Mese: agosto 2013

B. …una novità lunga settant’ anni

B. …una novità lunga settant’ anni

Attualità
Silvio Berlusconi dice che tra pochi giorni farebbe rinascere ufficialmente Forza Italia come partito liberale di stampo europeo. Mi permetto di consigliare il cambio del nome perché quello di Forza Italia non era nuovo né originale già nel 1994, perché limita fortemente la libertà di tutti i cittadini italiani a utilizzare la più spontanea espressione d'incitamento verso il proprio Paese, perché nella sua prima discesa in campo come sigla di un Movimento politico si è presentata con un'immagine inquietante e per nulla liberale. Lo scrittore e giornalista Norman Lewis, all’epoca giovane ufficiale inglese dei servizi segreti al seguito dell’esercito americano, nel 1944 fu incaricato di indagare su un Movimento di nome Forza Italia che operava al Sud e in particolare nella provincia di Bene
Lo spettro del razzismo Italiano

Lo spettro del razzismo Italiano

Attualità
Siamo o non siamo razzisti? Il tema del razzismo italiano, grazie al pubblico e poco onorevole “contributo” di certi militanti della Lega, di cui noi liberali italiani non possiamo certamente essere fieri, purtroppo è improvvisamente tornato di attualità e riempie ormai con vergognosa regolarità le prime pagine della nostra stampa. In questo contesto fa onore l’iniziativa di Tosi, sindaco di Verona, che pubblicamente chiede scusa per le scandalose manifestazioni di alcuni membri del suo partito. Per cui, vorrei rieditare con qualche piccola attualizzazione, un mio vecchio articolo pubblicato allora su di un altro sito liberale. Anche perché le tristi ed attuali tendenze danno ragione a quanto scrivevo nell’ormai lontano Luglio del 2005: Sul sito www.legnostorto.com, in questi giorni
All’ Italia serve la Sinistra che non c’è

All’ Italia serve la Sinistra che non c’è

Dibattito
L’estremismo infantile del Movimento Cinque Stelle e le “genialità” di Grillo, con il concorso decisivo della sinistra che, imperterrita, continua ad alimentare le sue irresponsabili e autolesioniste divisioni, sono riusciti nell'impossibile impresa di rivitalizzare Silvio Berlusconi. Hanno completato un’opera avviata nel 2011 quando si scelse di non andare al voto e di fare nascere il governo Monti che, accollandosi la parte sporca, ha tolto le castagne dal fuoco a Berlusconi dandogli il tempo che calasse una coltre di nebbia sulle enormi responsabilità del suo governo nei confronti dell’Italia e degli italiani. La sfida rimane di quelle che fanno tremare i polsi perché, per risanare l’Italia, servono radicali trasformazioni, la gente non ce la fa più e le cose da risolvere sono tante. P
Province no ma Prefetture si

Province no ma Prefetture si

Attualità
Il professor Cimitile e il presidente dell’UPI hanno marchiato le scelte del governo Letta per le Province come “il risultato dell’abdicazione della politica alla demagogia”. E’ così, ma c’è dietro di esse anche altro. Un anno fa scrivevo del mio stupore per l’apparente approssimazione con cui professori ed esperti membri del governo Monti affrontavano la questione delle Province, prima annunciandone la soppressione, poi minacciandone l’accorpamento e infine proponendone il riordino, con procedure palesemente incostituzionali come ha poi sancito la Corte. Era incomprensibile, e rimane tale, il perché non si seguisse il percorso tracciato dalle leggi che, dai primi anni 90 in poi, hanno riformato le autonomie locali e definite meglio le loro competenze, la n.142 del 1990, la n.81 del 1993,
La cultura dell’impunità

La cultura dell’impunità

Attualità
La nostra è la cultura delle belle parole, del detto e del non fatto, dei buoni propositi, delle regole che solo gli altri pare siano tenuti a seguire e del cui rispetto il soggetto moralizzatore di turno sembra essere dispensato, spesso fregiandosi di una sorta di aura di innocenza che ha il sapore dell’arroganza frammista a ignoranza, protervia e inciviltà. Il filo rosso su cui ci stiamo tenendo in equilibrio è molto fragile, già logoro, più volte rammendato (male) e ora sull’orlo della lacerazione definitiva. Il nostro Paese ha stancato, diciamolo chiaramente. È inaffidabile, talmente tanto da suscitare una sorta di irritazione e di intolleranza nei confronti di coloro che lo abitano e lo governano. Vi è una sfiducia reciproca ormai dilagante, il sospetto nei confronti dell’altro ha pre