Tag: antonio simiele

Che governo è?

Che governo è?

Attualità
E’ arduo stabilire la collocazione politica del governo Renzi, segnato dall’attivismo del gruppo  di toscani fedeli. Per esso non sono linearmente proponibili le definizioni di governo di sinistra, di centro o di destra, di centrosinistra o di centrodestra, né quello d’emergenza del Presidente, come i governi Monti e il primo Letta. Forse, senza volerlo e con encomiabile spontaneità giovanile, c'è riuscita la ministra Elena Boschi quando, in un discorso ai senatori, ha citato, svelando i suoi riferimenti politici, l’esempio del corregionale, eclettico, vivace, pragmatico, trasformista, professore e pittore Amintore Fanfani. Si è guardata bene dal richiamarsi ad Alcide De Gasperi che ha guidato la rinascita dell’Italia dopo la guerra; neppure ad Aldo Moro che, insieme a Berlinguer, tracciò
Cambiare si deve ma in meglio

Cambiare si deve ma in meglio

Attualità
Gli italiani chiedono a Renzi di cambiare, di ammodernare lo Stato, di fare presto e bene. Purtroppo, tra le cose proposte, fino ad ora, dal Presidente del Consiglio non s'intravede il disegno di un modello di democrazia rispondente all’oggi, che ci affianchi alle grandi democrazie europee; manca l'idea di nuova struttura dello Stato che assicuri maggiore partecipazione e un equilibrato rapporto tra i diversi poteri, da realizzare con la massima e libera condivisione. Nel frattempo, invece, le riforme già venute alla luce tendono a restringere gli spazi di decisione dei cittadini, sembrano slegate tra loro e vanno definendosi per approssimazioni dettate dalla contingenza e dai patti. Renzi respinge con sdegno il fatto che, nonostante la sua continua ricerca di mediazioni, gli giungano acc
Un voto per tante paure

Un voto per tante paure

Attualità
L’affermazione del vicedirettore Ludovico Martello che con il voto del 25 maggio in Italia “ ha vinto il buonsenso”, mi ha fatto tornare alla mente il ricordo di un vecchio elettore liberale del mio Paese che diceva di aver votato nel 1953 per il partito comunista perché aveva ritenuto quello l’unico modo per bloccare la “legge truffa”. E’ l’aspetto più positivo del voto degli italiani per le elezioni europee. Hanno concorso la volontà di cambiamento e la paura del salto nel buio alimentato dalla campagna elettorale di Grillo. L'inattesa dimensione del consenso a Renzi e la quantità non più fisiologica di astensioni, ne confermano, invece, due negativi: la ricorrente ricerca del salvatore della patria e la rinuncia di una parte considerevole del popolo a esercitare le proprie funzioni. I r
Integrazione Europea processo irreversibile

Integrazione Europea processo irreversibile

Attualità
La costruzione di un’Europa unita è un processo irreversibile. Mi rifiuto di credere che nel Continente non ci sia una grande maggioranza consapevole di quanto sarebbe cosa tragica per il nostro futuro se così non fosse. Certo, la storia dell’umanità è piena di amnesie collettive. E’ vero pure che, come scrive Voltaire, il diritto dell’intolleranza dell’uomo è più orribile di quello delle tigri, che sbranano solo per mangiare, mentre l’umanità si è sterminata per dei paragrafi. Forse bisognerebbe anche tenere in conto Einstein quando dice che le due cose infinite sono l’Universo e la stupidità umana, di non essere sicuro della prima. Oggi, però, gli strumenti di conoscenza sono tanti e non investono, come nel passato, solo minoranze ma la quasi totalità degli uomini e delle donne. E’, perc
Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Una legge che favorisce l’astensionismo e non recupera il malessere

Attualità
Per la nostra Costituzione la legge elettorale dovrebbe garantire innanzitutto il legame tra l’eletto e i suoi elettori. Chi viene eletto dovrebbe dare voce e rappresentanza politica a chi lo ha votato e a questi rendere conto degli impegni assunti in occasione della campagna elettorale. La riforma proposta continua a tradire questo concetto, come già faceva l’abrogato Porcellum. Essa, senza le preferenze o l’uninominale, priva i cittadini della possibilità di scegliere e lega i futuri eletti alla volontà delle segreterie dei partiti che li hanno designati, più spesso dei soli capi. E’ dominata dalla ricerca non di quello più utile all’Italia, ma del modo di vincere, di come depotenziare i partiti più piccoli e far fuori Grillo. E’ la ragione per cui Berlusconi e Renzi hanno accuratamente
La vicenda Italiana senza Berlusconi al Senato

La vicenda Italiana senza Berlusconi al Senato

Attualità
E’ difficile dire che è finita la leadership di Silvio Berlusconi. E’ probabile che sia così ma non ci scommetterei. E’ difficile valutare, ad esempio, come peseranno, per la loro qualità, le altre vicende giudiziarie che lo riguardano annunciate in arrivo a ritmo incalzante. Certo, se non è venuto meno, ha perso molto valore l’alibi del governo per le mancate decisioni e che ha giustificato per anni le scelte non fatte di destra e sinistra. Sono convinto, però, che egli rimane comunque in campo, anche se con una capacità irrimediabilmente ridotta di tenere unito il centro-destra, nel quale non è cresciuta una credibile alternativa. Il problema, però, per l’Italia non è Berlusconi e il suo destino ma è quello che oggi si definisce “berlusconismo”. E’ un virus intriso di populismo, demagogi
B. …una novità lunga settant’ anni

B. …una novità lunga settant’ anni

Attualità
Silvio Berlusconi dice che tra pochi giorni farebbe rinascere ufficialmente Forza Italia come partito liberale di stampo europeo. Mi permetto di consigliare il cambio del nome perché quello di Forza Italia non era nuovo né originale già nel 1994, perché limita fortemente la libertà di tutti i cittadini italiani a utilizzare la più spontanea espressione d'incitamento verso il proprio Paese, perché nella sua prima discesa in campo come sigla di un Movimento politico si è presentata con un'immagine inquietante e per nulla liberale. Lo scrittore e giornalista Norman Lewis, all’epoca giovane ufficiale inglese dei servizi segreti al seguito dell’esercito americano, nel 1944 fu incaricato di indagare su un Movimento di nome Forza Italia che operava al Sud e in particolare nella provincia di Bene
All’ Italia serve la Sinistra che non c’è

All’ Italia serve la Sinistra che non c’è

Dibattito
L’estremismo infantile del Movimento Cinque Stelle e le “genialità” di Grillo, con il concorso decisivo della sinistra che, imperterrita, continua ad alimentare le sue irresponsabili e autolesioniste divisioni, sono riusciti nell'impossibile impresa di rivitalizzare Silvio Berlusconi. Hanno completato un’opera avviata nel 2011 quando si scelse di non andare al voto e di fare nascere il governo Monti che, accollandosi la parte sporca, ha tolto le castagne dal fuoco a Berlusconi dandogli il tempo che calasse una coltre di nebbia sulle enormi responsabilità del suo governo nei confronti dell’Italia e degli italiani. La sfida rimane di quelle che fanno tremare i polsi perché, per risanare l’Italia, servono radicali trasformazioni, la gente non ce la fa più e le cose da risolvere sono tante. P
Province no ma Prefetture si

Province no ma Prefetture si

Attualità
Il professor Cimitile e il presidente dell’UPI hanno marchiato le scelte del governo Letta per le Province come “il risultato dell’abdicazione della politica alla demagogia”. E’ così, ma c’è dietro di esse anche altro. Un anno fa scrivevo del mio stupore per l’apparente approssimazione con cui professori ed esperti membri del governo Monti affrontavano la questione delle Province, prima annunciandone la soppressione, poi minacciandone l’accorpamento e infine proponendone il riordino, con procedure palesemente incostituzionali come ha poi sancito la Corte. Era incomprensibile, e rimane tale, il perché non si seguisse il percorso tracciato dalle leggi che, dai primi anni 90 in poi, hanno riformato le autonomie locali e definite meglio le loro competenze, la n.142 del 1990, la n.81 del 1993,
Nella Costituzione la rinascita dei partiti

Nella Costituzione la rinascita dei partiti

Dibattito
I partiti sono in grave crisi, incapaci di garantire un effettivo rapporto con la società o con settori della stessa. La fiducia degli italiani nei loro confronti è precipitata quasi a zero, ma senza partiti non è immaginabile la democrazia rappresentativa. Come pure è impensabile governare bene, concordo con Fabrizio Barca, senza poter contare su un partito radicato sul territorio, specialmente quando ci si propone di cambiare e di corrispondere alle attese del mondo del lavoro e dei più deboli dovendo scontare il contrasto di tanti poteri forti. In un precedente scritto, ho condiviso anche la forma partito proposta da Barca e ho tracciato il percorso che penso si debba seguire per costruire un grande e moderno partito della sinistra.  Non escludo che, esercitando fantasia e ragione nell