Punti chiave
Questa sezione è stata elaborata con il supporto dell’intelligenza artificiale e successivamente sottoposta a revisione editoriale. Le informazioni sono presentate a scopo di sintesi e approfondimento.- Il 4 settembre 2026, l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato una risoluzione che propone una nuova rappresentazione cartografica, sfidando la proiezione di Mercatore.
- La proiezione di Mercatore distorce le dimensioni reali dei continenti, creando una rappresentazione errata, in particolare per l’Africa.
- La risoluzione consiglia l’adozione della proiezione Equal Earth, che rappresenta in modo più proporzionale le dimensioni dei continenti.
- La proiezione di Mercatore ha facilitato l’espansione coloniale europea, contribuendo a giustificare pratiche di sfruttamento.
- Modificare la percezione della mappa del mondo potrebbe aiutare a rielaborare la storia delle relazioni tra Europa e Africa.
La proiezione di Mercatore e la risoluzione ONU
Il 4 settembre 2026 l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la risoluzione Correct the Map: Rebalancing global cartographic representation and promoting equitable representation of the world’s regions, riaprendo il dibattito sulla proiezione di Mercatore e sulla rappresentazione delle reali dimensioni dei continenti.
La risoluzione è stata approvata con 164 voti favorevoli, 6 astenuti (Ucraina, Georgia, Moldavia, Serbia, Estonia e Lituania) e il solo voto contrario degli Stati Uniti d’America.
Il testo, proposto dal Togo in rappresentanza del Gruppo Africano, chiede l’adozione di un planisfero che rispetti in maniera più proporzionale le dimensioni dei continenti.
Infatti, la rappresentazione del mondo di Mercatore, che ognuno di noi ha visto appesa nelle aule di scuola, raffigura l’Africa quasi quanto la Groenlandia. Eppure, il continente potrebbe contenere al suo interno sette volte la superficie dei Paesi membri dell’Unione Europea e tre volte la Cina.
Esempi che, da soli, danno un’idea della vastità dell’Africa.
Non solo immensa: l’Africa ospita anche la popolazione più giovane del globo. Con un’età media di 19 anni, gli africani si candidano a essere tra i protagonisti di questo XXI secolo.
E allora proprio dall’Africa, continente ancora frainteso attraverso logiche coloniali, è venuta la proposta di modificare l’immagine del mondo.
Equal Earth e una nuova rappresentazione del mondo
La risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha carattere vincolante.
Essa consiglia l’adozione delle proiezioni a superficie equivalente, tra cui Equal Earth, elaborata dai cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny.
I Paesi africani si vedono riconosciuta sulla carta – è proprio il caso di dirlo – una posizione differente rispetto a quella che ha plasmato per secoli l’immaginario collettivo.
Il ministro degli Esteri del Togo, Robert Dussey, ha salutato con ottimismo la votazione favorevole, ricordando che «le mappe plasmano la nostra comprensione del mondo».
È chiaro che modificare la mappa della Terra non cambierà i rapporti di forza tra gli attori internazionali. Soprattutto in questo momento, il sistema internazionale naviga a vista in un mare di conflitti regionali alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Tuttavia, non bisogna nemmeno bollare il tutto come una vittoria di Pirro.
La risoluzione potrebbe essere il grimaldello per scardinare la presunzione di neutralità intrisa in ogni affermazione tecnica e scientifica proveniente dalla storia dell’Europa.
La mappa di Mercatore: una carta per la navigazione
Quando, nel XVI secolo, il cartografo fiammingo Gerhard Kremer – Gerardo Mercatore, secondo la tradizione italiana di adattare i nomi – disegnò la cartina del mondo su un piano, aveva in mente un obiettivo ben preciso: rendere affidabile e sicura la navigazione per le diverse compagnie mercantili che solcavano gli oceani.
È inevitabile che rappresentare una forma sferico-elissoidale su un piano crei problemi dal punto di vista geometrico.
Poiché per Kremer era di fondamentale importanza realizzare una carta che aiutasse la navigazione, utilizzò la geometria e la trigonometria per raggiungere il suo scopo.
Così, nel planisfero di Mercatore, le figure più vicine ai poli appaiono più grandi rispetto alle terre situate nei pressi dell’equatore.
E l’Africa appare grande quasi quanto la Groenlandia, il che ovviamente non corrisponde alle reali proporzioni delle due superfici.
Mercatore, commercio e colonialismo europeo
La proiezione di Mercatore, però, permise alle compagnie mercantili europee di tracciare rotte affidabili mediante linee rette.
E questo era un obiettivo preminente per la nascente classe mercantile europea.
Dunque, attraverso una commistione tra tecnologia europea, algebra araba e geometria persiana, Mercatore disegnò uno strumento utile all’espansione coloniale europea.
Contribuì anche all’inclusione del pianeta all’interno del modello economico mercantile.
La tratta atlantica degli schiavi assunse, tra il XVI e il XVIII secolo, dimensioni sempre più vaste.
Dalle coste dell’Africa occidentale, gli europei acquistavano a basso prezzo forza lavoro ridotta in schiavitù, venduta anche da regni africani come il Benin e il Dahomey.
I giovani africani venivano successivamente venduti nelle colonie europee delle Americhe.
Da qui le navi europee, cariche di materie prime e di oro, salpavano nuovamente verso i porti della penisola iberica, della Gran Bretagna, della Francia e dei Paesi Bassi.
L’Atlantico era solcato da navi cariche di oro, argento, oli e schiavi.
Grazie al genio matematico di Mercatore, un triangolo ideale cominciava a legare in maniera inestricabile i destini dell’Europa, dell’America Latina e dell’Africa.
Con una precisazione: era l’Europa a detenere il controllo di tutto e a estendere la propria forma di civiltà attraverso l’instaurazione di un modello di governo di tipo coloniale.
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La cartografia di Mercatore e l’espansione dell’Europa
Non intendiamo dire che dalla raffigurazione errata delle dimensioni dell’Africa sia sorta la giustificazione del colonialismo.
No, assolutamente.
Il colonialismo ha preteso una giustificazione nella diffusione del cristianesimo prima e nella missione civilizzatrice laica dopo.
Tuttavia, la rappresentazione di Mercatore ha favorito, questo sì, senza dubbio, lo sviluppo economico dell’Europa.
Senza l’accumulo di capitale attraverso la pirateria delle compagnie mercantili e delle monarchie europee, che si erano create ad hoc le proprie giustificazioni giuridico-religiose e morali, non sarebbe stato possibile sottrarre l’oro dalle vene profonde dell’America Latina.
Senza il sangue e il sudore degli schiavi dell’Africa non ci sarebbe stata la messa in coltura di enormi distese di cotone.
Né famiglie o grandi gruppi finanziari, come i Lloyd’s di Londra, avrebbero raccolto i capitali necessari per diventare i colossi che sono.
E ancora, senza le ingenti quantità di olio di palma prelevato dalle foci del Niger, i macchinari dell’industria britannica non avrebbero avuto a disposizione una delle materie prime utilizzate nei processi industriali dell’epoca.
È anche attraverso questi rapporti economici che l’Europa consolidò il proprio primato.
La proiezione di Mercatore e il modo di vedere il mondo
Sì, una cartina geografica più accurata nelle proporzioni e meno adeguata alla navigazione non cambierà il mondo.
Oggi la navigazione si compie grazie ai sistemi di geolocalizzazione più avanzati e ai satelliti, risultato della tecnica occidentale e del coltan ricoperto del sangue dei congolesi.
Superare la mappa di Mercatore non darà, da solo, all’Africa un ruolo centrale nella disputa sul nuovo equilibrio mondiale.
Ma modificare la percezione e la rappresentazione del mondo può consentire una rielaborazione della storia dei rapporti tra l’Europa e l’Africa.
Una rielaborazione priva – si spera – di razzismi conservatori ed evangelici progressismi.
E, seppure la storia non abbia ancora annunciato verso quale baratro la civiltà europea caracollerà, è almeno testimone del cuore di tenebra dal quale è emersa.
FAQ
Le domande e le risposte di questa sezione sono state elaborate con il supporto dell’intelligenza artificiale e organizzate secondo criteri di chiarezza e ottimizzazione SEO. I contenuti sono stati successivamente verificati e revisionati dalla redazione di PoliticaMagazine, con l’obiettivo di facilitare la comprensione e l’approfondimento degli argomenti trattati.La proiezione di Mercatore è una rappresentazione cartografica elaborata nel XVI secolo da Gerhard Kremer, detto Mercatore. Fu pensata soprattutto per facilitare la navigazione, ma tende a ingrandire le aree vicine ai poli rispetto a quelle prossime all’equatore.
Perché altera la percezione delle dimensioni relative dei continenti. Nell’articolo si sottolinea, per esempio, che l’Africa appare quasi grande quanto la Groenlandia, mentre in realtà la sua superficie è molto maggiore.
Equal Earth è una proiezione cartografica a superficie equivalente, sviluppata da Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny. L’obiettivo è rappresentare le aree del pianeta in modo più proporzionato rispetto alla proiezione di Mercatore.
La risoluzione invita ad adottare rappresentazioni cartografiche più proporzionate e meno distorsive, con particolare attenzione alla corretta rappresentazione dell’Africa. Non è vincolante, ma propone un cambiamento nel modo in cui il mondo viene rappresentato e percepito.