Attualità

Tutti a mare

Tutti a mare

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Chi ipotizzava un’estate tranquilla con le caste e le cricche a godersi meritatamente i frutti del proprio onesto lavoro in qualche paradiso naturale, non necessariamente fiscale, si sbagliava. Le acque sono agitate e non sono quelle marine. Le inchieste e le indagini procedono accumunando laici e clericali. Finalmente Stato e Chiesa sullo stesso piano, come desiderava Cavour! Brancher si dimette in un’aula di tribunale rinunciando, così, al legittimo impedimento. Tutti esaltano il suo nobile e coraggioso gesto! Ma non sarebbe bastato non nominarlo ministro? La geniale manovra economica elaborata da Tremonti per tirare il paese fuori dalla crisi provoca la rivolta delle Regioni di destra e di sinistra. Questa sì che è unità d’Italia! Finalmente, dopo centocinquanta anni! C
Non c’è pace a Gaza per gli eredi di Abramo

Non c’è pace a Gaza per gli eredi di Abramo

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Per i discendenti di Abramo non c’è prospettiva di pace in Medioriente. Ancora sangue, ancora accuse reciproche sulla responsabilità dell’ennesima strage. L’opinione pubblica mondiale si divide e, paradossalmente, “quelli di sinistra” si schierano a favore delle ragioni dell’Islam mentre “quelli di destra” a favore della causa israeliana. Dico e sottolineo l’avverbio <<paradossalmente>>, nel ricordo del fatto che fino a qualche decennio fa le parti erano perfettamente simmetriche ed invertite: la destra perseguitava gli ebrei e la sinistra solidarizzava per il popolo di Israele! Niente meraviglia, è così che vanno le cose: ci si schiera, in modo strumentale, per perseguire i propri scopi politici e si ignora la lucida analisi dei fatti. Con spietato cinismo si danza sui
SALVATAGGIO DELL’EURO: 750 miliardi a disposizione di chi?

SALVATAGGIO DELL’EURO: 750 miliardi a disposizione di chi?

Attualità
Non sono un esperto di cose economiche. Figurarsi! E da sempre che non riesco a far quadrare il mio modestissimo bilancio familiare. Eppure sono rimasto esterrefatto davanti ai commenti lusinghieri, esaltati ed esaltanti degli esperti nei confronti della manovra economica varata dalla Ue, dal Fmi e dalla Bce in difesa della moneta unica. Il commento più tranquillo, registrato nei giorni scorsi, è stato: <<Abbiamo salvato l’Euro!>>Aggiungerei: << Per adesso!>>. Infatti, penso che le misure prese rappresenteranno un invito a delinquere! E’ facile ipotizzare che: mettere 750 miliardi a disposizione dei Governi di quei Paesi con un alto tasso di corruzione nella amministrazione della cosa pubblica rappresenti - ovviamente per i politici senza scrupoli - una tentazi
Finiade

Finiade

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Partenone di Atene atto primo: lo scontro con Berlusconi . Atto secondo: le dimissioni di Scajola Prologo E’ da tempo che seguiamo con attenzione le vicissitudini politiche finiane. Molte cose restano ancora incomprensibili. Prima fra tutte la decisione di fondere AN con Forza Italia. Infatti non si capisce perché rinunciare alla propria identità politica e culturale? Perche rinunciare alla propria autonomia tattica e strategica? Forse non lo capiremo mai! Ma tutto questo appartiene al passato; non vale la pena di parlarne. Diciamo che è stato un errore, e tutti possiamo sbagliare. Ragioniamo sul presente e sul futuro della odissea politica finiana. Il presente Qualcosa comincia ad intravedersi. Partiamo dall’osservazione dei fatti oggettivi. Fini infrange un tabù: a
L’insostenibile leggerezza …. dello strappo di Fini

L’insostenibile leggerezza …. dello strappo di Fini

Attualità
Gianfranco Fini Con uno scontato ma efficace gioco di parole ribadiamo la stessa domanda formulata in un articolo, pubblicato nel mese di settembre del 2009 su codesto sito: << Qual è il fine che persegue Gianfranco Fini?>>. Veramente il presidente della Camera ha deciso il proprio suicidio politico? Già, a settembre, era riuscito nel capolavoro politico di inimicarsi in un solo colpo: i leghisti, i forzisti e le gerarchie ecclesiastiche, ed, in dulcis fundo, ad essere abbandonato da molti suoi ex colonnelli. Infatti, proprio in quei giorni di settembre, in prima pagina, il Giornale, ovviamente all’insaputa del “proprietario”, e per bocca dell’istintivo e disinteressato Gasparri, titolava: << Fini sbaglia quasi tutto>>. Stessi giorni, stesso giornale, stesse pag
Una sola regola: nessuna regola!

Una sola regola: nessuna regola!

Attualità
L’Unione Sovietica era un paese governato da un sistema politico che aveva instaurato un regime totalitario. Era giusto che quel regime repressivo, che sottoponeva ogni singolo individuo ad una spietata repressione dalla culla alla tomba, fosse abbattuto. Ma non era , e non è giusto, criminalizzare, insieme a quel regime, l’ideologia comunista nel suo complesso. Dell’ideologia comunista andavano salvaguardati, almeno, valori quali: l’ uguaglianza e la solidarietà. Si sosteneva che: la ricetta marxiana non poteva che condurre ad un sistema totalitario? Vero! E Allora? Via la ricetta sbagliata … e avanti con la ricerca di nuove soluzioni per preservare ed alimentare la sete di giustizia fra gli uomini. Non è stato fatto. Ed eccoci allo sbranamento globale in preda alla legge imperante d
Regionali: l’ Italia sbanda a destra!!!

Regionali: l’ Italia sbanda a destra!!!

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Elezioni Regionali Il temuto mal francese Il mal francese non ha contagiato la destra italiana. Certo anche da noi, l’astensionismo sfiora il 40% e risulta essere il primo partito su tutto il territorio nazionale, ma fa più danni alla sinistra. Da questa prima constatazione si ricava l’amara conclusione che sempre più numerosi gli elettori di sinistra scelgono il volontario esilio politico fra le mura domestiche. I risultati della consultazione amministrativa sono, mai come adesso, inequivocabili: la destra ha stravinto mentre la sinistra diventa una specie in pericolo d’estinzione nella fauna politica nostrana. Quali le ragioni di un’affermazione tanto sincera quanto personalmente sofferta? Eccole, in bell’ordine. Berlusconismo trionfante. Il presidente del Consiglio ha
Il fine o la fine di Fini?

Il fine o la fine di Fini?

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Gianfranco Fini Ovvero: Fini non sempre giustifica i mezzi Con uno scontato ma efficace gioco di parole possiamo chiederci: << Qual è il fine che persegue Gianfranco Fini?>>. Veramente – come ha tuonato Bossi – il presidente della Camera ha deciso il proprio suicidio politico? Certo è che in un colpo solo è riuscito ad inimicarsi i leghisti, i forzisti e le gerarchie ecclesiastiche, ed, in dulcis fundo, ad essere abbandonato dai suoi ex colonnelli. Sabato, in prima pagina, il Giornale, ovviamente all’insaputa del “proprietario”, e per bocca dell’istintivo e disinteressato Gasparri, titolava: << Fini sbaglia quasi tutto>>. Stesso giorno, stesso giornale, stessa pagina, in un caustico editoriale, Marcello Veneziani recitava il definitivo de profundis politi
Il Partito Nessuno

Il Partito Nessuno

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Il partito "Nessuno" A conclusione del suo articolo: I tormenti del Pd, pubblicato da la Repubblica  di mercoledì 22 luglio, Massimo Salvadori scrive: << gli occhi del nostro paese sono ora puntati con acuto interesse sulle vicende del Partito democratico, impegnato dopo una tormentata fase di partenza, a darsi una guida, un programma politico, una cultura che ne definisca gli orizzonti e le prospettive, regole di funzionamento. Esso ha di fronte tre partiti che hanno ormai acquistato una loro sufficientemente precisa fisionomia: la Lega, fortemente strutturata nei suoi territori, dotata di una militanza di base assai attiva, guidata da un gruppo dirigente compattamente unito intorno a Bossi; il Partito detto della libertà, a vocazione clientelare-plebiscitaria dominato dal
E quelli che… elemosine e promesse sono meglio di niente

E quelli che… elemosine e promesse sono meglio di niente

Attualità
Possibile che la vecchia guardia del Pd sia in un tale stato di delirio da confondere l’ennesimo tonfo elettorale per un trionfo? Continuano gli scontri, senza esclusione di colpi, per la conquista della guida del Partito. Veramente non si rendono conto che, di questo passo, fra qualche anno il Partito si dissolverà. Impossibile? Agli scettici ottimisti si ricorda che solo qualche tempo fa l’ex Pci poteva contare sullo “ zoccolo duro” del 27%. Forse una spiegazione c’è: ai leaders del Pd non interessa il futuro del Partito quanto la conservazione e la gestione del loro potere personale. In altri termini: l’affermazione del Partito con il proprio progetto politico non è il fine da perseguire, bensì il mezzo per fare i propri affari o, nel migliore dei casi, per perpetuare il pers