie alla quale, nel caso di totale disattesa dei presupposti di questa delega, si ricorra ad elezioni suplettive (nel collegio/circoscrizione in cui