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Guido Cortese, un liberale coerente

Guido Cortese, un liberale coerente

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1. Quando l’amabilità della Signora Amelia ha voluto che mi occupassi io degli scritti giornalistici di suo marito, confesso che, rapida, volante, una domanda si è affacciata alla mente: perché Guido Cortese? E anzi, precisando meglio: perché Guido Cortese oggi? Ecco, questo interrogativo mi ha tenuto sospeso, come dubbioso dell’utilità di trattenere il ricordo della sua persona sulla china precipite della dimenticanza. A che pro, mi son chiesto, fermarlo per un’ora di più questo ricordo nella memoria degli uomini? Quale utilità, insomma, a giostrare intorno al pensiero e all’azione di Cortese ora che la ruota della politica ha agganciato altre vicende? Questa la perplessità; ed è perplessità che per un po’ mi si è inasprita in cruccio. Ma per un po’. Soltanto per un po’. Giusto il tempo
Giuseppe Prezzolini l’ anarchico conservatore

Giuseppe Prezzolini l’ anarchico conservatore

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pubblicato su "Il pensiero politico", anno XXXIX, n. 3. Dopo un periodo di silenzio – che “per lungo silenzio parea fioco”, direbbe il Poeta – Giuseppe Prezzolini torna a parlare. Non con la sua voce, si capisce (che si tacque definitivamente nel 1982 e che, peraltro, quanti ebbero la ventura di ascoltarla ricordano come liquida, armoniosa e dalla dizione assolutamente perfetta); non con la sua voce ci parla, dunque. Con i suoi scritti, invece, riproposti in gran copia proprio in quest’ultimo giro di tempo. Senza andare troppo indietro e per rimanere solo agli ultimi cinque-sei anni, ricordiamo qui Come gli americani scoprirono l’Italia (Boni, 2000), America in pantofole (Vallecchi 2002), Storia tascabile della letteratura italiana (Sellerio, 2002), Una voce controcorrente (Poligrafici ed