Autore: Vito Varricchio

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi del Sannio e appassionato inguaribile di filosofia. Non ama prendersi troppo sul serio.
Ernst Jünger: per chi vuole ribellarsi

Ernst Jünger: per chi vuole ribellarsi

Autori
<< Passare al bosco>>, questa è la parola d’ordine, che Ernst Jünger, nel Trattato del ribelle, impone a chi vuole abbandonare il gregge e allontanarsi dalla maggioranza. Ernst Jünger ( 1895-1998) è stato un filosofo e scrittore tedesco, che ha partecipato sia alla prima che alla seconda guerra mondiale, dove fu ufficiale della Werhmacht, durante l’occupazione francese. Le sue teorie riguardo la tecnica ricalcano particolarmente quelle del suo contemporaneo Carl Schmitt; inoltre, collaborò con Martin Heidegger, nella stesura di Oltre la linea. Il Trattato del Ribelle è una delle sue maggiori opere, dove lo scrittore attacca veementemente la modernità, non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista esistenziale. Il centro dell’opera è la figura del Rib
La decadenza come “malattia” dell’occidente

La decadenza come “malattia” dell’occidente

SocioStoria
<< Laddove declina in qualsiasi forma la volontà di potenza, c’è ogni volta anche un’involuzione fisiologica, una decadence.>> Dalle parole di Nietzsche, raccolte nell’Anticristo, si evince già con molta chiarezza come il filosofo veda in modo assolutamente negativo la decadenza, indicandola come uno stato in cui viene a mancare uno dei perni del suo sistema ( se di sistema si può parlare in Nietzsche ): la volontà di potenza. La critica alla decadenza, da parte del filosofo tedesco, nasce per attaccare la modernità e il suo agnosticismo. Ma prima di parlare dell’attacco alla modernità e alla società borghese, è necessario fare un passo indietro per provare a capire da chi Nietzsche abbia avuto la sua prima lezione sulla decadenza. E’ facile pensare che la filosofia di Nietzsch
Il vento che attraversa il Mediterraneo

Il vento che attraversa il Mediterraneo

Attualità
L’ Africa settentrionale è, da qualche mese, teatro di scontri e lotte per le sommosse popolari che da Tripoli al Cairo tentano di abbattere i rispettivi regimi autocratici. Regimi, che pur nelle diverse specificità, sembrano ormai essere giunti alla fine. La lotta per la democrazia sembra essersi riaccesa, in quei luoghi, dove le rivolte nazionali per l’indipendenza contro il colonialismo europeo avevano portato solo ad altri, e per certi aspetti peggiori, regimi dispotici. Il vento della rivolta è cominciato in Tunisia, nel mese di dicembre, dove un gruppo di studenti, utilizzando il web, strumento che sembra aver un ruolo centrale nell’organizzazione di queste nuove forme di protesta, si sono riuniti e hanno cominciato a manifestare contro il regime di Ben Alì. La protesta ha condotto
Qualcosa sta cambiando in Italia

Qualcosa sta cambiando in Italia

Attualità
La scena politica italiana sta attraversando un periodo difficile e confuso. Il Presidente del Consiglio è l’imputato di un processo, che lo vede accusato dei reati di concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile. Gianfranco Fini, dopo il congresso che sarebbe dovuto essere costituente del nuovo partito (Fli), comincia a perdere i pezzi. Naturalmente di questo momento ne approfitta la carta stampata e i talk-show, che si spacciano per programmi di approfondimento; l’audience cresce, la popolazione si divide e fa il tifo per una delle due parti, mentre l’Italia cade a picco, in quanto a crescita, opportunità e diciamolo forte dignità. Si dignità. La manifestazione al Pala Sharp di Milano del 5 Febbraio scorso ha mobilitato esponenti del mondo intellettuale e non solo, tra cui