Tag: Napoli

La città che mi fa paura

La città che mi fa paura

Ti R@cconto
Questa città mi fa paura. E non parlo di quella Napoli tornata recentemente alla ribalta per le tristi vicende del Rione Traiano. Quella città che non piange più i suoi lutti, non protesta per il piombo dei revolver, anzi quasi giustifica i suoi guaglioni cresciuti nel deserto delle idee, allattatia furia di kalashnikov e 7 e 65 che, come nelle migliori sceneggiate di Merola, sò sempe piezz’’e core. No, non è questa la città che mi fa paura. Al massimo mi disorienta. Mi lascia sgomento. In questa sorda accettazione dell’ineluttabile. La Napoli che mi fa paura è un’altra. Impalpabile. Invisibile. Eppure reggente. Maesta. Una città che ha saputo ‘mpizzare i suoi tentacoli in ogni pertuso ‘e via. Santa Lucia, Palazzo san Giacomo, Centro direzion1616ale.‘Ncopp’’a ogni segreteria ‘e partito. Ma
L’era della volgarità

L’era della volgarità

Ti R@cconto
Non ho mai amato particolarmente le occasioni pubbliche. Non so perché, ma mi hanno sempre dato l’idea di rappresentazioni posticce, di “manierismi” eccessivi. Regole e dettami comportamentali di cui, sinceramente, posso far a meno. Per uno che fa della sacralità dell’atto rappresentativo il proprio lavoro è quasi naturale, nella vita, almeno quella privata, cercare l’altro lato della verità, quello meno esteriore. I miei amici, quindi, sanno molto bene che è quasi inutile invitarmi a “prime”, vernissage, presentazione di libri o altri eventi mondani (inclusi rigorosamente matrimoni e cresime, ma quelli per altri motivi)  in cui l’”apparire” predomina sull’essere. Ne va addirittura del mio benessere fisico. Non so perché, ma sebbene mi sia sforzato, specie in passato, dopo un pò fini
Camurrìa: due facce della stessa medaglia

Camurrìa: due facce della stessa medaglia

Letture, Ti R@cconto
Con una scrittura appassionante e pregna e con un ritmo serrato e coinvolgente Arnolfo Petri offre con il suo primo romanzo Camurrìa (Homo Scrivens edizioni) uno spaccato di vita dolorosa e pulsante, non priva di ironia e di passioni, di momenti di tenerezza e di piccole gioie, dando nuovamente voce a chi una voce non ha più. Arnolfo Petri racconta dell'umanità che si crea tra i due protagonisti detenuti in un luogo e in una terra che spesso negano possibilità di riscatto. Camurrìa è ambientato a Napoli nella sezione protetta del carcere di Secondigliano: quella degli "infami" e dei crimini "vergognosi". Totore, un camorrista detto l'ammazzapreti, e Marcello il professore gridano al mondo, sottovoce, la loro voglia di comprensione, accettazione, ma soprattutto di tenerezza. Due storie di
Il marchese di Martignano

Il marchese di Martignano

Autori
Nel preparare un breve contributo sul tema dell’economia salentina, la mia ricerca è penetrata fino agli albori del pensiero economico liberale, per conoscere un illustre protagonista del Settecento salentino, il marchese di Martignano, Giuseppe Palmieri (1721 – 1793). Fu discepolo, possiamo dire, di Antonio Genovesi (1713 – 1769), titolare della cattedra napoletana di economia politica (la prima in Europa), che diede un grande impulso agli studi economici del tempo, con proposte di riforme per favorire la produttività. Giancarlo Vallone, nell’Introduzione al libro di Manzillo e Lattarulo (2010) afferma che “Genovesi e Palmieri, uno di queste parti, avevano ben avvertito la necessità, di orientare il sistema dei poteri sul sistema della proprietà, secondo il modello inglese e, per quel che
Voto amministrativo: i marchesi del Grillo ai ballottaggi

Voto amministrativo: i marchesi del Grillo ai ballottaggi

Attualità
A tre giorni dal voto amministrativo tutti i commenti possibili su chi ha vinto e chi ha perso sono ormai materiale da archiviare in emeroteca. Un campanile in più a destra o a sinistra non può costituire un significativo rivolgimento politico epocale! Chiediamoci, piuttosto, se è cambiato realmente qualcosa negli equilibri politici nazionali: è iniziato l’irreversibile declino del berlusconismo? La lega ha perso consensi e vacilla la sua alleanza con il Pdl? Veramente il Pd è in ascesa e la sinistra torna a vincere? Ed, ancora, il terzo polo rappresenta una nuova formazione politica che potrà costituire, in un immediato futuro, una possibile alternativa liberale alla destra populista-dispotica berlusconiana? Niente di tutto questo! Certo all’interno della Casta si è lottato senza esclus
Per una storia del Risorgimento… aldilà dell’ideologia e della propaganda

Per una storia del Risorgimento… aldilà dell’ideologia e della propaganda

Dibattito
Le celebrazioni del Centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia sono state una buona occasione per fare le ore piccole per strada e per tenere i negozi aperti fino all’alba in nome delle supreme ragioni del commercio (ma d’altra parte così ha suggerito una circolare proveniente direttamente da Palazzo Chigi… suvvia, si specula anche sulle festività religiose, che sarà mai un 17 marzo qualsiasi?). Ma le celebrazioni sono state soprattutto l’occasione giusta per mettere in piazza quel sentimento patriottico un po’ pecoreccio e superficiale che ci fa sentire “fieri di essere italiani” dopo ogni vittoria della Nazionale di calcio, salvo poi essere quotidianamente privi di quel senso civico e di appartenenza che rende grande e coeso un popolo. Ammetto che il nazionalismo da balcone tric
Guido Cortese, un liberale coerente

Guido Cortese, un liberale coerente

Autori
1. Quando l’amabilità della Signora Amelia ha voluto che mi occupassi io degli scritti giornalistici di suo marito, confesso che, rapida, volante, una domanda si è affacciata alla mente: perché Guido Cortese? E anzi, precisando meglio: perché Guido Cortese oggi? Ecco, questo interrogativo mi ha tenuto sospeso, come dubbioso dell’utilità di trattenere il ricordo della sua persona sulla china precipite della dimenticanza. A che pro, mi son chiesto, fermarlo per un’ora di più questo ricordo nella memoria degli uomini? Quale utilità, insomma, a giostrare intorno al pensiero e all’azione di Cortese ora che la ruota della politica ha agganciato altre vicende? Questa la perplessità; ed è perplessità che per un po’ mi si è inasprita in cruccio. Ma per un po’. Soltanto per un po’. Giusto il tempo
Il Socialismo etico di Francesco Saverio Merlino

Il Socialismo etico di Francesco Saverio Merlino

Autori
Per gentile concessione dell’autore e della redazione Archivio Storico del Sannio , riceviamo e pubblichiamo volentieri di seguito il saggio del prof. Ludovico Martello Il socialismo etico di Francesco Saverio Merlino ( tratto da Archivio Storico del Sannio anno XII n°1  nuova serie gennaio - giugno 2008 ESI Napoli). Chi era Francesco Saverio Merlino ? << Conservo viva nel mio animo – scriveva Francesco Saverio Merlino intorno al 1930, anno della sua scomparsa –  la fiamma che riscaldò e illuminò la mia giovinezza: mi sento a un dì presso ciò che fui, un amante della giustizia e della libertà >>. E nella stessa pagina –  con il tono accorato di chi avverte di essere giunto al compimento del proprio pellegrinaggio esistenziale e sente la necessità di lasciare in eredità ai pos