Tag: vito varricchio

La Seconda Internazionale

La Seconda Internazionale

Dottrine
La Seconda Internazionale fu fondata a Parigi nel 1889 e fu da subito lacerata dai contrasti tra radicali e revisionisti. Il congresso costitutivo fu dominato dai socialdemocratici tedeschi, all’epoca, il più forte partito proletario, che si divideva tra la corrente revisionista guidata da Eduard Bernstein (1850 – 1932) e quella ortodossa capitanata da Karl Kautsky (1854 – 1938). Importante sottolineare che aderirono alla Seconda Internazionale i nuovi partiti socialisti, che si stavano costituendo, ad esempio, il Partito Socialista italiano del 1892 e il partito Laburista inglese del 1893. Il programma di massima, per tutte le componenti, fu quello marxista della conquista del potere finalizzata all' instaurazioni di una società socialista, senza, però, escludere l’azione volta al raggiu
Hobsbawm: l’uomo del Secolo Breve

Hobsbawm: l’uomo del Secolo Breve

Autori
Eric John Ernest Hobsbawm nato ad Alessandria d'Egitto, 9 giugno 1917 , è scomparso a– Londra, 1º ottobre 2012. Ernest Hobsbawm  è stato uno dei maggiori storici del XX secolo. Studioso di formazione marxista, Hobsbawm ha dedicato molte delle proprie ricerche alla classe operaia e al proletariato internazionale. Figura di intellettuale antidogmatico, è stato il creatore di geniali definizioni storiche. diventate punto di riferimento non solo per l’elite intellettuale ma anche per il grande pubblico, quali il Secolo breve e il "Lungo XIX secolo". Il breve scritto che segue vuole essere un modesto contributo alla sua memoria. Un esploratore del XIX e del XX secolo, ecco cosa è stato Eric Hobsbawn; la sua scrittura è stata avvincente, suggestiva e sorretta da una mole enorme di riferimenti c
Alienazione

Alienazione

SocioStoria
Il terzo millennio è, e sarà sempre più, caratterizzato da un ampio numero di innovazioni tecnologiche che accompagneranno l’uomo in tutta la sua vita. Inoltre, l’uso massiccio dei social-network elimina i confini materiali della distanza reale, creando una vicinanza virtuale; il tutto in nome del progresso, del movimento o meglio della velocità. L’uomo post-moderno si muove, e si muoverà sempre più, in una società in continuo movimento, super tecnologica e altamente velocizzata e robotizzata; vivrà dominato dal materialismo e perderà qualsiasi interesse per quella che Ernst Jünger chiamava << la questione >>. In questo mondo l’uomo ha smesso di ricercare la sua essenza? Davvero la tecnica e la società del benessere sono riuscite a dare le risposte a tutte le domande esistenzi
Karl Marx e lo sdegno degli indignati

Karl Marx e lo sdegno degli indignati

SocioStoria
Karl Marx nasce a Treviri nel 1818, da una famiglia di origine ebraica. Studia prima a Bonn e poi a Berlino, infine, si laurea a Jena in filosofia, presentando una dissertazione ( Dissertazione del ’41) sulla Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro. Nel 1844 Marx scrive i manoscritti economici-filosofici, che usciranno solo postumi, mentre nel 1848, insieme a Engels pubblicherà il Manifesto del Partito Comunista. Nel 1864, è tra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori, dove saranno molto duri i suoi contrasti con Bakunin e soprattutto nei confronti di Proudhon.  Nel 1867, vede la stampa il primo libro della sua monumentale opera: il Capitale. Si spegne a Londra nel 1883. Dopo questa breve premessa biografica del filoso di Treviri, come s
Gheddafi trucidato: gesto liberale?

Gheddafi trucidato: gesto liberale?

Dibattito
Fine ingloriosa o punizione meritata? È questa la domanda che più di tutte attraversa le nostre menti mentre guardiamo e riguardiamo le immagini cruenti della morte di Gheddafi. Non intendo soffermarmi sul bombardamento mediatico, sull’uso a volte di cattivo gusto dei mezzi di informazione, né sulle parole che saranno versate sicuramente nei talk- show della domenica pomeriggio; voglio sottolineare un filo rosso che sembra legare tutti ( o meglio quasi tutti) i dittatori dell’ultimo secolo. Il XX secolo è stato il secolo delle due guerre mondiali e dei totalitarismi: fascismi, comunismo e nazismo; quando si pensa alla figura di un dittatore subito tornano alla mente, nell’immaginario collettivo, i volti di Adolf Hitler o di Stalin, che sembrano aver monopolizzato l’archetipo del dittatore
Ernst Jünger: per chi vuole ribellarsi

Ernst Jünger: per chi vuole ribellarsi

Autori
<< Passare al bosco>>, questa è la parola d’ordine, che Ernst Jünger, nel Trattato del ribelle, impone a chi vuole abbandonare il gregge e allontanarsi dalla maggioranza. Ernst Jünger ( 1895-1998) è stato un filosofo e scrittore tedesco, che ha partecipato sia alla prima che alla seconda guerra mondiale, dove fu ufficiale della Werhmacht, durante l’occupazione francese. Le sue teorie riguardo la tecnica ricalcano particolarmente quelle del suo contemporaneo Carl Schmitt; inoltre, collaborò con Martin Heidegger, nella stesura di Oltre la linea. Il Trattato del Ribelle è una delle sue maggiori opere, dove lo scrittore attacca veementemente la modernità, non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista esistenziale. Il centro dell’opera è la figura del Rib
La decadenza come “malattia” dell’occidente

La decadenza come “malattia” dell’occidente

SocioStoria
<< Laddove declina in qualsiasi forma la volontà di potenza, c’è ogni volta anche un’involuzione fisiologica, una decadence.>> Dalle parole di Nietzsche, raccolte nell’Anticristo, si evince già con molta chiarezza come il filosofo veda in modo assolutamente negativo la decadenza, indicandola come uno stato in cui viene a mancare uno dei perni del suo sistema ( se di sistema si può parlare in Nietzsche ): la volontà di potenza. La critica alla decadenza, da parte del filosofo tedesco, nasce per attaccare la modernità e il suo agnosticismo. Ma prima di parlare dell’attacco alla modernità e alla società borghese, è necessario fare un passo indietro per provare a capire da chi Nietzsche abbia avuto la sua prima lezione sulla decadenza. E’ facile pensare che la filosofia di Nietzsch