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Comunisti: a volte ritornano

Comunisti: a volte ritornano

Attualità
L’ultima volta che Alexis Tsipras era stato in Italia, 19 luglio 2001, in occasione del G8 di Genova, fu rispedito in patria insieme ai suoi collaboratori, un migliaio di no global greci. All’epoca era il segretario del movimento giovanile Synapsimos, dal quale è nato il partito Syriza, partito accreditato dai più recenti sondaggi al 31,5% dei consensi, così da superare la coalizioni delle larghe intese tra il partito di centrodestra Nea Democratica e i socialisti del Pasok. In questi giorni, precisamente il 7 febbraio, si è presentato in Italia al Teatro Valle, non solo come il semplice candidato alla presidenza della Commissione da parte del Gue (sinistra europea), ma anche come colui, che può guidare una coalizione di sinistra radicale, che possa contrapporsi non solo alla sinistra soc
Il deludente voto della sinistra

Il deludente voto della sinistra

Attualità
Ora, a mente fredda e quando le scorie della delusione elettorale si vanno sedimentando, parliamo senza veli del voto di febbraio scorso e del risultato, che ha radici lontane, ottenuto dalla sinistra. Sono più di venti anni che le attese, di quanti vivono o vorrebbero vivere del proprio lavoro, dei giovani e delle donne, non trovano validi sostenitori nel sistema politico. Nel frattempo la profondità della crisi economica e sociale li ha impoveriti, esasperati, privati di un futuro. Quando la prevedibile protesta è montata, la sinistra è apparsa lontana o assente per recepirla e dargli una prospettiva positiva. E, se non dà voce ai più deboli offrendo loro la speranza e la possibilità concreta del riscatto, la sinistra non ha ragione d’essere. Il PD solo nell’ultimissima fase, con Bersan
Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Dibattito
Receviamo e pubblichiamo l' articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato da “Il Riformista” l’8 giugno 2011, con il titolo “Proposta riformista: Leader, coalizione, programma”. Lo diciamo ormai in molti, anche se con accenti diversi: quel che occorre per un’alternativa credibile al berlusconismo morente è una proposta riformista composta da un leader che sia effettivamente tale, una coalizione che regga alle contraddizioni interne, e un coraggioso programma che attinga a quel che è spendibile nel Duemila della tradizione innovatrice liberale e socialista. L’impresa non è facile, anche se le elezioni amministrative hanno dato nuovo slancio alle speranze riformiste. Roberto D’Alimonte, che rifugge dalle analisi taroccate, segnala nel “Sole-24Ore” del 5 giugno che il centrosinistra è stato