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Carlo Rosselli, socialista e liberale.

Carlo Rosselli, socialista e liberale.

Autori, Ultimissime
Bilancio critico di un grande italiano      E’ apparso negli scaffali delle librerie l’ultimo lavoro di Gaetano Pecora. Pubblicato dalla Donzelli Editore con il titolo  "Carlo Rosselli, socialista e liberale. – Bilancio critico di un grande italiano."  Siamo lieti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, di offrirne, di seguito, ai nostri lettori l' introduzione.                          A volte basta una parola, magari due, per dare l'avviso.  Sicché, se potessi, vorrei dire così al mio lettore: guarda il titolo di questo saggio, ma non vi indugiare troppo. Va invece diritto sul sottotitolo dove è scritto “bilancio critico”. Ecco: il bilancio critico. Fermale al volo queste paroline, caro lettore, perché per poco che tu abbia l'orecchio allenato vi sorprenderai s
Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Quel che manca ai riformisti: una forza della democrazia liberale e socialista

Dibattito
Receviamo e pubblichiamo l' articolo del prof. Massimo Teodori pubblicato da “Il Riformista” l’8 giugno 2011, con il titolo “Proposta riformista: Leader, coalizione, programma”. Lo diciamo ormai in molti, anche se con accenti diversi: quel che occorre per un’alternativa credibile al berlusconismo morente è una proposta riformista composta da un leader che sia effettivamente tale, una coalizione che regga alle contraddizioni interne, e un coraggioso programma che attinga a quel che è spendibile nel Duemila della tradizione innovatrice liberale e socialista. L’impresa non è facile, anche se le elezioni amministrative hanno dato nuovo slancio alle speranze riformiste. Roberto D’Alimonte, che rifugge dalle analisi taroccate, segnala nel “Sole-24Ore” del 5 giugno che il centrosinistra è stato
Guido Cortese, un liberale coerente

Guido Cortese, un liberale coerente

Autori
1. Quando l’amabilità della Signora Amelia ha voluto che mi occupassi io degli scritti giornalistici di suo marito, confesso che, rapida, volante, una domanda si è affacciata alla mente: perché Guido Cortese? E anzi, precisando meglio: perché Guido Cortese oggi? Ecco, questo interrogativo mi ha tenuto sospeso, come dubbioso dell’utilità di trattenere il ricordo della sua persona sulla china precipite della dimenticanza. A che pro, mi son chiesto, fermarlo per un’ora di più questo ricordo nella memoria degli uomini? Quale utilità, insomma, a giostrare intorno al pensiero e all’azione di Cortese ora che la ruota della politica ha agganciato altre vicende? Questa la perplessità; ed è perplessità che per un po’ mi si è inasprita in cruccio. Ma per un po’. Soltanto per un po’. Giusto il tempo