Mese: giugno 2015

Astensionismo, crepa profonda nella nostra democrazia

Astensionismo, crepa profonda nella nostra democrazia

Attualità
L’astensionismo, in forte crescita, è sempre meno fisiologico, sempre più segno di malessere e arma di protesta. Avrebbe dovuto far riflettere il suo andamento negli ultimi anni e, ancor più, come si è espresso nel recente voto in Trentino e in quello dell’autunno scorso nelle elezioni regionali dell’Emilia. La sua natura era già allora abnorme, perché riguardava, come ora nel caso della Toscana, territori con una storica alta partecipazione al voto, in cui il tessuto democratico è robusto e il coinvolgimento dei cittadini alla vita della comunità è ampio. Non si può e non si deve continuare a banalizzare questo fenomeno. Non sono andati a votare, prevalentemente, i disoccupati, gli indifesi, quelli che investono su se stessi, quelli che vivono del proprio lavoro, artigiani, commercianti,
Con o contro Renzi…

Con o contro Renzi…

Attualità
Se il tema dovesse essere quello di anticipare una specie di bilancio di ciò che ci si aspettava da Renzi e ciò che, di fatto, è stato realizzato dal nostro giovane Presidente del Consiglio, la lettura che se ne può fare dipende anche dalla particolare visione che ognuno di noi ha e dal significato e soprattutto dal valore che si può attribuire al lavoro che fino a qui è stato svolto. Per la soggettiva interpretazione di un liberale come me, ai sensi più pratici, è possibile sostenere che avremmo certamente potuto avanzare un po’ di più; invece, per chi ha una visione – diciamo a loro modo – “progressista” nel senso socializzante, forse, c’è stato addirittura un peggioramento, se non proprio quasi un tradimento. Io, personalmente, alimento pochi dubbi sul fatto che nonostante auspicassi
Il Comunismo strisciante ovvero come strangolare il ceto medio

Il Comunismo strisciante ovvero come strangolare il ceto medio

Attualità
La vicenda innescata dalla sentenza della Corte Costituzionale di cancellazione del limite per l’aggiornamento, oltre tutto parziale ,delle pensioni superiori a tre volte la pensione minima, introdotto dall’accoppiata Fornero- Monti, sta dando origine ad un ampio dibattito, che il Decreto Legge catenaccio del Governo Renzi non può bloccare. In questo dibattito dove la maggioranza degli intervenuti ha espresso il parere che i rimborsi spettassero a tutti i pensionati, sono venute fuori delle voci, cosiddette “autorevoli”, da Maurizio Ferrera a Sabino Cassese, con articoli sul “Corriere della Sera”, dove fra le righe si può leggere o capire che i titolari delle “pensioni d’oro”, meglio definibili “ pensioni di piombo”, non hanno di che lamentarsi in quanto con le stesse possono vivere con l