Mese: settembre 2012

Tra antipolitica e antiparlamentarismo: il rischio della messa in mora della democrazia.

Tra antipolitica e antiparlamentarismo: il rischio della messa in mora della democrazia.

Dibattito
L’attuale ondata di antipolitica spesso si esprime in contestazione indistinta e indistinguibile che accomuna diversi personaggi tutti protesi all’inseguimento d’un consenso nell’area del dissenso o interessati a captare l’elettorato in libera uscita. Naturalmente la portata della crisi economica che, per incapacità politica, si accresce sempre di più e aumenta le disparità, favorisce questo clima sempre più avvelenato e il divario tra la rappresentanza e i (non più) rappresentati. Con l’aggravarsi delle tensioni politiche, che tracimano in ambito sociale, l’antipolitica sta assumendo, in molte occasioni, la veste dell’antiparlamentarismo. Un connotato che in Italia non è certo una novità. Ecco qual è l’aspetto terrifico di quel che sta maturando. Ci troviamo davanti ad una situazione
Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Sulle ceneri della democrazia rappresentativa

Dibattito
La democrazia rappresentativa è morta anche perchè, con assoluta noncuranza, si è troppo a lungo trascurata la tutela del rapporto elettore/eletto. Il divieto del mandato imperativo, andrebbe oggi rivisto all’indomani di tutte le storture cui ha dato origine. L’esercizio parlamentare, senza vincolo di mandato, si è, nei fatti e nelle (allegre e cattive) abitudini, esteso all’irresponsabilità pressochè assoluta, nei confronti della propria dichiarata, originaria appartenenza e del corpo elettorale che, sulla base delle idee, della collocazione e dei programmi, esprime il suo voto ed il suo consenso. Bisognerebbe concepire un’integrazione grazie alla quale, nel caso di totale disattesa dei presupposti di questa delega, si ricorra ad elezioni suplettive (nel collegio/circoscrizione in cui