Mese: novembre 2012

La democrazia  fra populismo e tecnocrazia *

La democrazia fra populismo e tecnocrazia *

SocioStoria
Siamo, naturalmente, portati a considerare il regime politico nel quale viviamo come qualcosa di garantito, di immutabile, di irreversibile. Ma le cose non stanno così. Basti pensare ai numerosi regimi politici che sono crollati ed a quelli che si sono formati durante il secolo scorso. La dissoluzione di monarchie secolari, l’avvento dei totalitarismi nazicomunisti. Ed ancora l’ Europa divisa in due dal “Muro”: ad oriente le democrazie socialiste, a occidente le democrazie liberali. Ed infine, grazie a quella che Jϋrgen Habermas ha chiamato la <<rivoluzione recuperante>>, abbiamo assistito al crollo del Muro ed alla rinascita pacifica delle democrazie liberali là dove erano state cancellate. Non dobbiamo mai dimenticare che la democrazia liberale, fra tutti i regimi politici,
Passa dalla democrazia la politica del domani

Passa dalla democrazia la politica del domani

Dibattito
“Ardua cosa è fare oggi un programma elettorale di fronte al disagio economico che pesa duramente sulle classi lavoratrici e di fronte alla crisi europea, che fa passare in seconda linea ogni altro problema anche importante di politica interna” (A. De Viti De Marco, discorso tenuto in Gallipoli il 14 marzo 1914). Già, come non dare ragione al marchese che conobbe persino la Grande Crisi del ’29! Noi aggiungiamo al disagio economico anche quello sociale e morale in cui è caduta l’odierna società capitalistica e consumistica, prigioniera di una politica troppo attenta alla prossima campagna elettorale. Quando mancano risorse fresche da destinare ai malati di Sla, alle famiglie, al lavoro e a chi lo ha perduto, nonostante la lotta serrata contro l’evasione fiscale, si sprecano fondi pubblici
Uno per tutti

Uno per tutti

Attualità
E’ ormai fuor di dubbio che, in Italia, c’è un altissimo deficit di democrazia rappresentativa e plurale. Le elezioni siciliane lo hanno testimoniato attraverso l’ampia maggioranza raggiunta dall’'astensionismo: limitata la partecipazione e altrettanto scarsa la preoccupazione di tutti, indistintamente uniti nel gioire delle rispettive vittorie dimezzate. I partiti padronali di quest'’ultimo ventennio hanno concepito la democrazia come espressione delle volontà e delle priorità d’un singolo elevate all'’ennesima potenza: così per il PDL, per la Lega, per l’Italia dei (porta)valori. E, in linea generale, un po’ per tutti quei gruppi dirigenti che hanno prolificato grazie all’'ossequio ricompensato con la cooptazione o i favoritismi rivolti ai famigli (e ai familiari in cerca di prima occu