Tag: europa

La calda estate Europea

La calda estate Europea

Attualità
Sembra che si aggirino per l’Europa alcuni fantasmi. Il Mediterraneo si presenta come il teatro dove vanno in scena le contraddizioni dell’Occidente: gli immensi sbarchi degli immigrati, il terrorismo dell’ISIS e i movimenti populisti. Non solo il meridione ma anche il settentrione sembra si stia sfaldando. L’Ungheria vuole costruire un muro lungo il confine con la Serbia; il Regno Unito sembra interessato ad uscire dall’Unione Europea, confermando la sua natura isolazionistica; i popoli Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) chiedono che anche i paesi meridionali rispettino, come loro prima di questi, le regole dell’austerity, portando a termine le riforme strutturali richieste dall’Europa; in fine, non bisogna dimenticare il conflitto in Ucraina.    Questo è lo scenario, questi i fatti,
Sinistra sulla carta altro nei fatti

Sinistra sulla carta altro nei fatti

Attualità
E’ difficile catalogare Renzi, i suoi propositi e quello che ritiene di essere e rappresentare. Non c’è coerenza tra le sue parole, i suoi scritti e i fatti. Sulla carta sembra avere un progetto ma, poi, dice quello che valuta utile a ottenere più consenso e fa ciò che, attraverso accordi o patti, gli permette di gestire comunque il potere. La nota di Renzi nell’ultima edizione di “Destra e Sinistra” di N. Bobbio sembra essere il suo manifesto-programma. La lettura di “ La terza via” di Antony Giddens, l’ispiratore della politica di Tony Blair, ci aiuta a comprenderne meglio le linee di fondo e i riferimenti culturali. E’ un percorso che, condivisibile o non, rimane nell’alveo della sinistra, cui non chiede di rinunciare al proprio ruolo ma di assolverlo in modi nuovi e moderni dettati da
Il ciclo di Frenkel

Il ciclo di Frenkel

Attualità
Il presente contributo si prefigge lo scopo di fare il punto, servendoci della teoria economica, sull’attuale stato in cui versa il nostro Paese dopo ormai sei anni di durissima crisi. A tal fine, ci serviremo di uno schema teorico elaborato dall’economista Roberto Frenkel, dell’Università di Buenos Aires. Lo studio che vi è alla base tenta di descrivere dettagliatamente tutte le inevitabili tappe che si susseguono ogni volta che un Paese sviluppato decida di agganciare la propria valuta ad un’area economica più forte, perdendo sovranità e accettando in tal modo di ridursi al rango di un Paese in via di sviluppo. È esattamente il caso italiano all’indomani dell’entrata nell’euro. Le fasi del processo sono essenzialmente sette. Vediamole brevemente una ad una. Nella prima il Paese accetta
Renzi, Grillo e Berlusconi: il responso delle urne

Renzi, Grillo e Berlusconi: il responso delle urne

Attualità
Se le 5 stelle sono cadenti la colpa, sentenzia Grillo, è dei pensionati che hanno votato contro il cambiamento. Un po’ di seria autocritica non gli farebbe male. Se umilmente la facesse, si renderebbe conto che gli italiani non lo hanno votato perché non è in grado di formulare una proposta concreta e soprattutto fattibile. Grillo ha proposto l’uscita dall’Euro ma non ha spiegato come si può uscire dalla moneta unica evitando la chiusura degli sportelli bancari, il congelamento dei conti correnti, l’impossibilità di riscossione degli stipendi, delle pensioni e degli accrediti, la contrazione se non la perdita dei risparmi, le folle inferocite fuori dalle banche ed ai supermercati, etc, etc.. Insomma il caos. Grillo ha promesso il salario di cittadinanza ma non ha spiegato da dove avrebbe
L’Europa allo sbaraglio

L’Europa allo sbaraglio

Attualità
Alla Vigilia delle nuove Elezioni… Da cittadino italiano nato e cresciuto sul confine che separa la zona del Mediterraneo dall’Europa Settentrionale, bilingue dalla nascita, considerandomi cittadino di un mondo aperto, sono sempre stato, fin dall’inizio, europeista convinto. Anzi, mi ero pure illuso che associarsi a Paesi di mentalità distinta e meglio organizzati del nostro, avrebbe contribuito non solo alla sana integrazione con i vari Popoli della futura prospera Unione, ma ci avrebbe anche liberato dall’atavica schiavitù del nostro obsoleto provincialismo; ed avevo nutrito pure la speranza che i nostri politicanti fossero stati indotti a condurre il mio caro e vecchio, ma purtroppo giovane ed immaturo Paese verso una urgente modernizzazione, visto che, per certi aspetti, siamo
Il macellaio della finanza sta spolpando il cadavere della vecchia Europa

Il macellaio della finanza sta spolpando il cadavere della vecchia Europa

Attualità
Dire la verità è un gesto rivoluzionario. Frase orwelliana che schiocca come una frustata! Si proprio così! È una frustata che potrebbe servire a svegliare gli animi dormienti della pseudo-classe dirigente italiota, ormai rimbecillita nella ripetizione di formule catechistiche che dicono tutto ma non spiegano nulla. E’ finito un mondo! Si, solo adesso possiamo capire ciò che scriveva Pascal quando ci ricordava che il divertimento ci distrae dall’essere veramente umani.  La società è liquida! Non c’è più lo spazio  e non si calcola più il tempo! Annientate le “ grandi narrazioni” resta solo il nichilismo dell’io consumatore, dove la vita è diventata come lo zapping televisivo.  Mercato, mercato e solo mercato, che trasforma anche le concezioni antropologiche dell’uomo con gli altri uomini
Servono risorse fresche per ripartire

Servono risorse fresche per ripartire

Attualità
Le misure adottate dall’attuale governo guidato da Enrico Letta riguardo l’occupazione giovanile vanno nella giusta direzione, quella di combattere la disoccupazione nelle fasce under 30, come da più parti all’unisono hanno commentato in questi giorni. Alcune perplessità vengono dal mondo delle aziende che vorrebbero assumere giovani, per dar loro speranza e futuro, ma sono ingessate dalla mancanza di commesse, di lavoro reale, di moneta sonante per fare investimenti, quando le stesse aziende avanzano oltre 100 miliardi di euro dallo Stato per forniture di beni e prestazioni di servizi non ancora incassati, quando vanno in banca per chiedere un mutuo per nuovi investimenti e vedono respinta la propria richiesta. Sono queste le tematiche principali legate al lavoro, prima le commesse e poi
Quo Vadis, Italia?

Quo Vadis, Italia?

Attualità
Tra (ri)discese ardite e (ri)salite in campo, l’offerta politica per le prossime elezioni vorrebbe mettere definitivamente in discussione l’illusionismo bipolarista che, in questi ultimi vent’anni, molti hanno visto, spacciato e creduto come definitivamente acquisito. La provvisorietà del sistema italiano, reso forzatamente maggioritario da improbabili formule e alchimie elettorali, si è dimostrata tale in tutte le recenti esperienze di governo. Nel nostro panorama politico hanno continuato a (soprav)vivere e proliferare le divisioni, la difesa delle singole corporazioni a danno dell’interesse comune e della stabilità che, come appare oramai acclarato ed evidente, se non accompagnata dalla solidità d’un assetto autenticamente e convintamente maggioritario, non può discendere da nessun si
L’europeismo assurto a ideologia

L’europeismo assurto a ideologia

Dibattito
L’imbarazzante immobilismo della retorica politica che incessantemente ingolfa i canali informativi ai quali tutti noi ci abbeveriamo è un veleno. Siamo ormai lobotomizzati, spersonalizzati, stereotipati nel modo di pensare, di costruire ragionamenti, completamente privi di qualsivoglia spirito critico. D’altra parte, il suddetto requisito non si pretende sia posseduto dalla maggioranza dei cittadini, ma, per chi ci governa, esso dovrebbe costituire un presupposto essenziale. E invece, ovunque si volgano sguardi e orecchie, le solite cantilene, copioni imparati a memoria per essere dati in pasto ad ascoltatori disattenti e impreparati da pseudo politicanti imbellettati e incravattati. L’idea, sentendo parlare questa genìa di statisti, è che ne capiscano meno di coloro che dovrebbero rapp
Troppi cavilli sull’ ICI alla chiesa: così si aggira un principio giusto

Troppi cavilli sull’ ICI alla chiesa: così si aggira un principio giusto

Dibattito
Riceviamo e pubblichiamo l'articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato sul “Corriere della Sera”, 3 marzo 2012 L’Italia è il paese dei cavilli che nascono ai confini dello Stato di diritto; e il mondo ecclesiastico ha in materia un’esperienza millenaria. Ora, il presidente Monti è intervenuto direttamente per mettere ordine sull’Ici alla Chiesa, e non solo, sostenendo a ragione la netta separazione tra le attività commerciali e quel che non lo sono. Un provvedimento opportuno da sostenere senza riserve (ma non c’era già una norma simile?), come del resto le altre decisioni del governo prese sotto la spada dell’Europa, pronta a sanzionare i comportamenti illegittimi dell’Italia. Ma il diavolo, anche sotto specie di cavillo, si nasconde nei particolari. L’attuazione della norma, che in t